WWDC 2025: Apple cambia volto, ma Siri resta indietro

by | 10 Giu 2025 | Tecnologia

Tempo di lettura: 3 minuti

Alla WWDC 2025, Apple ha mostrato i muscoli. L’annuale conferenza per sviluppatori (il cui nome è infatti l’acronimo di Worldwide Developers Conference), si è aperta con una sfilata di novità che segna uno dei cambiamenti più audaci degli ultimi anni per l’ecosistema della mela.

Su tutto, ha dominato Liquid Glass, la nuova interfaccia grafica che abbandona ogni riferimento alla vecchia scuola di Jony Ive per abbracciare un look traslucido, riflettente, brillante, quasi materico.

Una metamorfosi visiva che strizza l’occhio al mondo fisico e trasforma lo schermo in una superficie reattiva, in grado di cambiare tonalità a seconda dei contenuti visualizzati o delle condizioni ambientali.

È un cambiamento come non se ne vedevano dai tempi del salto tra iOS 6 e iOS 7, con una transizione che allora fu sorprendente e che oggi suona come naturale evoluzione (e come un ritorno al passato).

Tutto in iOS 26, compresi schermata di blocco, notifiche e menu contestuali, è stato ripensato in funzione della nuova grammatica visuale. E la trasformazione non riguarda solo gli iPhone.

Apple ha deciso di rivedere anche la logica di denominazione dei propri sistemi operativi: da quest’anno, iOS 26 sarà affiancato da iPadOS 26, macOS 26, tvOS 26, watchOS 26 e visionOS 26. Una scelta che allinea i software all’anno solare, proprio come succede con i modelli delle automobili.

Traduttore universale

Tra le novità che hanno fatto più rumore, spicca l’introduzione di una nuova app chiamata Games: un vero e proprio hub pensato per unificare l’esperienza videoludica su tutti i dispositivi Apple, con funzioni social, sfide tra amici e classifiche.

Ma non è finita qui. Apple ha mostrato aggiornamenti significativi anche per Apple TV, ora più veloce nel riconoscere i profili utente, e ha promesso un Apple Watch ancora più smart grazie al Workout Buddy potenziato dall’IA. Anche l’app Shortcuts riceve una revisione profonda, con un nuovo motore intelligente per l’automazione.

Per chi ama la personalizzazione, arrivano i Genmoji aggiornati, la funzione Image Playground per generare immagini via IA, la possibilità di creare sondaggi in iMessage, la traduzione e pronuncia dei testi musicali, e persino un miglioramento per Mappe, che ora impara dai tuoi spostamenti quotidiani.

Dal lato hardware, visionOS guadagna compatibilità con nuovi accessori per la realtà mista. E anche AirPods e CarPlay ottengono nuove funzioni come la registrazione audio in qualità studio e il controllo remoto della fotocamera.

Le telefonate diventano intelligenti alla WWDC 2025

Ma è soprattutto la traduzione in tempo reale ad aver attirato la nostra attenzione. Grazie ai modelli IA on-device, iPhone potrà tradurre istantaneamente conversazioni vocali e testuali, sia durante le chiamate sia nelle chat, abbattendo le barriere linguistiche in tempo reale.

Molto interessanti anche Call Screening e Hold Assist. Il primo risponde automaticamente alle chiamate sconosciute chiedendo lo scopo della chiamata e mostrando la trascrizione prima che squilli il telefono. Utile per scongiurare i call center, fino a quando questi non elaboreranno nuove contromosse.

Utile anche Hold Assist, che riconosce la musica d’attesa e mantiene la chiamata in background finché non risponde un operatore, avvertendo poi l’utente. Così nel frattempo possiamo andare avanti a fare altro.

Siri, la grande assente

Ma in mezzo a questa abbondanza, un grande assente ha fatto rumore: Siri. L’assistente vocale, che l’anno scorso Apple aveva promesso di rivoluzionare con una nuova versione basata sull’intelligenza artificiale e capace di comprendere il “contesto personale” dell’utente, è stata appena sfiorata nel keynote di apertura.

Craig Federighi, vicepresidente del software, si è limitato a dire che “il lavoro su Siri continua ma ha richiesto più tempo del previsto per raggiungere i nostri standard di qualità. Ne parleremo nel corso del prossimo anno”. Un’ammissione indiretta di ritardo che pesa. Nell’epoca in cui ChatGPT, Claude e Gemini sfornano novità a ritmo mensile, Apple è costretta a rallentare su quello che aveva definito “il prossimo grande passo”.

La nuova Siri, secondo Bloomberg, era già funzionante ma non si è rivelata affidabile: rispondeva correttamente solo due volte su tre. Da qui la scelta di posticiparne il lancio, sostituendo alla guida del progetto John Giannandrea con Mike Rockwell, già responsabile del Vision Pro. Una riorganizzazione che è sembrata il tentativo di rimettere in carreggiata un progetto in difficoltà. Nel frattempo, Apple ha iniziato a correre ai ripari stringendo la partnership strategica con OpenAI che ben conosciamo.

Siri, nelle sue versioni più recenti, può infatti già appoggiarsi a ChatGPT per rispondere alle domande più complesse. E la stessa tecnologia è stata integrata in Image Playground, l’app di generazione immagini disponibile in iOS 26. Un segnale chiaro: in attesa della nuova Siri, Apple si affida all’ecosistema esistente dell’IA generativa per rimanere nel gioco.

Ma il fatto che “ne riparleremo nel 2026” suona come una bandiera bianca temporanea. E in un mercato che corre veloce, l’assenza di Siri al WWDC 25 pesa come un macigno sulle ambizioni di Cupertino nel campo dell’intelligenza artificiale.

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