La tecnologia come specchio dei tempi in cui viviamo, è uno dei principi fondanti di TechTalking. E la notizia che ci apprestiamo a dare ne è uno specchio fin troppo accurato.
Il procuratore federale ad interim per il Distretto di Columbia, Ed Martin, ha infatti inviato una lettera durissima alla Wikimedia Foundation.
“Wikipedia sta permettendo la manipolazione delle informazioni sulla sua piattaforma, inclusa la riscrittura di eventi storici chiave e delle biografie di leader americani attuali e passati, oltre ad altri temi che coinvolgono la sicurezza nazionale e gli interessi degli Stati Uniti”, ha scritto Martin.
“Mascherare la propaganda che influenza l’opinione pubblica sotto le mentite spoglie di materiale informativo è contrario alla missione ‘educativa’ della Wikimedia Foundation”.
A rischio lo status di no profit
Martin ha chiesto chiarimenti dettagliati sul processo editoriale, sulle misure di sicurezza e sulle strategie di protezione contro le ingerenze esterne. Nel mirino, il possibile abuso dello status fiscale agevolato previsto dalla sezione 501(c)(3).
L’accusa si inserisce in una campagna più ampia dell’amministrazione Trump e dei suoi alleati contro istituzioni, media e piattaforme online ritenute troppo vicine a posizioni liberali.
Un’operazione che fa leva sulla crescente diffidenza conservatrice verso Wikipedia, l’enciclopedia collaborativa che, con oltre 65 milioni di articoli e quasi 260.000 volontari attivi, rappresenta il nono sito più visitato al mondo secondo Similarweb, influenzando anche i risultati di Google e i dataset delle principali IA.
Anche Elon Musk contro Wikipedia
Il malcontento verso Wikipedia non nasce con Martin. Negli ultimi anni, figure di spicco come Elon Musk hanno duramente attaccato l’enciclopedia.
Nel 2023, il patron di Tesla ha offerto alla Wikimedia Foundation una donazione di un miliardo di dollari a patto che rinominasse il sito in “Dickipedia”.
I will give them a billion dollars if they change their name to Dickipedia https://t.co/wxoHQdRICy
— Elon Musk (@elonmusk) October 22, 2023
In seguito ha chiarito che, per accettare la donazione Wikipedia avrebbe dovuto mantenere il nuovo nome per almeno un anno, affermando: “One year minimum. I mean, I’m not a fool lol.”
A dicembre invece Musk ha esortato gli utenti a “smettere di donare a Wokepedia”, accusando la fondazione di spendere parte del suo budget annuale in programmi di diversità, equità e inclusione (DEI), iniziative particolarmente avversate dall’amministrazione Trump.
Alle origini della discordia, la critica che il fondatore di Wikipedia, Jimmy Wales, aveva rivolto a X di conformarsi alle richieste di censura del governo turco, laddove Wikipedia aveva invece vinto la sua battaglia legale contro Ankara.
Stop donating to Wokepedia until they restore balance to their editing authority https://t.co/sHjnFTtN5y
— Elon Musk (@elonmusk) December 24, 2024
A seguito delle esternazioni di Musk, Wales ha poi affermato che “questo è ciò che significa trattare la libertà di espressione come un principio e non come uno slogan”.
Il passato del procuratore Ed Martin
Le accuse di Martin a Wikipedia si accompagnano a una biografia personale non priva di ombre, come riportato dal Washington Post.
Prima della sua nomina a procuratore ad interim, Martin era stato una presenza abituale nei media russi di Stato: secondo il quotidiano americano, è apparso oltre 150 volte su RT, la rete sostenuta da Mosca.
In un’intervista del 2022, aveva persino negato l’esistenza di un ammassamento di truppe russe ai confini ucraini, a soli nove giorni dall’invasione.
Nei giorni scorsi, Martin si è trovato costretto a scusarsi pubblicamente per aver sostenuto un manifestante dell’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021, poi rivelatosi un simpatizzante nazista.
Wikipedia resiste: “Informare, non persuadere”
La Wikimedia Foundation ha preferito non commentare direttamente la lettera di Martin, ma in una nota diffusa venerdì ha ribadito i principi cardine del progetto: “Wikipedia è uno degli ultimi luoghi online che mostra ancora la promessa originaria di Internet, ospitando più di 65 milioni di articoli scritti per informare, non per persuadere.”
La fondazione ha sottolineato che il contenuto di Wikipedia è governato da politiche che garantiscono che l’informazione venga presentata nel modo più “accurato, equo e neutrale possibile,” attraverso il contributo di una vasta comunità di volontari.
Mentre il dibattito su Wikipedia si fa sempre più acceso, la piattaforma si trova ora a dover affrontare non solo la sfida di mantenere la propria indipendenza editoriale, ma anche quella di difendere il suo status fiscale di fronte a un attacco senza precedenti da parte del governo degli Stati Uniti. Mala tempora currunt, dicevamo…


