Tesla delude in Borsa, ma c’è chi rilancia: “È il momento di comprare”

da | 26 Mar 2025 | Business

Catherine Wood, CEO di ARK Investment Management | Foto: World Economic Forum / Sikarin Fon Thanachaiary

Il 2025 è iniziato nel peggiore dei modi per Tesla. Tra crolli in Borsa, dubbi sul mercato cinese e rallentamenti nella domanda, il titolo ha perso circa il 50% del suo valore rispetto ai massimi toccati solo pochi mesi fa.

Eppure, non tutti scappano dal colosso di Elon Musk. Anzi, c’è chi lo considera ancora uno dei migliori investimenti a lungo termine.

In prima fila tra gli inguaribili ottimisti troviamo Catherine Wood, fondatrice e CEO di ARK Investment Management, che continua a puntare su Tesla come pilastro della mobilità del futuro.

Tesla: -50% da inizio anno

Le azioni di Tesla quest’anno sono crollate del 50% nel giro di pochi mesi, affossate da un mix di fattori.

Annoveriamo il rallentamento della domanda di veicoli elettrici, le pressioni concorrenziali sempre più forti, soprattutto in Cina, e un contesto economico generale segnato dall’incertezza.

A peggiorare le cose, le polemiche legate alla figura di Elon Musk, sempre più coinvolto in battaglie politiche e sociali che spaventano una parte degli investitori istituzionali. Così come l’azionariato, che le vede sempre più distratto dalla politica e sempre meno concentrato su tesla.

Nonostante un timido rimbalzo nelle ultime settimane, il titolo resta ben al di sotto dei livelli raggiunti nel 2023, sollevando interrogativi anche tra gli osservatori più fiduciosi sul lungo periodo.

Catherine Wood: “Tesla è ancora da comprare. E arriverà a 2.600 dollari”

In questo scenario cupo, fa rumore la voce controcorrente di Catherine Wood. In un’intervista concessa a Bloomberg, la manager americana non solo ha difeso la solidità di Tesla, ma ha ribadito le sue previsioni a dir poco ottimistiche.

“Siamo convinti che, entro cinque anni, il titolo arriverà a 2.600 dollari”, ha dichiarato. Una cifra che implicherebbe un incremento di oltre dieci volte rispetto ai livelli attuali.

Secondo Wood, il calo del titolo è legato a dinamiche di breve termine, in particolare all’incertezza economica che colpisce il settore auto negli Stati Uniti. Ma per lei la vera partita si gioca sul lungo periodo, e si chiama Robotaxi.

“Elon Musk ha annunciato che il servizio commerciale partirà a giugno ad Austin, Texas. È lì che si giocherà il futuro dell’azienda”.

Wood vede nel modello dei Robotaxi un servizio con margini superiori all’80%, ben più redditizio della vendita di auto elettriche. Secondo le sue stime, questo segmento a tendere rappresenterà il 90% del valore di Tesla nel giro di cinque anni.

Tra i motivi di ottimismo, la fondatrice di ARK cita anche il restyling della Model Y, la prossima auto economica da 30.000 dollari in arrivo nel secondo trimestre e il ruolo crescente dei robot umanoidi Optimus nella strategia Tesla.

Tutti elementi che, a suo avviso, rafforzano lo scenario rialzista.

Ma quanto è realistica questa visione?

Se l’entusiasmo di Catherine Wood ha conquistato una parte del pubblico più fedele al brand, non mancano le voci critiche.

Innanzitutto, va ricordato che ARK Invest è fortemente esposto su Tesla. Il fondo ARK Innovation ETF detiene infatti circa 651 milioni di dollari in azioni della casa di Musk, pari all’11% del suo portafoglio.

Quando Wood parla, lo fa anche da investitrice interessata. Tant’è che Elon Musk stesso in passato ha citato pubblicamente la manager americana, ringraziandola per il suo supporto.

Ma al di là dei legami, il nodo resta la sostenibilità delle sue previsioni. Ad oggi, nessuna azienda al mondo ha dimostrato di poter offrire un servizio di Robotaxi pienamente autonomo, scalabile e profittevole.

Anche il test commerciale previsto a giugno ad Austin sarà, con ogni probabilità, limitato e sotto stretta sorveglianza. Inoltre, la penetrazione dei Robotaxi nei mercati occidentali richiederà tempo, infrastrutture e, soprattutto, autorizzazioni normative che non si conquistano dall’oggi al domani.

In parallelo, Wood tende a sminuire il peso della Cina per Tesla. Eppure, il gigante asiatico rappresenta oggi il mercato più competitivo per l’elettrico e ha già visto BYD superare Tesla per vendite globali.

Ignorare la pressione della concorrenza locale rischia di essere un errore di sottovalutazione, soprattutto in una fase in cui i margini si stanno assottigliando.

Infine, l’analisi di Wood sull’intelligenza artificiale appare vaga. “Stiamo assistendo a licenziamenti tra i middle manager, perché l’IA sta aumentando la produttività e consentendo ai dirigenti di gestire più compiti”.

“È un periodo di transizione ma da sempre l’innovazione tecnologica genera nuovi lavori che oggi non possiamo ancora immaginare”, ha dichiarato con un certo ottimismo.

Catherine Wood, insomma, ha costruito la sua reputazione sul coraggio di scommettere nell’innovazione, e Tesla non fa eccezione. La sua visione, se realizzata, cambierebbe profondamente il panorama della mobilità e della tecnologia. Ma per ora resta appunto una scommessa, non una certezza.

Chi decidesse di seguirla dovrebbe farlo con la consapevolezza che investire in Tesla oggi significa puntare su un futuro in cui le promesse di Musk dovranno tradursi in risultati concreti. E in cui la fiducia, da sola, potrebbe non bastare.

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