L’Unione Europea, nella figura di Ursula von der Leyen, ha annunciato un ambizioso piano da 200 miliardi di euro per investire nell’intelligenza artificiale e cercare di colmare il divario con Stati Uniti e Cina.
Il programma, battezzato InvestAI, punta sulla creazione di nuove gigafabbriche di intelligenza artificiale, strutture in grado di addestrare i modelli più avanzati grazie all’uso di chip di ultima generazione.
L’iniziativa è stata presentata dalla presidente della Commissione Europea durante l’AI Action Summit di Parigi. “Vogliamo che l’Europa sia uno dei continenti leader nell’IA, e questo significa abbracciare una realtà in cui l’intelligenza artificiale è ovunque”, ha dichiarato.
von der Leyen: i giochi non sono fatti
L’annuncio della von der Leyen arriva in un momento in cui la competizione globale sull’intelligenza artificiale si fa sempre più serrata. Dal 2022, con il lancio di ChatGPT da parte di OpenAI, gli investimenti nel settore si sono moltiplicati, con Stati Uniti e Cina a dettare il ritmo della corsa.
Proprio negli USA, un mese fa è stato annunciato Stargate, una joint venture che prevede la costruzione di nuovi data center per OpenAI con il supporto finanziario di colossi come SoftBank, Oracle e MGX.
Il progetto è partito con un investimento iniziale di 100 miliardi di dollari, con l’obiettivo di arrivare a 500 miliardi nei prossimi quattro anni.
Anche la Cina sta avanzando rapidamente. L’azienda DeepSeek ha recentemente sviluppato modelli di IA che, pur utilizzando hardware meno avanzato rispetto a quello americano, hanno raggiunto risultati comparabili, sollevando dubbi sulla reale necessità di investire cifre enormi in chip di ultima generazione.
Ma la Von der Leyen respinge l’idea che l’Europa sia irrimediabilmente indietro. “Troppo spesso sento dire che l’UE è in ritardo nella corsa”, ha affermato, aggiungendo che secondo le la partita è “ben lontana dall’essere conclusa”.
InvestAI: il piano per le gigafabbriche europee
Il cuore del piano InvestAI è la realizzazione di gigafabbriche per l’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale più avanzati. Ogni struttura sarà dotata di circa 100.000 chip di ultima generazione, un numero quattro volte superiore a quello delle attuali fabbriche di IA in fase di sviluppo.
Per finanziare il progetto, l’UE attingerà inizialmente a fondi già esistenti ma gli Stati membri potranno contribuire ulteriormente. Il fondo InvestAI sarà strutturato su più livelli, con quote di rischio e rendimento differenti, combinando sovvenzioni e investimenti privati.
A dicembre, l’UE ha selezionato diversi consorzi per avviare sette fabbriche di IA, con altre cinque che verranno annunciate a breve. L’obiettivo è creare un ecosistema tecnologico competitivo a livello globale, in grado di ridurre la dipendenza dell’Europa da Stati Uniti e Cina in un settore sempre più strategico.


