La criptovaluta di Trump è un flop

by | 18 Ott 2024 | Business

Tempo di lettura: 2 minuti

Il mondo delle criptovalute non smette mai di sorprendere ma questa volta lo fa con un clamoroso fallimento che porta la firma di Donald Trump.

Come avevamo anticipato negli scorsi giorni, l’ex presidente degli Stati Uniti, noto per aver definito le criptovalute una “truffa” qualche anno fa, si è improvvisamente lanciato nel mercato con il progetto World Liberty Financial (WLFI), che però si è rivelato un flop in tempo record.

Poche ore dopo il lancio delle vendite del token, il sito web ufficiale del progetto è crollato sotto il peso di un traffico inaspettato. Secondo Sandy Peng, consulente di WLFI, il team non si aspettava una tale affluenza, ammettendo indirettamente un’impreparazione che ha portato alla temporanea scomparsa del sito.

Ma al di là del crash, il vero problema è stata la risposta fredda del mercato.

 Numeri deludenti

I dati della blockchain Etherscan, raccolti prima che il sito andasse offline, rivelano che solo 3.000 portafogli unici detenevano i token WLFI, un numero ben lontano dalle aspettative dei promotori del progetto.

Nonostante l’ottimismo di Zachary Folkman, co-fondatore di WLFI, che in una diretta su X aveva dichiarato che “100.000 persone” si erano pre-registrate per l’acquisto, i numeri reali raccontano una storia molto diversa.

Al momento in cui scriviamo questo articolo, il totale degli investitori ha raggiunto poco più di 9.300 portafogli unici, ancora una frazione insignificante rispetto alla lista degli investitori attesi. 

L’obiettivo di raccogliere 300 milioni di dollari attraverso la vendita di 20 miliardi di token sembra ora irraggiungibile.

Al prezzo simbolico di 0,015 dollari per token, WLFI è riuscita a vendere appena il 4% della fornitura totale, accumulando circa 11,8 milioni di dollari. Una cifra lontana dalle ambizioni iniziali del progetto e che, invece di segnare un successo, evidenzia le difficoltà nel convincere gli investitori ad acquistare.

Trump e la cripto elitista

Uno degli aspetti più problematici del fallimento del progetto potrebbe essere legato alle severe restrizioni che accompagnano la vendita dei token WLFI.

Questi sono infatti stati venduti come offerta ai sensi del Regolamento D, una normativa che permette di evitare la registrazione presso la Securities and Exchange Commission (SEC), ma che limita la vendita solo a investitori accreditati.

In altre parole, solo coloro con un patrimonio netto superiore a 1 milione di dollari o con un reddito annuo superiore a 200.000 dollari possono partecipare all’acquisto dei token.

Il suo progetto criptovalutario appare dunque destinato a una ristretta élite finanziaria, il che è ironico se si considera che Donald Trump si è spesso dipinto come un paladino della classe operaia americana. 

A conti fatti, il lancio di WLFI ha sollevato più dubbi che entusiasmi, dimostrando ancora una volta quanto sia complesso il mondo delle criptovalute, anche per figure di spicco come Donald Trump.

Con vendite ben al di sotto delle aspettative e un mercato visibilmente tiepido, il futuro del progetto è incerto.

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