La crescente polarizzazione dell’immagine di Elon Musk sui social sta avendo serie ripercussioni nel mondo reale.
A riportarlo è il Washington Post, che racconta come negli ultimi mesi una serie di atti vandalici abbia preso di mira concessionarie, stazioni di ricarica e veicoli Tesla negli Stati Uniti.
A Loveland, in Colorado, una donna è stata accusata di aver lanciato molotov contro veicoli Tesla parcheggiati, di aver vandalizzato lo showroom con scritte contro Musk e di aver dato fuoco a un ordigno vicino a un Cybertruck.
A marzo, diversi supercharger Tesla sono stati incendiati in un centro commerciale del Massachusetts. In Maryland, su un edificio Tesla è apparsa la scritta “No Musk” accanto a un simbolo simile a una svastica.
A febbraio, a Salem, in Oregon, un uomo armato di fucile semiautomatico ha sparato contro una concessionaria Tesla, dopo aver già lanciato molotov contro i veicoli parcheggiati e le vetrine del negozio, causando danni per circa 500.000 dollari.
A Brookline, in Massachusetts, un uomo ha applicato a una Tesla un adesivo raffigurante Musk nella ormai celebre posa. Il proprietario dell’auto, Adam Choi, lo ha affrontato riprendendolo con il telefono.
“Perché pensi di avere il diritto di fare questo?”, gli ha chiesto. “È la mia libertà di espressione”, ha risposto il vandalo prima di allontanarsi.
We are looking to identify this suspect who was seen tagging Tesla vehicles with Elon Musk decals.
When confronted the suspect claimed he has the right to deface the property of others because it’s his “free speech.”
Contact Detective Ryan McCarthy 617-730-2710 with any info. pic.twitter.com/OWLXPJI9Bb
— Brookline PD (@BrooklineMAPD) March 4, 2025
La polizia teme che la situazione possa presto degenerare ulteriormente. “Che tu sia a favore o contro Musk, questo non è il modo giusto per esprimere la tua opinione”, ha dichiarato Paul Campbell, vice sovrintendente della polizia di Brookline. “Siamo tutti adulti, e impariamo da piccoli a non toccare le cose che non ci appartengono.”
Crolla il valore di Tesla
La figura di Musk è sempre più divisiva. Il miliardario, che in passato si teneva lontano dalla politica, è ora uno dei più grandi finanziatori della campagna di Donald Trump, avendo investito almeno 288 milioni di dollari a sostegno del suo ritorno alla Casa Bianca.
La sua vicinanza al presidente e la sua retorica sferzante su X lo hanno dunque reso un bersaglio, col risultato che dopo l’euforia successiva all’elezione di Trump, Tesla ha visto il suo valore in borsa crollare di oltre il 35%.
Il calo delle vendite negli Stati Uniti (-7%) e il tracollo registrato in Europa a gennaio (-45%), sono medie che si discostano visibilmente dall’andamento dell’elettrico in Occidente, nonché dai risultati ottenuti poco prima delle presidenziali americane.

Un Supercharger Tesla in fiamme a Littleton, nel Massachusetts (foto: Dipartimento dei vigili del fuoco di Littleton).
E suggeriscono che l’impegno politico di Musk sta contribuendo a un crescente distacco da parte dei clienti.
In Germania, a febbraio, le vendite sono diminuite del 76% rispetto all’anno precedente. Un dato questo che molti mettono in relazione al discusso saluto a braccio teso di Elon Musk relazionandolo alla Francia, dove il calo è stato nello stesso mese del 25%.
Inoltre, alcuni clienti cominciano a guardare con dubbio le proprie Tesla, un tempo simbolo di sostenibilità ambientale e oggi percepite da alcuni come legata alla destra radicale.
Ross Gerber, investitore di lungo corso in Tesla e critico di Musk, teme che questi atti di vandalismo possano allontanare gli acquirenti. “I clienti potrebbero non voler essere associati a Elon e affrontare il rischio di vandalismi”, ha dichiarato.
Tesla, peraltro, è già stata bersaglio di proteste e attacchi in passato. Lo scorso anno, lo stabilimento Tesla vicino Berlino è stato colpito da un blackout dopo che un gruppo ambientalista ha incendiato un traliccio elettrico nei pressi della fabbrica.
Successivamente, centinaia di attivisti hanno tentato di assaltare la fabbrica.
Un futuro incerto
Gli investitori stanno iniziando a chiedersi se il marchio Tesla non stia subendo danni irreparabili a causa dell’immagine sempre più controversa del suo fondatore.

La vetrina vandalizzata del concessionario Tesla a Salem, in Oregon. (foto: Tribunale Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto dell’Oregon).
“Tutto questo si potrebbe risolvere facilmente con qualcun altro alla guida di Tesla”, ha commentato Ross Gerber.
Alcuni analisti, però, ritengono che la scommessa politica di Musk possa rivelarsi vincente, prevedendo che sotto una nuova amministrazione Trump l’azienda potrebbe beneficiare di un allentamento delle normative sui veicoli autonomi.
Per ora, però, la tensione continua a crescere. E il rischio è che i vandalismi possano estendersi anche al di fuori degli Stati Uniti.


