Quello di oggi è un perfetto intreccio tra storia antica e tecnologia moderna. Circa 2000 anni fa, come ben sappiamo, la catastrofica eruzione vulcanica del Vesuvio seppellì una biblioteca contenente rotoli di papiro, nota oggi come i Papiri di Ercolano. Scoperti nel XVIII secolo, si tratta di oltre 1800 documenti rinvenuti nella cosiddetta Villa dei Papiri, e conservati nella Biblioteca Nazionale di Napoli.
Questi rotoli, trasformati in ammassi di cenere, non potevano essere aperti senza essere distrutti. Questo, fino a che non è arrivata la Vesuvius Challenge. Lanciata nel marzo 2023 da Nat Friedman, Daniel Gross e Brent Seales, l’niziativa ha utilizzato l’acceleratore di particelle Diamond Light Source vicino a Oxford per produrre scansioni ad alta risoluzione dei papiri.
Grazie a dei premi per un totale di $1M finanziati da generosi donatori, meno di un anno dopo i ricercatori sono riusciti a leggere i rotoli, grazie all’impegno di una comunità di appassionati che ha utilizzato tecniche di visione artificiale e machine learning. E il ruolo di quest’ultimo nel successo dell’operazione è stato fondamentale.
Il primo premio della Vesuvius Challenge di $700.000 è stato infatti assegnato a un team composto di tre persone, ossia Luke Farritor, Youssef Nader e Julian Schilliger. Il procedimento messo a punto consiste nel creare una scansione 3D di un rotolo o di un frammento utilizzando la tomografia a raggi X. Successivamente, si tracciano gli strati accartocciati del papiro e si procede a srotolarli. Infine, si identificano le regioni inchiostrate nei segmenti appiattiti digitalmente utilizzando un modello di apprendimento automatico.

Possono sembrare screpolature della carta carbonizzata. Una volta analizzate correttamente, però, il machine learning riesce a risalire alle lettere che c’erano un tempo.
Questa tecnica ha permesso di decifrare circa il 5% del primo rotolo, rivelando un testo che non pare essere una copia di opere esistenti, contenendo scritture mai viste prima. In esso si parla del piacere, considerato il bene più alto nella filosofia Epicurea. L’autore esplora il rapporto tra la disponibilità di beni, come il cibo, e il piacere che essi forniscono. Un personaggio di nome Xenofanto, forse un musicista, viene menzionato collegando il rotolo a Filodemo, un filosofo epicureo che si crede abbia lavorato nella stessa biblioteca dove i rotoli sono stati trovati. La fine del rotolo suggerisce ulteriori sviluppi in opere successive.
Un aspetto cruciale di questo progetto è stato garantire l’autenticità dei risultati. I modelli di apprendimento automatico sono noti per la loro capacità di “allucinare” o generare dati non reali. Per contrastare ciò, il Team di Revisione Tecnica della Vesuvius Challenge ha riprodotto manualmente le candidature vincenti, assicurandosi che il codice producesse risultati autentici e coerenti. Questo approccio ha garantito l’integrità e l’accuratezza dei risultati, un passo fondamentale nella decifrazione di questi manoscritti storici.


