Gli Stati Uniti hanno avviato un’indagine sulle prestazioni dei veicoli autonomi di Waymo, la divisione di Alphabet specializzata nella tecnologia di guida autonoma. La National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA) ha messo sotto esame circa 444 veicoli, a seguito di 22 segnalazioni che includevano 17 incidenti.
Secondo le autorità, in diversi casi i sistemi di guida automatizzata “sembravano disobbedire ai dispositivi di controllo della sicurezza del traffico” e alcuni incidenti si sono verificati poco dopo che i sistemi di guida automatizzata “hanno mostrato un comportamento inaspettato vicino ai dispositivi di controllo della sicurezza del traffico”.
Questa situazione evidenzia da un lato la crescente preoccupazione riguardo la sicurezza delle auto a guida autonoma, un tema già scottante per le aziende produttrici di veicoli elettrici, tra cui Tesla. Non a caso, di recente quest’ultima ha richiamato oltre due milioni di veicoli negli Stati Uniti per aggiornare le protezioni del sistema Autopilot, in seguito alle stringenti regolamentazioni e ai controlli di sicurezza imposti dagli enti americani.
E sempre non casualmente, Elon Musk, durante la sua recente visita in Cina, ha evidenziato sia l’importanza strategica della tecnologia di guida autonoma per la sua azienda, sia le difficoltà incontrate a livello normativo in patria. Tant’è che il mercato asiatico, più che un comodo approdo sta assumendo i connotati della scialuppa di salvataggio per la tecnologia Full Self-Driving di Tesla. Peccato solo che da quelle parti la concorrenza sia particolarmente agguerrita.
Il finale di questa vicenda probabilmente non segnerà una svolta decisiva per il futuro della mobilità autonoma. E se è vero che la sicurezza rimane una priorità assoluta che richiede un’attenta regolamentazione, è altrettanto vero che il potenziale tecnologico della guida autonoma sarebbe già oggi impattante.
Come ha ricordato il Dr. Savaresi del Politecnico di Milano, le tecnologie di guida autonoma allo stato attuale sono già più efficienti del 10% rispetto alla guida umana. Il che significa che già oggi, se tutte le macchine fossero ipoteticamente guidate dall’IA, ogni anno ci sarebbe il 10% in meno di morti per incidenti stradali.
Culturalmente però non siamo ancora pronti ad accettare errori non umani e alle prossime autorità della sicurezza stradale, statunitensi e non solo, spetterà il compito di guidare l’evoluzione di questa rivoluzionaria tecnologia con la giusta obbiettività.


