Prima di parlare di Worldcoin, è necessaria una premessa. E cioè che la biometria sarà sempre più rilevante nelle nostre vite. A sdoganarla al grande pubblico ha pensato Face ID, la tecnologia di Apple, capace di trasformare il modo in cui avviene l’autenticazione su iPhone e iPad Pro. Il suo sistema di riconoscimento facciale, grazie alla tecnologia TrueDepth, emette e analizza migliaia di punti invisibili sul volto di chi guarda la telecamera per generare un modello tridimensionale del viso dell’utente, insieme a una fotografia in infrarosso. I dati così ottenuti vengono poi trasformati in un codice matematico e confrontati col profilo facciale memorizzato.
Poi è arrivata Amazon One, la tecnologia biometrica di Amazon (l’avreste mai detto?) che riconosce le persone attraverso il palmo. Attualmente in fase di prova in alcuni negozi Amazon Go a Seattle, il sistema prevede che i clienti scansionino la loro mano e ne colleghino i risultati biometrici alla carta di credito. Dopodiché, all’uscita dal supermercato basterà “strisciare” il palmo della mano su un sensore per automatizzare il pagamento. Questa tecnologia verrà presto estesa ad altre sedi e potrebbe essere implementata anche nei supermercati Whole Foods.
Arriviamo così a Worldcoin, che poi è anche il soggetto di questa news. Si tratta di un’iniziativa dell’eclettico Sam Altman che mira a identificare le persone tramite scansione dell’iride. Per eseguirle, Worldcoin utilizza dispositivi sferici come quelli che vedete nell’immagine di copertina, creando così un’identità digitale unica. O, appunto, un World ID.
Questo identificativo digitale non rappresenta i dati biometrici dell’individuo ma serve come identificatore unico per l’autenticazione online. L’ambizione di Worldcoin è affrontare la sfida dell’identità digitale in un’era piena di frodi online, account falsi e bot sui social media. L’idea è che se ogni utente potesse comprovare la propria umanità, si ridurrebbero significativamente frodi e le incomprensioni online, migliorando la rappresentazione digitale della società.
Un proposito nobile, che però porta all’estremo le preoccupazioni sulla privacy. Ed è curioso che mentre ormai la navigazione su Internet sia divenuta una selva inestricabile di autorizzazioni ai cookies in ottemperanza al GDPR, dall’altro la gente consegni con nonchalance le proprie informazioni biometriche a società private, coi rischi di sicurezza e di abusi facilmente immaginabili.
Worldcoin porta in tribunale l’APD
Fatta questa (lunga) premessa, s’inquadra meglio perché Worldcoin abbia intrapreso azioni legali contro l’autorità spagnola di protezione dei dati, nota come AEPD. L’Agencia Española de Protección de Datos è l’autorità pubblica spagnola responsabile della protezione dei dati personali. È un organismo indipendente che ha il compito di far rispettare il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) in Spagna; sovrintende anche al trasferimento internazionale dei dati.
Nel 2022 ha emesso una sanzione di 2 milioni di euro nei confronti di Amazon Spagna per la richiesta del certificato del casellario giudiziale ai potenziali candidati durante il processo d’assunzione. E, qualche giorno fa, ha richiesto a Worldcoin la cessazione della raccolta di dati personali e l’uso delle informazioni già ottenute.
In risposta a tale provvedimento, Worldcoin ha contestato l’AEPD, accusandola di violare la normativa europea e di diffondere dichiarazioni false e ingannevoli riguardo alla propria tecnologia. E tramite un post sul proprio sito web, ha comunicato che Tools for Humanity, l’organizzazione dietro al progetto, ha avviato una procedura legale contro le disposizioni dell’AEPD. L’accusa è che quest’ultima avrebbe eluso le procedure e le normative stabilite dall’Unione Europea, in particolare dal GDPR (General Data Protection Regulation), però senza entrare nei dettagli.
Un portavoce di Worldcoin ha specificato che l’azione legale intrapresa mira a ottenere la sospensione del provvedimento dell’AEPD, ed è stata inoltrata alla sezione amministrativa dell’Alta Corte Spagnola. L’azienda ha inoltre annunciato la sospensione in Spagna di tutti i suoi servizi di verifica dell’identità, denominati “World ID”, che prevedono la registrazione tramite la scansione dell’iride mediante i dispositivi Orb di Worldcoin.
Il sito di Worldcoin riporta che oltre 4 milioni di persone in 120 nazioni hanno già aderito al sistema di scansione dell’iride. L’AEPD, da parte sua, dichiarato che il suo intervento nei confronti di Worldcoin è motivato da insufficienti informazioni, dalla raccolta di dati di minori e dalla mancanza di opzioni per revocare il consenso.
Il progetto ha suscitato critiche da parte degli attivisti per la privacy in diversi paesi, dall’Argentina alla Germania, per quanto riguarda la raccolta, l’archiviazione e l’utilizzo dei dati personali. Ma, come scrivevamo in apertura, la sensazione è che la biometria sarà sempre più rilevante nelle nostre vite.


