Tesla punta tutto su Musk: nuovo super bonus da 29 miliardi per trattenerlo

by | 5 Ago 2025 | Automotive, Business

Elon Musk, CEO di tesla
Tempo di lettura: 3 minuti

Cosa vale davvero Elon Musk per Tesla? A questa domanda il consiglio di amministrazione ha risposto con un pacchetto azionario da 29 miliardi di dollari, approvato come incentivo per trattenerlo alla guida del gruppo in uno dei momenti più delicati della sua storia.

La casa automobilistica più capitalizzata al mondo sta infatti attraversando una fase di transizione cruciale: con le vendite in calo e i veicoli elettrici in affanno, Musk vuole trasformarla in una tech company centrata su robotica, guida autonoma e intelligenza artificiale.

Il nuovo piano prevede l’assegnazione di 96 milioni di azioni Tesla, che matureranno solo se Musk manterrà un ruolo esecutivo chiave almeno fino al 2027. Le azioni saranno soggette a un periodo di blocco quinquennale, a eccezione di quelle vendute per coprire tasse o costi di acquisto.

È un dettaglio non trascurabile: il pacchetto è stato concepito anche per aumentare progressivamente il potere di voto del CEO, che già oggi detiene circa il 13% dell’azienda. Una scelta che, secondo il comitato speciale interno incaricato di definire la compensazione, è essenziale per garantire l’allineamento tra Musk e la missione di lungo periodo dell’azienda.

Una sfida i giudici del Delaware

Questo maxi incentivo arriva dopo la bocciatura, nel 2024, del precedente piano di stock option da oltre 50 miliardi di dollari, che un tribunale del Delaware aveva dichiarato nullo per irregolarità nella procedura e danno agli azionisti.

Musk ha impugnato la decisione, accusando la giudice di aver commesso gravi errori legali. Ma intanto Tesla ha deciso di muoversi in autonomia, presentando questo nuovo schema come “pagamento in buona fede”, con la clausola che sarà annullato se il vecchio piano verrà reintegrato.

Non tutti, però, condividono questa lettura. Charles Elson, fondatore del Weinberg Center for Corporate Governance presso l’Università del Delaware, ha commentato duramente l’operazione: “È semplicemente una riproposizione di quanto già approvato anni fa e giudicato inammissibile da un tribunale. In pratica, rende la decisione del Delaware del tutto priva di significato”.

L’elettrico arranca, la svolta è nei robot?

Nel frattempo, Tesla continua a perdere terreno sul fronte delle auto elettriche. Il titolo, che negli ultimi dieci anni ha guadagnato quasi il 2.000% (contro circa il 200% dell’indice S&P 500), ha però perso un quarto del suo valore solo nel 2025.

Il problema? Una gamma di veicoli ormai datata, una concorrenza agguerrita e una polarizzazione politica alimentata da Musk stesso, che con le sue posizioni ha allontanato una parte della clientela.

Il contesto è reso ancora più difficile dalla riduzione dei sussidi statali per i veicoli elettrici decisa dal governo USA. Musk ha avvertito che l’impatto potrebbe farsi sentire per diversi trimestri, in attesa che (a partire dalla fine del 2026), inizino a produrre ricavi i software per la guida autonoma e i servizi connessi.

Ma non sarà una strada semplice. Tesla ha da poco avviato una sperimentazione di robotaxi ad Austin, in Texas, con una dozzina di SUV Model Y; in California, dove ha appena lanciato un servizio di ride-hailing nella Bay Area, l’azienda non ha ancora ottenuto i permessi per operare con veicoli a guida autonoma.

E il silenzio sull’eventuale utilizzo di quei sistemi non ha fatto altro che alimentare dubbi tra osservatori e regolatori.

Tra fedeltà al brand e fedeltà a Musk

A complicare lo scenario c’è anche la variabile Musk. Dopo l’endorsement pubblico a Donald Trump durante la campagna elettorale del 2024, la fedeltà al marchio Tesla, lo abbiamo scritto ieri, è crollata negli Stati Uniti.

Secondo dati di S&P Global Mobility, sempre più famiglie che possedevano una Tesla hanno deciso di cambiare marchio. Le tensioni tra Musk e Trump, culminate in un duro scontro all’inizio del 2025, e la successiva creazione da parte del CEO di un nuovo partito politico, hanno fatto temere a molti che la sua attenzione verso Tesla potesse ridursi drasticamente.

È anche per questo che il consiglio d’amministrazione ha deciso di intervenire ora. Come ha dichiarato il comitato che ha firmato il piano: “Siamo consapevoli che gli impegni di Elon siano vasti e variegati, ma siamo fiduciosi che questo pacchetto lo incentiverà a restare concentrato su Tesla”.

Un modo per dire che trattenere Musk, oggi, vale quanto e più di vendere auto.

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