Scorrere all’infinito su uno schermo non è necessariamente sinonimo di alienazione digitale. A raccontarlo è Ars Techicnica, che spiega come lo sviluppatore newyorkese Isaac Gemal abbia creato un’app per scoprire gli articoli di Wikipedia con un semplice swipe.
Il risultato? Si naviga tra contenuti sempre nuovi in un flusso infinito di articoli di Wikipedia, lasciando spazio alla curiosità e all’apprendimento.
WikiTok contro le bolle informative
Il funzionamento di WikiTok è intuitivo: accedendo al sito da desktop o mobile, l’utente può scorrere verticalmente un elenco di articoli generati casualmente dall’API di Wikipedia.
Ogni voce è accompagnata da un’immagine e da un breve estratto. Se un argomento cattura l’attenzione, basta toccare “Leggi di più” per approfondire l’argomento direttamente su Wikipedia.
Il tutto senza profilazione, senza pubblicità mirate e senza il rischio di ritrovarsi intrappolati in una bolla informativa (o echo chamber, per dirla all’inglese).
“Ho avuto molte richieste di implementare un algoritmo che personalizzasse il feed in base agli interessi dell’utente,” ha raccontato Gemal ad Ars Technica.
“Ma ho dovuto mettere un freno: siamo già governati da algoritmi opachi nella nostra vita quotidiana, perché non possiamo avere almeno un piccolo angolo del web senza di loro?”
Un’idea nata da un tweet
L’intuizione dietro WikiTok è nata quasi per caso. Lo scorso lunedì, lo sviluppatore Tyler Angert twittava un’idea provocatoria: “Tutta Wikipedia su una singola pagina scorrevole”.
A quel punto, il venture capitalist James Cham ha rilanciato: “Ancora meglio, una pagina infinita di Wikipedia che si aggiorna in base a quello che vuoi vedere dopo?”.
Il nome “WikiTok” è arrivato poco dopo, ma la sua realizzazione è stata ancora più rapida.
Gemal, che ha scoperto la conversazione grazie a un retweet dello scrittore Grant Slatton, ha deciso di passare immediatamente all’azione. “Ero davanti allo schermo e ho pensato: ‘Posso realizzare un prototipo in poco tempo e potrebbe funzionare'”, ha raccontato.
Detto, fatto: con l’aiuto di strumenti di coding basati su intelligenza artificiale come Claude di Anthropic e Cursor, ha scritto il codice di WikiTok in appena un’ora e mezza, pubblicando la prima versione alle 2 del mattino. Il giorno dopo, la piattaforma era già virale.
“La maggior parte del codice l’ha scritta l’intelligenza artificiale”, ha spiegato Gemal. “Mi ha permesso di sviluppare il progetto molto rapidamente e di sfruttare al massimo il tweet che aveva acceso l’interesse.”
La sfida di un web senza algoritmi
Il codice di WikiTok è stato reso pubblico su GitHub, permettendo a chiunque di modificarlo o contribuire allo sviluppo. Al momento, la piattaforma supporta 14 lingue e include funzionalità come le anteprime degli articoli e la condivisione sui social.
Quello che rende WikiTok diverso non è solo il suo formato ma la filosofia dietro il progetto. In un’epoca in cui la maggior parte delle piattaforme è governata da algoritmi che cercano di massimizzare il tempo trascorso online, WikiTok propone un’esperienza libera e imprevedibile.
“Non ho alcun piano folle per trasformarlo in un algoritmo iper-calcolato e monetizzato”, ha detto Gemal. “Se c’è qualcosa che WikiTok rappresenta, è proprio l’anti-algoritmo”.


