Di Worldcoin, l’iniziativa forse meno nota di Sam Altman, abbiamo già scritto lo scorso marzo. E nel farlo abbiamo ricordato quanto la biometria stia diventando sempre più rilevante nelle nostre vite.
Si pensi solo alla diffusione di tecnologie come Face ID di Apple, che hanno rivoluzionato l’autenticazione tramite il riconoscimento facciale, utilizzando un sistema avanzato che genera un modello tridimensionale del volto dell’utente per garantirne l’identità.
Worldcoin, progetto lanciato da Sam Altman, vuole proporre un sistema ancora più sicuro e mira a identificare le persone attraverso la scansione dell’iride, creando così un’identità digitale unica, chiamata World ID.
Questo identificativo non contiene i dati biometrici ma funge solamente da strumento per l’autenticazione online, con l’obiettivo di contrastare frodi, account falsi e bot sui social media, migliorando la rappresentazione digitale delle persone.
Inevitabilmente, l’iniziativa ha solleva preoccupazioni sulla privacy, evidenziando il paradosso di un mondo in cui, nonostante le crescenti regolamentazioni sui dati, molte persone continuano a fornire informazioni biometriche a società private, esponendosi a potenziali rischi di sicurezza e abusi.
Cambio di identità
La notizia di oggi è il cambio di nome dell’iniziativa in “World” e “World Network”.
Questo cambiamento, a detta di Altman, riflette una missione più ampia, che a ben guardare un po’ inquieta per il messaggio sottostante. Perché l’obiettivo è diventare una tecnologia chiave per distinguere esseri umani da bot, in un’epoca sempre più dominata dall’intelligenza artificiale.
Con l’aumento della presenza dell’IA nelle nostre vite quotidiane, si pone infatti il problema di come garantire che le interazioni digitali avvengano tra persone reali e non bot.
World, attraverso il suo sistema di verifica dell’identità, intende risolvere questa sfida cruciale.
Le novità di World
Durante un evento a San Francisco, Altman e il co-fondatore Alex Blania hanno dunque presentato una serie di aggiornamenti significativi. Uno dei più rilevanti è la nuova versione dell’Orb, il dispositivo per la scansione dell’iride che World ha lanciato inizialmente per creare un sistema di identificazione biometrico sicuro.
Il nuovo Orb è alimentato dall’ultimo chipset Jetson di Nvidia e promette una performance AI cinque volte superiore rispetto alla versione precedente, utilizzando anche meno componenti.
Questo miglioramento tecnologico consentirà una diffusione più ampia, con l’introduzione di chioschi self-service per facilitare l’accesso degli utenti.
Oltre alla tecnologia dell’Orb, Sam Altman sta sviluppando nuove opzioni per chi desideri aderire al progetto senza dover sottoporsi alla scansione dell’iride.
Una di queste prevede l’utilizzo del passaporto NFC, che permetterà agli utenti di verificare età, nazionalità e proprietà del passaporto senza rivelare la loro identità completa.
Le applicazioni future di World
World ha anche intenzione di integrare il suo sistema di verifica dell’identità in altre piattaforme software per combattere fenomeni come i deepfake, sempre più preoccupanti con l’avanzamento delle tecnologie AI.
Tra le applicazioni compatibili ci sono FaceTime, WhatsApp e Zoom, che potrebbero presto supportare l’uso dell’identità digitale verificata di World.
Infine, World sta aggiornando la sua app mobile per supportare “mini app” di terze parti, ampliando le funzionalità e l’uso del suo ecosistema.
Questo passo segnala l’ambizione dell’azienda di diventare un player fondamentale nel settore dell’identità digitale, offrendo soluzioni flessibili e adattabili alle esigenze di una società sempre più digitale.
Con il rebranding e i nuovi sviluppi tecnologici, World punta così a posizionarsi al centro della trasformazione digitale in corso, affrontando una delle sfide più urgenti del nostro tempo: la necessità di distinguere tra persone e macchine nell’era dell’intelligenza artificiale.
E noi che credevamo che questa sarebbe stata fantascienza…


