TikTok, lo abbiamo scritto molte volte, è finita nel mirino delle autorità statunitensi per via dei suoi legami con la Cina. E sebbene l’azienda e la casa madre, ByteDance, abbiano sempre negato qualsiasi rischio per la sicurezza nazionale, Washington sospetta che l’app possa essere usata da Pechino per operazioni di influenza e raccolta dati.
Secondo le leggi approvate nel 2024 con ampio consenso bipartisan, ByteDance era obbligata a cedere le operazioni statunitensi della piattaforma entro il 19 gennaio di quest’anno. Il processo però ha subito ritardi e proroghe con l’inizio del secondo mandato di Donald Trump.
La scadenza è fissata da tempo: entro il 5 aprile TikTok dovrà trovare un acquirente non cinese, altrimenti rischia il bando dagli Stati Uniti.
E a pochi giorni dal termine, nuovi pretendenti si aggiungono alla lista: tra questi troviamo Amazon e un consorzio guidato da Tim Stokely, fondatore della piattaforma OnlyFans.
Secondo Reuters, la sua nuova startup Zoop, avrebbe stretto una partnership con una fondazione legata al mondo delle criptovalute per presentare un’offerta dell’ultima ora per TikTok.
Non solo Onlyfans: ci sarebbe anche Amazon
Ma non c’è solo Onlyfans ad animare le febbrili trattative di questi giorni per la cessione di TikTok. La notizia dell’ingresso di Amazon nella trattativa è stata infatti confermata da un funzionario dell’amministrazione Trump.
Il quale ha riferito a Reuters che il colosso dell’e-commerce avrebbe inviato una lettera formale al vicepresidente JD Vance e al segretario al Commercio Howard Lutnick per manifestare il proprio interesse.
L’azienda non ha rilasciato commenti ufficiali, ma l’indiscrezione ha fatto salire le sue azioni di circa il 2%. Questo perché da tempo Amazon punta a creare una propria rete sociale per rafforzare la vendita dei suoi prodotti e attrarre un pubblico più giovane.
Dopo l’acquisizione di Twitch e di Goodreads, ha anche sperimentato un feed in stile TikTok chiamato Inspire, poi però abbandonato all’inizio di quest’anno.
Il coinvolgimento diretto nell’acquisizione di TikTok rappresenterebbe quindi un salto di scala, eppure secondo quanto riportato dal New York Times, molte delle parti coinvolte nei colloqui non starebbero prendendo sul serio la candidatura del colosso di Jeff Bezos.
Un puzzle geopolitico ed economico
Il futuro di TikTok negli Stati Uniti resta appeso a un filo. Il presidente Donald Trump, tornato alla Casa Bianca per il suo secondo mandato, ha dichiarato che “sono in corso contatti con quattro diversi gruppi” interessati all’acquisizione, senza però identificarli pubblicamente.
Tra le altre realtà in gioco ci sarebbero la società di private equity Blackstone, in trattativa per un’operazione congiunta con alcuni azionisti non cinesi di ByteDance, e un consorzio guidato da Oracle e investitori americani, supportato dalla società di venture capital Andreessen Horowitz.
L’ipotesi sul tavolo è la creazione di una nuova entità statunitense per TikTok, con una quota cinese inferiore al 20%, soglia imposta dalla legge americana per scongiurare il controllo diretto da parte di Pechino.
Intanto, i funzionari dell’amministrazione Trump si riuniranno nuovamente per valutare i possibili scenari. Ma il tempo stia per scadere.


