Dopo giorni di indiscrezioni, è ufficiale: SpaceX ha acquisito xAI. L’annuncio è arrivato ieri da Elon Musk, che ha pagato 250 miliardi di dollari per la startup di intelligenza artificiale fondata appena due anni fa.
Le due aziende insieme valgono poco più di 1.000 miliardi. Nasce così un conglomerato che unisce razzi, satelliti, telecomunicazioni e intelligenza artificiale sotto un unico tetto, una concentrazione di tecnologie strategiche senza precedenti nel settore privato.
Il prezzo di 250 miliardi si basa sulla valutazione emersa dall’ultimo round di finanziamento di xAI, che a gennaio aveva raccolto 20 miliardi di dollari da investitori prezzando la startup a 230 miliardi. SpaceX era stata valutata 800 miliardi in una recente vendita secondaria di azioni.
Musk non ha rivelato i termini finanziari dell’accordo ma i conti sono presto fatti: il nuovo gruppo vale oltre 1.000 miliardi, una cifra che lo colloca tra le entità più capitalizzate al mondo.
Pagare 250 miliardi per xAI, una startup di due anni che brucia cassa e non ha ancora un percorso chiaro verso la profittabilità, è però una scommessa colossale sul futuro dell’intelligenza artificiale.
La visione: data center in orbita
La logica industriale dietro l’operazione è la stessa che Musk va ripetendo da settimane. “La domanda globale di elettricità per l’IA semplicemente non può essere soddisfatta con soluzioni terrestri, nemmeno nel breve termine, senza imporre difficoltà alle comunità e all’ambiente”, ha scritto nell’annuncio. “Nel lungo termine, l’IA spaziale è ovviamente l’unica via per crescere”.
L’idea è lanciare grandi satelliti che fungano da data center orbitali, alimentati da energia solare e serviti dalla logistica di SpaceX, l’unica oggi in grado di portare carichi di quella scala nello spazio. xAI fornirebbe la domanda di calcolo per addestrare modelli come Grok. “In un’era di massimalismo dell’IA, questo vale migliaia e migliaia di miliardi di dollari”, ha commentato un investitore presente in entrambe le aziende.
Per dare un’idea delle proporzioni: nel 2025, l’anno più prolifico nella storia dei voli spaziali, l’intera industria mondiale ha lanciato in orbita circa 3.000 tonnellate di carico. Musk punta a lanci di Starship ogni ora, con 200 tonnellate per volo, per arrivare a milioni di tonnellate all’anno.
La matematica, nel memo, è esplicita: un milione di tonnellate di satelliti che generano 100 kilowatt di potenza di calcolo per tonnellata, aggiungerebbero 100 gigawatt di capacità IA ogni anno. L’obiettivo finale è invece un terawatt all’anno.
“La mia stima è che entro 2-3 anni il modo più economico per generare calcolo IA sarà nello spazio”, scrive Musk. Ma la visione non si ferma alla Terra. Il memo parla di fabbriche sulla Luna per produrre satelliti sfruttando le risorse locali, da lanciare poi nello spazio profondo con un “mass driver elettromagnetico”.
E di diventare una “civiltà di livello Kardashev II”, in grado cioè di sfruttare l’intera energia del Sole. Fantascienza? Forse. Ma con 1.000 miliardi di dollari alle spalle, Musk ha almeno i mezzi per provarci.
SpaceX, la quotazione si fa più complicata
SpaceX si stava preparando per la quotazione in borsa, con Musk che spingeva per un debutto già a giugno. L’IPO puntava a una valutazione di circa 1.500 miliardi di dollari; la vendita di una quota di minoranza agli investitori avrebbe potuto fruttare fino a 50 miliardi, facendone la più grande quotazione della storia.
Ma la fusione, ammette lo stesso Financial Times, “complica quei piani”. Gli investitori che aspettavano di comprare azioni di un’azienda spaziale con Starlink e i contratti NASA ora si trovano di fronte a qualcosa di diverso: un conglomerato che include una startup IA in perdita e un social network.
Bret Johnsen, direttore finanziario di SpaceX, era atteso in call con gli investitori lunedì pomeriggio per discutere l’acquisizione e, presumibilmente, rispondere a queste domande.
L’impero si unifica
L’operazione conferma un pattern ormai chiaro. A marzo 2024 xAI aveva già assorbito X, la piattaforma social che Musk aveva acquistato per 44 miliardi nel 2022. Quell’operazione valutava il gruppo complessivo 113 miliardi di dollari, con xAI a 80 e X a 33.
L’integrazione ha permesso a xAI di addestrare i propri modelli sui dati di X, mentre il chatbot Grok è stato inserito nei feed della piattaforma. Ora xAI, insieme a X, entra in SpaceX.
Musk sta costruendo un unico veicolo per tutte le sue ambizioni tecnologiche: razzi, satelliti, telecomunicazioni, social media, intelligenza artificiale. All’appello manca solo Tesla. Gli analisti, nei giorni scorsi, avevano avvertito che essere nell’orbita di Musk significa accettare regole che cambiano in corsa. Ora quegli avvertimenti si sono materializzati.
Fonte: Financial Times


