TikTok, stangata da 530 milioni in Europa: “Dati trasferiti in Cina senza garanzie”

by | 3 Mag 2025 | Legal

Tempo di lettura: 2 minuti

Non accenna a fermarsi la guerra dell’Europa contro la gestione opaca dei dati degli utenti da parte delle Big Tech. Solo che questa volta nel mirino c’è finita TikTok.

L’app cinese, già da tempo sotto osservazione su entrambe le sponde dell’Atlantico, è stata infatti colpita da una sanzione da 530 milioni di euro, inflitta dall’autorità irlandese per la protezione dei dati.

Il motivo? L’incapacità di garantire che le informazioni personali degli utenti europei trasferite in Cina siano protette da eventuali accessi da parte del governo di Pechino.

I garanti della privacy non si fidano

Il verdetto della Data Protection Commission di Dublino è pesante, sia sul piano economico che su quello reputazionale.

Secondo l’ente regolatore, TikTok non avrebbe fornito alcuna prova concreta che i dati europei inviati in Cina siano al riparo dalle leggi cinesi in materia di cybersicurezza e spionaggio, che prevedono potenzialmente l’accesso governativo.

A peggiorare le cose, è arrivata l’ammissione, da parte della stessa TikTok, di aver effettivamente conservato in passato una piccola quantità di dati europei in Cina, dopo aver sempre negato questa pratica.

L’azienda ha dichiarato di aver già cancellato quei dati ma ciò non ha evitato che l’Irlanda aprisse un confronto con gli altri garanti europei per valutare ulteriori azioni contro la piattaforma.

La replica di TikTok: “Mai ceduti dati a Pechino”

TikTok ha già annunciato il ricorso contro la multa e respinge le accuse.

La società sostiene che le conclusioni dell’autorità irlandese riguardino un periodo precedente all’introduzione di nuove misure di protezione dei dati e insiste sul fatto di non aver mai condiviso informazioni con il governo cinese né di aver ricevuto richieste in tal senso.

Per dimostrare la propria buona volontà, nel 2023 l’azienda ha lanciato il cosiddetto Project Clover, un’iniziativa volta a trasferire l’archiviazione dei dati europei in server localizzati in Irlanda e Norvegia, con l’aggiunta di un controllo esterno sugli eventuali accessi dalla Cina.

Questa vicenda si inserisce in un contesto geopolitico ormai teso attorno ai flussi internazionali di dati.

Negli Stati Uniti, l’amministrazione Trump ha recentemente prorogato la scadenza prevista dalla legge che impone la vendita o il bando di TikTok sul suolo americano, proprio per concedere più tempo alle trattative.

Intanto, in Europa, l’app è stata vietata su tutti i dispositivi di lavoro del personale pubblico in vari Paesi, tra cui la Francia, per timori legati alla sicurezza nazionale.

L’UE ha già dimostrato di saper colpire duro quando si tratta di tutela della privacy: basti ricordare la mega-multa da 1,2 miliardi di euro inflitta a Meta per il trasferimento di dati verso gli Stati Uniti.

Ora è il turno di TikTok, che si trova a dover dimostrare, concretamente e in tempi brevi, di poter rispettare gli standard europei. Altrimenti, entro sei mesi, dovrà cessare qualsiasi trasferimento di dati verso la Cina.

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