Poche ore prima dell’attentato avvenuto nella notte tra il 13 e il 14 luglio, nel quale l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump è stato ferito di striscio ad un orecchio, Meta ha annunciato la revoca di alcune restrizioni precedentemente applicate ai suoi account Facebook e Instagram.
L’azienda aveva sospeso a tempo indefinito gli account di Trump dopo che lui aveva elogiato le persone che avevano assaltato il Campidoglio degli Stati Uniti il 6 gennaio 2021. Gli account sono stati poi riattivati all’inizio del 2023, con delle restrizioni: i post di Trump sarebbero stati monitorati e, nel caso di ulteriori violazioni, sarebbero stato sospesi da uno a due anni.
Meta ha dichiarato che Trump, nuovamente candidato alla presidenza degli USA per il Partito Repubblicano, non sarà più soggetto a questo monitoraggio aggiuntivo. In un post sul proprio blog, Meta ha affermato che “essendo nostra responsabilità dare espressione alla politica, riteniamo che il popolo americano debba poter ascoltare i candidati alla presidenza alle stesse condizioni.”
Alcuni esperti di social media hanno a lungo criticato Meta e altre piattaforme per non aver moderato adeguatamente i contenuti politici, inclusi quelli dei candidati politici.
Anche Twitter, ora chiamato X, aveva bandito Trump nel 2021. Il miliardario Elon Musk ha ripristinato l’account poco dopo aver acquisito l’azienda nel 2022, anche se Trump ha pubblicato un solo post da allora, affidandosi al suo social network Truth per comunicare coi propri elettori, come ha fatto per rassicurare sulle sue condizioni di salute dopo l’attentato.


