UE avvia un’indagine antitrust su Meta per l’uso dell’IA in WhatsApp

da | 4 Dic 2025 | IA, Politica

La Commissione Europea ha avviato una nuova indagine antitrust su Meta, focalizzata sull’integrazione delle funzionalità di intelligenza artificiale all’interno di WhatsApp.

L’indagine riguarda la cosiddetta “nuova policy di Meta sull’accesso dei provider di IA alla piattaforma” e valuta se l’azienda abbia favorito il proprio sistema Meta AI a discapito di chatbot concorrenti, configurando un possibile abuso di posizione dominante.

La decisione della Commissione arriva in un momento di crescente attenzione regolatoria verso l’uso dell’IA generativa da parte delle grandi aziende tecnologiche.

Contemporaneamente, Meta ha annunciato che a partire dal 15 gennaio 2026 WhatsApp non supporterà più chatbot basati su modelli di linguaggio esterni, come ChatGPT di OpenAI e Microsoft Copilot.

Questo cambiamento farà sì che Meta AI diventi l’unica opzione di intelligenza artificiale “general-purpose” disponibile sulla piattaforma.

Secondo l’azienda, la restrizione riguarda principalmente l’uso della piattaforma per distribuire chatbot stand-alone, mentre i bot dedicati al supporto clienti o ad altri servizi aziendali continueranno a essere consentiti.

Le aziende che utilizzavano ChatGPT o Copilot su WhatsApp dovranno spostare i propri servizi su app dedicate o interfacce web alternative.

L’integrazione di Meta AI in WhatsApp è iniziata a marzo 2025 nei mercati europei.

L’azienda ha difeso la propria scelta affermando che le accuse di abuso di mercato sono infondate e sottolineando che il mercato dell’IA rimane altamente competitivo, con gli utenti che possono scegliere tra una varietà di servizi offerti da app store, motori di ricerca, servizi email, sistemi operativi e altre piattaforme.

Le iniziative parallele dei regolatori

In Italia, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato aveva già aperto un’indagine parallela per analizzare le modalità con cui Meta ha integrato Meta AI in WhatsApp, valutando se la società abbia sfruttato la propria posizione dominante.

A novembre l’istruttoria italiana è stata estesa per verificare se Meta abbia impedito l’accesso ai chatbot concorrenti, rafforzando così le preoccupazioni sulla possibile esclusione di operatori esterni.

L’indagine della Commissione Europea, invece, sarà condotta secondo le norme antitrust tradizionali e non attraverso il Digital Markets Act, utilizzato invece per analizzare i servizi cloud di Amazon e Microsoft.

Questo scenario mette Meta in una posizione delicata, con le autorità europee che monitorano attentamente le pratiche della società e le aziende che si trovano a dover riorganizzare i propri servizi per adeguarsi alle nuove regole.

La combinazione tra indagine regolatoria e restrizioni sull’uso dei chatbot esterni potrebbe ridurre la varietà di assistenti IA disponibili su WhatsApp, concentrando il controllo su Meta AI e modificando l’ecosistema dei chatbot nel breve e medio periodo.

Fonte: Reuters, The Verge

POTREBBE INTERESSARTI

Trump Chip

Trump firma il dazio del 25% sui chip H200, ma Nvidia ringrazia

La Casa Bianca impone dazi sui semiconduttori di fascia alta in transito verso la Cina. Ma per Nvidia è una vittoria: finalmente può vendere ai clienti cinesi...
Sam Altman OpenAI Elon Musk

Sam Altman avvisa gli investitori: “Preparatevi al peggio da Musk”

In vista del processo di aprile, OpenAI prepara partner e finanziatori: aspettatevi “sparate a effetto” e “dichiarazioni fuori da ogni...
Mira Murati Thinking Machines

Il saccheggio di Thinking Machines: OpenAI si riprende tre co-fondatori

In meno di un anno la startup di Mira Murati perde quattro figure chiave. A quanto pare i soldi non comprano la lealtà neppure nell’industria...
pubblicità IA

La pubblicità bussa alla porta dei chatbot: Google apre, gli altri seguiranno

Il colosso di Mountain View sperimenta annunci in AI Mode. OpenAI e Perplexity osservano, Meta si prepara. E chi non vorrà spot dovrà probabilmente pagare

Musk Iran Proteste

Starlink gratis in Iran: Musk si infila anche nella crisi di Teheran

Dopo Venezuela e Ucraina, il miliardario interviene anche nella crisi iraniana. Con l’ok di Trump e capacità che nessuno Stato può eguagliare.

Brad Smith, presidente di Microsoft

Microsoft promette: i nostri data center non peseranno sulle bollette degli americani

L’azienda si impegna a non chiedere sgravi fiscali e a formare i residenti. Brad Smith: “Non chiediamo ai contribuenti di sovvenzionarci”.

cina surplus

La Cina annuncia un surplus commerciale da 1,2 trilioni di dollari

La crescita del 20% della bilancia commerciale cinese in un anno mette in discussione l’efficacia della strategia americana dei dazi.

Matthew McConaughey

McConaughey registra sé stesso come marchio contro i deepfake

Otto trademark approvati negli USA trasformano l’immagine dell’attore in un asset legale. Nel vuoto normativo sui deepfake, Hollywood ricorre...
Google AI Overviews

Google rimuove le AI Overviews per alcune ricerche mediche

Un’indagine del Guardian documenta errori potenzialmente letali nei riassunti sanitari del motore di ricerca. Il tempismo col lancio di ChatGPT Health solleva...
Google agente

Google entra nello shopping con gli agenti IA per i retailer

Con Gemini Enterprise for Customer Experience, Big G offre strumenti per costruire assistenti virtuali proprietari. Ma il commercio agentico è davvero dietro...
Share This