La diminuzione dell’interesse per i veicoli elettrici e gli alti tassi di interesse, che influenzano negativamente le vendite, paiono stare avvicinando Tesla a un punto critico. Secondo Bloomberg, infatti, le aspettative degli analisti per Tesla si sono abbassate man mano che ci si è avvicinati alla conclusione del trimestre in corso. E per alcuni esperti del settore, Tesla potrebbe andare incontro al primo calo delle vendite dall’inizio della pandemia.
Le stime suggeriscono che Tesla abbia consegnato 449.080 veicoli nel trimestre, il che rappresenterebbe una flessione superiore al 7% rispetto al trimestre precedente, tradizionalmente il più forte dell’anno. L’obiettivo è comunque superare le 422.875 unità consegnate nei primi tre mesi del 2023, evitando così un calo su base annua per la prima volta dal secondo trimestre del 2020.
Le azioni intraprese da Elon Musk nell’ultima settimana di marzo potrebbero non aver giovato alla situazione. A lui si deve una nuova politica che potrebbe rallentare le vendite e che impone che ogni cliente nordamericano faccia un breve test drive per provare il sistema di assistenza alla guida che Tesla dipinge come completamente autonoma.
Per promuovere questa funzionalità, che di norma costa 199 dollari al mese o 12.000 dollari se acquistata in toto, Tesla ha lanciato un’offerta di prova gratuita di un mese. Questa è solo una delle iniziative commerciali intraprese dal produttore per attrarre clienti, che includono anche sconti temporanei di 1.000 dollari e ricariche gratuite fino a diecimila miglia. L’azienda ha inoltre intensificato le campagne pubblicitarie su Google e X, di proprietà di Elon Musk.
Musk aveva già avvisato gli investitori a gennaio che l’azienda si trova in un periodo di transizione tra due fasi di crescita significative. La prima è stata trainata dalla berlina Model 3 e dal SUV Model Y; la seconda dovrebbe essere generata dal prossimo lancio del nuovo veicolo dal prezzo più accessibile, spesso chiamato Model 2, previsto per la fine del prossimo anno.
Con l’introduzione della nuova auto ancora lontana, però, alcuni analisti temono che la previsione di Tesla di un tasso di crescita “notevolmente inferiore” quest’anno possa tradursi in una stagnazione delle vendite già nel primo trimestre. Il mese scorso Deutsche Bank ha ridotto la sua previsione sulle consegne per due volte in poco più di due settimane, e ora si aspetta che l’azienda abbia venduto circa 414.000 veicoli nel primo trimestre, con un calo del 2% rispetto all’anno precedente.
“Le preoccupazioni relative ai volumi e ai profitti potrebbero aggravare ulteriormente il morale degli investitori ed esercitare una pressione considerevole sul valore delle azioni”, ha dichiarato Emmanuel Rosner di Deutsche Bank in un report del 28 marzo. Le azioni di Tesla hanno già registrato una flessione del 29% da inizio anno, risultando le più penalizzate nell’indice S&P 500.
Nel corso di questo trimestre l’azienda ha peraltro affrontato diversi ostacoli, inclusi i ripetuti fermi della sua fabbrica vicino a Berlino. Ha anche dovuto riconvertire la sua fabbrica in California per la produzione di una versione migliorata della Model 3, il che ha inciso sulla velocità di produzione.
In Cina, poi, Tesla fatica a competere con BYD, che si è affermata come la maggiore produttrice di veicoli elettrici al mondo alla fine dello scorso anno. Lo scorso mese, l’azienda ha ridotto la produzione presso il suo stabilimento di Shanghai, passando da un regime lavorativo di 6 giorni e mezzo alla settimana a soli 5 giorni lavorativi, secondo fonti vicine alla situazione intervistate da Bloomberg News.


