Washington blocca i macchinari americani verso il secondo produttore di chip cinese

by | 29 Apr 2026 | Tech War

Riassunto IA
  • Il Dipartimento del Commercio ha inviato lettere is-informed a Lam Research, Applied Materials e KLA per bloccare forniture di attrezzature verso Hua Hong, secondo produttore cinese di chip.
  • Nel mirino il progetto di Huali Microelectronics per chip a 7 nanometri sviluppato con il supporto di Huawei, che puntava a diversificare la produzione spostandola da SMIC.
  • Le restrizioni arrivano alla vigilia del vertice Trump-Xi di maggio e riecheggiano le lettere del 2022, che divennero poi normative di portata generale.
Tempo di lettura: 3 minuti

Non serve un atto del Congresso, né un lungo iter normativo. Basta una lettera. Il Dipartimento del Commercio americano ha ordinato la settimana scorsa ad alcune aziende americane di smettere di spedire macchinari a Hua Hong, il secondo produttore cinese di semiconduttori, finché non otterranno una licenza specifica.

Tra i destinatari figurano tre nomi che pesano sull’intera filiera globale dei chip: Lam Research, Applied Materials e KLA.Tra i destinatari figurano tre nomi quali Lam Research, Applied Materials e KLA.

Lo strumento utilizzato si chiama lettera “is-informed”, una notifica amministrativa che consente a Washington di imporre obblighi specifici a singole aziende in tempi rapidi, aggirando i processi regolatori ordinari.

Non è una norma di portata generale ma nei fatti produce effetti immediati. I mercati lo sanno e i titoli di Lam, Applied e KLA hanno perso tra il 4% e il 6% nel giorno in cui Reuters ha riportato la notizia.

Il progetto che Washington vuole fermare

Hua Hong non è un nome noto al grande pubblico ma è il secondo produttore cinese per dimensioni e, soprattutto, è al centro di uno sviluppo che Washington segue con attenzione crescente.

La sua fonderia, Huali Microelectronics, sta lavorando nell’impianto Fab 6 di Shanghai a un processo produttivo a 7 nanometri, la soglia tecnologica che separa i chip convenzionali da quelli utilizzabili per l’intelligenza artificiale.

Reuters aveva riportato a marzo che Hua Hong aveva raggiunto tecnologie di produzione avanzate potenzialmente impiegabili per chip di IA: un traguardo che, fino a poco fa, in Cina apparteneva soltanto a SMIC, la principale fonderia cinese. Le lettere del Dipartimento del Commercio colpiscono gli impianti ritenuti coinvolti in questo progetto.

Da Hua Hong a Huawei

Dietro Hua Hong c’è anche Huawei. Il colosso tecnologico cinese, inserito nella lista nera commerciale degli Stati Uniti, stava collaborando con Hua Hong e pianificava di spostare parte della sua produzione di chip per l’IA da SMIC proprio verso questa fonderia.

Lo sviluppo del processo a 7 nm era partito con il supporto di SiCarrier, società partecipata da Huawei. La mossa ha una logica precisa: ridurre la dipendenza da un unico fornitore interno già sotto pressione americana. Washington ha letto questa operazione come un tentativo di aggirare le restrizioni esistenti e ha risposto di conseguenza.

Il conto per le aziende americane

Le restrizioni hanno un costo diretto anche per chi le subisce indirettamente. Lam Research, Applied Materials e KLA hanno tutte un’esposizione commerciale rilevante verso la Cina: bloccare le forniture verso impianti in costruzione o in fase di riconversione, come potrebbe essere il caso degli stabilimenti Hua Hong, significa rinunciare a contratti potenzialmente miliardari.

È l’esempio della tensione strutturale che attraversa da anni la politica dei semiconduttori americana: la sicurezza nazionale da un lato, gli interessi delle aziende private che hanno costruito la loro catena di fornitura attorno al mercato cinese dall’altro.

Le restrizioni potrebbero rallentare l’industria cinese dei chip, ma Hua Hong potrebbe cercare di rimpiazzare i macchinari americani con alternative di altra provenienza.

Il timing e l’incognita Trump

Le lettere arrivano in un momento politicamente delicato: il presidente Trump ha in programma un incontro con Xi Jinping a Pechino a maggio. Nuove restrizioni tecnologiche alla vigilia di un vertice diplomatico possono essere lette come pressione negoziale, o come un segnale che la competizione sui semiconduttori procede indipendentemente dai tavoli diplomatici.

C’è poi un precedente che vale la pena tenere a mente: nel 2022, lettere is-informed analoghe (inviate allora a Nvidia, AMD, Lam, Applied e KLA) divennero in seguito normative applicabili a un numero molto più ampio di aziende.

Sotto l’attuale amministrazione, lo stesso meccanismo è stato usato con una certa frequenza ma non sempre le restrizioni si sono tradotte in regole permanenti. Se e quando queste lettere diventeranno norma è ancora da vedere.

Fonte: Reuters

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