Tesla: gli azionisti di approvano il piano da un trilione per Musk

by | 7 Nov 2025 | Automotive, Business

Tempo di lettura: 3 minuti

Elon Musk ha ottenuto una vittoria storica. Gli azionisti di Tesla hanno approvato ieri con oltre il 75% dei voti favorevoli un piano di compensi che, nell’arco dei prossimi dieci anni, potrebbe valere fino a 878 miliardi di dollari.

È il pacchetto retributivo più alto mai concesso a un singolo dirigente, e non solo una questione di denaro: è un voto di fiducia nella visione di Musk, quella di spingere Tesla oltre i confini dell’industria automobilistica per farne un impero dell’intelligenza artificiale e della robotica.

Ad Austin, in Texas, Musk è salito sul palco tra robot danzanti e applausi, per trasformare un’assemblea degli azionisti in uno spettacolo mediatico. “Quello che stiamo per intraprendere non è semplicemente un nuovo capitolo nel futuro di Tesla, ma un intero nuovo libro”, ha detto, salutando una platea più da convention che da boardroom. Poi ha scherzato: “Le assemblee degli altri azionisti sono noiosissime, ma le nostre spaccano. Guardate qua, è pazzesco”.

Insieme al maxi-compenso, gli azionisti hanno rieletto tre membri del consiglio di amministrazione e votato per introdurre elezioni annuali per tutti i consiglieri. Il nuovo piano sostituisce il precedente, rimasto bloccato da una causa legale. A completare il pacchetto di decisioni, è arrivato anche il via libera, pur con numerose astensioni, all’investimento di Tesla nella startup di intelligenza artificiale xAI, fondata dallo stesso Musk.

Musk, xAI e il conflitto d’interessi

L’investimento in xAI ha sollevato dubbi sul possibile conflitto d’interessi: Musk si trova infatti su entrambi i lati del tavolo, come CEO di Tesla e come fondatore della società che dovrebbe ricevere i fondi. Ma sul piano tecnologico, l’operazione appare funzionale. Le ambizioni di Tesla in materia di guida autonoma e robotica dipendono da capacità avanzate di IA, mentre xAI avrebbe tutto da guadagnare da un cliente strategico come Tesla. È una sinergia ad alto rischio, ma anche ad altissimo potenziale.

Alcuni grandi investitori istituzionali, tra cui il fondo sovrano norvegese e i proxy advisor Glass Lewis e Institutional Shareholder Services, si erano espressi contro il piano, giudicandolo eccessivo e potenzialmente dannoso per il valore delle azioni. Ma la vittoria di Musk era considerata quasi scontata: dopo il trasferimento della sede legale dell’azienda dal Delaware al Texas, il miliardario ha potuto esercitare l’intero diritto di voto legato alla sua quota del 15%, rafforzando il proprio controllo sull’azienda.

Un piano da 1.000 miliardi (ma traguardi titanici)

In base al nuovo piano, Musk potrebbe arrivare a ricevere fino a 1.000 miliardi di dollari in azioni Tesla, ma dovrà restituire parte delle somme in base ai risultati raggiunti. Il pacchetto, infatti, è legato a una serie di obiettivi precisi che vanno ben oltre la crescita produttiva: parliamo di 20 milioni di veicoli consegnati, un milione di robotaxi in circolazione, un milione di robot venduti e un utile operativo fino a 400 miliardi di dollari.

Tutti traguardi che richiedono anche una progressione della capitalizzazione di mercato: da 1.500 miliardi di dollari attuali fino a 2.000 miliardi e, nel lungo periodo, fino a 8.500 miliardi. Una crescita che, se realizzata, porterebbe Tesla a valere più dell’intero PIL di molti Paesi industrializzati.

Per i sostenitori di Musk, il voto non è solo un premio ma una garanzia. Il consiglio di amministrazione aveva avvertito che, senza approvazione, il CEO avrebbe potuto lasciare Tesla e nessuno, tra gli investitori, sembrava voler correre il rischio di vedere l’azienda perdere il suo motore umano e mediatico.

La votazione, in fondo, è stata anche un modo per dissipare i dubbi su una presunta perdita di concentrazione, tra le attività politiche di Musk e la gestione di SpaceX e xAI. Il messaggio è chiaro: Musk resta il cuore pulsante del marchio Tesla, la sua principale risorsa simbolica e narrativa.

“Questa sarà davvero una grande storia”, ha promesso dal palco. E senz’altro lo è già. Almeno per lui.

Fonte: Reuters

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