Le relazioni tra USA e Cina si trovano in una fase di crescente tensione, con Washington che continua a considerare Pechino una delle principali sfide strategiche del XXI secolo.
Negli ultimi anni, le politiche americane si sono concentrate sul contrasto all’influenza tecnologica cinese, accusata di rappresentare un rischio per la sicurezza nazionale.
A testimonianza di come la competizione tra le due superpotenze sia non solo militare ma sempre più tecnologica.
“Decoupling” tecnologico
Ciò spiega il nuovo disegno di legge per la difesa che la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti voterà a breve.
Tra le misure più significative, spicca lo stanziamento di oltre 3 miliardi di dollari per aiutare le compagnie americane a rimuovere apparecchiature cinesi ritenute un rischio per la sicurezza delle reti telecom.
Una decisione che, secondo gli analisti, segna un ulteriore passo verso la “decoupling tecnologico” tra le due potenze, intensificando ossia il processo di separazione delle rispettive economie in settori strategici.
Al centro del provvedimento ci sono i colossi Huawei e ZTE, i cui dispositivi saranno sostituiti nelle reti wireless americane nell’ambito di un programma chiamato “rip and replace”.
Un deficit da colmare
Secondo la Federal Communications Commission (FCC), la rimozione delle apparecchiature “insicure” costerebbe 4,98 miliardi di dollari. Il Congresso, però, aveva finora inizialmente approvato solo 1,9 miliardi, lasciando un vuoto di oltre 3 miliardi.
Jessica Rosenworcel, presidente della FCC, ha ribadito l’urgenza di colmare questo deficit, avvertendo che la mancanza di finanziamenti potrebbe mettere a rischio sia la sicurezza nazionale sia la connettività delle aree rurali.
“Questo deficit mette a rischio la connettività per i consumatori che dipendono da queste reti, specialmente nelle aree più isolate, e potrebbe compromettere i servizi di emergenza 911”, ha dichiarato.
Questo, va detto, non perché gli americani temano che i cinesi interferiscano con le loro chiamate alla Polizia, quanto perché potrebbe esserci il rischio che vengano rimosse le infrastrutture con componentistica cinese, senza però degli opportuni rimpiazzi.
Non solo telecomunicazioni
Gli USA hanno intensificato negli ultimi anni le pressioni su Huawei e ZTE, invitando anche gli alleati a eliminare i loro dispositivi dalle reti nazionali.
Il programma americano mira a ridurre la dipendenza da tecnologie cinesi, ritenute potenziali strumenti di spionaggio o interferenza da parte di Pechino.
Tim Donovan, CEO della Competitive Carriers Association, ha elogiato il nuovo provvedimento: “Il finanziamento è assolutamente necessario per adempiere al mandato di rimuovere e sostituire le apparecchiature coperte, mantenendo però la connettività per decine di milioni di americani”.
Il disegno di legge per la difesa, lungo 1.800 pagine, non si limita però alle telecomunicazioni.
Sono previste anche misure più ampie per contrastare le attività della Cina, come un rapporto sui tentativi di aggirare le normative statunitensi e un’analisi dell’intelligence sulle capacità biotecnologiche cinesi.
USA, un finanziamento mirato
La presidente del Comitato per il Commercio del Senato, Maria Cantwell, ha spiegato che il finanziamento del programma, insieme a un investimento di 500 milioni di dollari per i centri tecnologici regionali, sarà coperto da un’asta una tantum dello spettro wireless AWS-3.
Questo intervento mira a soddisfare la crescente domanda di banda larga da parte dei consumatori e a rafforzare l’infrastruttura tecnologica americana.
Con la votazione prevista per la prossima settimana, gli USA si muovono verso una maggiore protezione delle loro reti wireless e una riduzione della dipendenza da tecnologie potenzialmente vulnerabili.
Sarà però necessario assicurarsi che l’implementazione del programma avvenga senza interruzioni, proteggendo al contempo milioni di utenti nelle aree più isolate del Paese.


