Un nuovo capitolo si apre nella lunga battaglia tra gli Stati Uniti e TikTok, l’app di proprietà della cinese ByteDance.
Il presidente Donald Trump ha infatti dichiarato che un accordo per la vendita delle operazioni statunitensi dell’app sarà raggiunto prima della scadenza fissata al 5 aprile.
TikTok, da Trump a Biden (e ritorno)
Il futuro di TikTok negli Stati Uniti è da anni oggetto di scontro politico e regolamentare.
Nel suo primo mandato, Donald Trump aveva cercato di costringere ByteDance a cedere le attività americane dell’app, citando rischi per la sicurezza nazionale legati alla possibilità che i dati degli utenti finissero nelle mani del governo cinese.
L’iniziativa, però, si era arenata tra ricorsi legali e complessità operative.
Durante la presidenza di Joe Biden, l’amministrazione ha adottato una linea durissima nei confronti di ByteDance, varando una legge che di fatto costringe ByteDance a chiudere negli USA o a vendere le operazioni nazionali dell’app a un’entità americana.
Col ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, lo scenario si è ribaltato. Sebbene il nuovo presidente abbia firmato un ordine esecutivo che prevede il divieto di TikTok a partire dal 5 aprile se non verrà completata la vendita, il tono è apparso da subito più morbido.
“Mi piacerebbe che TikTok continuasse a esistere”, ha detto Trump, ammettendo pubblicamente di aver cambiato idea rispetto al primo mandato.
Secondo la sua narrazione, sarebbe stato il figlio Barron a fargli notare l’importanza della piattaforma per i giovani americani, un segmento inaspettatamente consistente del suo elettorato.
Dietro questa apertura, tuttavia, si intravede un calcolo politico ben preciso: usare TikTok come strumento di dialogo con la generazione Z, evitando al contempo di apparire debole sul fronte del controllo tecnologico.
“C’è un interesse enorme per TikTok”
Parlando con i giornalisti, Trump ha aggiunto in queste ore un nuovo tassello alla vicenda, sottolineando che ci sono “molti potenziali acquirenti” interessati a rilevare TikTok. E aggiungendo poi: “C’è un interesse enorme per TikTok”.
Le sue parole confermano la volontà della Casa Bianca di concludere positivamente la transizione di proprietà, piuttosto che procedere con un divieto secco che rischierebbe di generare proteste e problemi tecnici.
Sul fronte finanziario si delineano i possibili protagonisti della futura TikTok americana. Secondo quanto riportato da Reuters, la società di private equity Blackstone sta valutando l’acquisto di una piccola quota nelle operazioni statunitensi dell’app.
Il gruppo potrebbe unirsi agli attuali azionisti non cinesi di ByteDance – tra cui Susquehanna International Group e General Atlantic – per fornire nuovo capitale e presentare un’offerta congiunta.
Questo consorzio si è ormai affermato come il principale candidato nella corsa all’acquisizione, grazie anche al vantaggio di non includere soggetti cinesi, elemento chiave per ottenere il via libera delle autorità statunitensi.
Un conto alla rovescia “flessibile”
Nonostante le dichiarazioni fiduciose, Trump ha comunque anticipato che sarebbe disposto a prorogare ancora la scadenza qualora un’intesa definitiva non dovesse arrivare in tempo.
L’opzione di un’estensione resta dunque sul tavolo, anche se il messaggio politico mira a chiudere la questione il prima possibile.
Il destino di TikTok negli Stati Uniti resta dunque appeso a un accordo che potrebbe cambiare radicalmente la struttura societaria dell’app.
Ma la posta in gioco, come sempre quando si parla di piattaforme digitali, riguarda anche – e soprattutto – il controllo dei dati e l’equilibrio geopolitico tra le grandi potenze tecnologiche.


