TSMC ‘corregge’ Trump sull’investimento da 100 miliardi

by | 6 Mar 2025 | Business, Politica

C.C. Wei, amministratore delegato di TSMC | Foto: TSMC
Tempo di lettura: 2 minuti

Donald Trump ha sempre fatto del suo carattere assertivo e della sua comunicazione aggressiva un marchio di fabbrica. Di conseguenza il suo stile politico si basa sulla forza, sulla visibilità e sulla capacità di imporsi nel dibattito pubblico. Da presidente, peraltro, utilizza disinvoltamente i social come un’arma per attaccare chiunque si opponga alle sue politiche.

Per un’azienda con interessi negli Stati Uniti, insomma, contraddire pubblicamente Trump può essere controproducente. Per informazioni chiedere a Meta, per esempio, che ha dovuto affrontare attacchi ripetuti da parte di Trump, che ha accusato la piattaforma di censurare i conservatori e ha minacciato misure regolatorie contro il colosso dei social media.

O a Google, anch’essa accusata di pregiudizi nei risultati di ricerca e che ha rischiato un’indagine federale per abuso di posizione dominante, spinta proprio dall’amministrazione Trump.

La sorpresa di TSMC

Alla luce di quanto appena scritto, attirano indubbiamente l’attenzione le dichiarazioni di C.C. Wei, CEO di TSMC. Il colosso dei semiconduttori ha recentemente annunciato un investimento da almeno 100 miliardi di dollari per la costruzione di tre nuovi stabilimenti produttivi, due impianti di packaging avanzato e un centro di ricerca e sviluppo in Arizona.

L’annuncio, dato durante un incontro alla Casa Bianca, lasciava intendere che il progetto fosse il risultato del lavoro politico di Donald Trump.

Un gioco, questo, al quale TSMC poteva anche stare, visto che The Donald ha appena iniziato il suo mandato. E che il sito della Casa Bianca lo ha annunciato con un comunicato stampa dal titolo inequivocabile: “Another Historic Investment Secured Under President Trump“.

C.C. Wei, però, ha appena smentito pubblicamente questa suggestione. Durante una conferenza stampa tenutasi a Taipei, insieme al presidente taiwanese Lai Ching-Te, ha infatti precisato che l’espansione della produzione di semiconduttori in America è guidata dal mercato e non da accordi politici.

Le linee di produzione dell’azienda, sostiene il CEO di TSMC, sarebbero già prenotate per i prossimi due anni, segno che la richiesta dei clienti è il vero motore della crescita negli Stati Uniti.

Le possibili ragioni di questa precisazione

Ci sono diversi motivi per cui il CEO di TSMC potrebbe aver scelto di enfatizzare la natura economica dell’investimento, a scapito di quella politica.

Da un lato, potrebbe voler rassicurare i clienti globali, soprattutto quelli asiatici ed europei, che la strategia dell’azienda non è dettata da alleanze politiche con Trump ma esclusivamente da ragioni di business.

Dall’altro, TSMC fa affari con tutto il mondo e potrebbe voler mantenere una posizione neutrale per evitare di entrare nelle tensioni geopolitiche che vedono contrapposti Stati Uniti, Cina e, da qualche settimana, Europa.

Inoltre, per TSMC è fondamentale preservare la fiducia del governo di Taipei, che potrebbe vedere con preoccupazione un’eventuale delocalizzazione forzata della produzione di semiconduttori.

In definitiva, la smentita di Wei potrebbe essere tanto strategica quanto l’affermazione di Trump. Entrambi cercano di plasmare la narrativa attorno a un investimento enorme, con implicazioni economiche e politiche che vanno ben oltre la semplice costruzione di nuove fabbriche.

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