È ormai chiaro a tutti che il futuro sia di chi controllerà le IA. E lo hanno capito bene anche gli USA, che con finanziamenti a pioggia vogliono rafforzare la produzione interna di semiconduttori. Ed è in questo senso che va inquadrata la notizia che vuole l’amministrazione del presidente Joe Biden star discutendo la possibilità di erogare oltre 10 miliardi di dollari in sussidi a Intel.
La notizia, rivelata da Bloomberg News e basata su fonti vicine alla trattativa, segna un passo significativo nella politica di sostegno al settore tecnologico nazionale. Questo pacchetto di incentivi, che è ancora oggetto di negoziazione, dovrebbe includere un mix di prestiti e sovvenzioni dirette. Tuttavia, né il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti, responsabile della gestione dei fondi previsti dal Chips and Science Act, né Intel, hanno fornito commenti ufficiali in merito.
Recentemente, il Dipartimento del Commercio ha annunciato nuovi investimenti sotto l’egida del Chips for America, pensato per sostenere non solo la produzione di chip ma anche gli investimenti nella catena di approvvigionamento correlata. Tra questi figura l’imponente programma di ricerca e sviluppo da 11 miliardi di dollari, volto alla realizzazione del nuovo Centro Nazionale di Tecnologia dei Semiconduttori (National Semiconductor Technology Center, NSTC).
Intel ha in programma di investire decine di miliardi di dollari in impianti di produzione di semiconduttori già esistenti in Arizona e Nuovo Messico, e di costruire un nuovo sito in Ohio, che, secondo le dichiarazioni dell’azienda, potrebbe diventare il più grande impianto di produzione di chip al mondo. Va però detto che un Intel potrebbe posticipare il completamento del sito in Ohio al 2026, a causa di un rallentamento nel mercato dei chip e della lenta erogazione dei fondi federali.
Resta incerto se l’imminente flusso di sovvenzioni potrà accelerare i piani di Intel, così come quelli di TSMC, che ha anch’essa richiesto finanziamenti statunitensi, e la cui costruzione di una fabbrica di semiconduttori in Arizona sta subendo anch’essa dei ritardi. Altri giganti del settore, come Micron e Samsung Electronics, stanno sviluppando nuovi impianti di produzione di chip negli Stati Uniti e hanno fatto domanda per accedere al programma di finanziamenti.
La mossa dell’amministrazione Biden sembra confermare la volontà di rafforzare la posizione degli Stati Uniti nel competitivo mercato globale dei semiconduttori. E a quanto pare, ci sta riuscendo.


