Google ridisegna i vertici della propria intelligenza artificiale. Il premio Nobel Demis Hassabis abbandona la gestione quotidiana di Google DeepMind, Jeff Dean lascia l’azienda dopo 27 anni e altri tre ricercatori di primo piano lo seguono per fondare una startup.
La riorganizzazione arriva mentre l’IA sta creando alternative sempre più credibili alla ricerca tradizionale, minacciando potenzialmente il motore di ricerca e il modello pubblicitario di Google. E la reazione dei mercati restituisce la portata della notizia: dopo l’annuncio, le azioni di Alphabet sono arrivate a perdere il 5,5%, secondo Bloomberg.
Hassabis lascia la gestione quotidiana
Demis Hassabis diventerà presidente di Google DeepMind e chief scientist di Alphabet. Manterrà quindi un ruolo centrale nella strategia scientifica del gruppo, ma non sarà più responsabile delle attività quotidiane del laboratorio.
I’ve been working towards AGI my whole life, and as we enter this pivotal moment, I’m stepping into a new role as Chair of Google DeepMind & Chief Scientist of Alphabet. This will allow me to focus on long-term strategy, and accelerating scientific breakthroughs, including…
— Demis Hassabis (@demishassabis) August 5, 2026
Il controllo operativo passerà a Koray Kavukcuoglu, finora direttore tecnologico di DeepMind e responsabile dell’architettura IA di Google. Promosso a vicepresidente senior, risponderà direttamente all’amministratore delegato Sundar Pichai e supervisionerà i modelli Gemini, la ricerca di frontiera, l’applicazione rivolta al pubblico e gli strumenti per gli sviluppatori.
Hassabis ha spiegato di voler dedicare più tempo al quadro generale e allo sviluppo dell’intelligenza artificiale generale. Continuerà inoltre a guidare Isomorphic Labs, la società di Alphabet che applica l’IA alla scoperta di nuovi farmaci.
Non si tratta dunque di un’uscita, né di un ridimensionamento. Hassabis diventa il principale riferimento scientifico di Alphabet, mentre la gestione di DeepMind viene affidata a Kavukcuoglu e collegata più direttamente a Pichai.
Se ne vanno quattro veterani di Google
Contemporaneamente, Google perde alcune delle figure tecniche più importanti della propria storia. Jeff Dean lascerà l’azienda insieme a Sanjay Ghemawat, Quoc Le e Oriol Vinyals per fondare Discovery Loop.
Dean, entrato in Google nel 1999 come trentesimo dipendente, ha contribuito a costruire l’infrastruttura informatica che ha permesso al motore di ricerca di funzionare su scala mondiale. Insieme a Ghemawat ha sviluppato sistemi come MapReduce, BigTable e Spanner, diventati punti di riferimento per l’intera industria.
Nel 2011 ha inoltre contribuito alla nascita di Google Brain, il laboratorio che ha portato il deep learning all’interno dell’azienda. Le e Vinyals hanno lavorato su tecnologie fondamentali per la traduzione automatica, i modelli linguistici e Gemini.
La loro partenza non rappresenta quindi una normale rotazione di dirigenti. Google perde contemporaneamente una parte della generazione che ha costruito sia la sua infrastruttura originaria sia la successiva trasformazione nell’azienda dell’intelligenza artificiale.
Discovery Loop e l’IA che migliora l’IA
Discovery Loop utilizzerà l’intelligenza artificiale per automatizzare la ricerca nel machine learning. L’obiettivo è affidare alle macchine una parte crescente del ciclo sperimentale: formulare ipotesi, progettare test, valutarne i risultati e scegliere quali strade seguire.
Tomorrow will be my last day at Google after 27 years, and watching it grow from 25 people to 190,000+ has been an amazing journey. Below is a note I shared with many people internally at Google today. An excerpt is:
It has been an absolute pleasure to work with you and to help… pic.twitter.com/o3aRNLkssA
— Jeff Dean (@JeffDean) August 5, 2026
Questo approccio viene definito “miglioramento ricorsivo”: sistemi di IA impiegati per sviluppare tecnologie di intelligenza artificiale migliori, capaci a loro volta di accelerare ulteriormente la ricerca.
“Pensiamo che sia possibile automatizzare più completamente quello che tradizionalmente è stato un ciclo sperimentale ad alta intensità di lavoro umano”, ha spiegato Dean al New York Times.
La società partirà dal machine learning ma in futuro intende applicare lo stesso metodo alla progettazione di chip e nuovi materiali e alla scoperta di farmaci. Sarà costituita come public benefit corporation, una società a scopo di lucro che inserisce tra i propri obiettivi anche la produzione di benefici pubblici e sociali.
Google li lascia andare, ma continua a finanziarli
L’uscita avviene però in termini molto diversi rispetto a una tradizionale fuga di talenti. Alphabet sarà uno degli investitori iniziali di Discovery Loop, insieme a Radical Ventures, Khosla Ventures e altri finanziatori della Silicon Valley.
Google diventerà inoltre partner cloud della startup e le fornirà la potenza di calcolo necessaria per sviluppare le proprie tecnologie almeno durante il primo anno. Pichai ha annunciato anche una collaborazione nella costruzione di infrastrutture dedicate alla ricerca nel machine learning.
Discovery Loop sarà una società indipendente e non può dunque essere definita formalmente uno spin-off. La presenza di Alphabet tra gli investitori e gli accordi tecnologici mostrano però che la separazione è concordata e che Google vuole mantenere la nuova impresa all’interno della propria orbita.
Il gruppo perde il controllo diretto sui quattro ricercatori, ma conserva un rapporto economico e tecnologico con la loro società. Qualora Discovery Loop producesse innovazioni importanti, Alphabet potrebbe quindi trovarsi in una posizione privilegiata per utilizzarle.
Il ritorno di Brin cambia gli equilibri
Il riassetto completa un cambiamento iniziato con il ritorno di Sergey Brin. Il cofondatore di Google aveva lasciato gli incarichi esecutivi nel 2019 ma l’esplosione dell’IA generativa lo ha riportato negli uffici di Mountain View.
Brin ha ripreso a lavorare direttamente con i gruppi impegnati nello sviluppo di Gemini, partecipando alle discussioni sui modelli e spingendo l’azienda ad accelerare. Secondo il New York Times, il peso di Dean si era progressivamente ridotto mentre Brin e altri dirigenti assumevano un maggiore controllo sulla strategia IA.
Non ci sono elementi per collegare direttamente il ritorno di Brin alla partenza di Dean. Le due vicende mostrano però lo stesso cambiamento: il passaggio da una struttura dominata dagli storici ricercatori di Google Brain a una nuova catena di comando guidata da Pichai, Brin e Kavukcuoglu.
Nel 2023 Google aveva unito Brain e DeepMind sotto Hassabis per rispondere all’arrivo di ChatGPT. Tre anni dopo modifica nuovamente quella struttura: Hassabis si concentra sulla strategia scientifica, Kavukcuoglu assume il comando operativo e quattro veterani escono dall’azienda.
Google non sta allora perdendo alcuni dei suoi migliori ricercatori. Sta cercando di lasciarli andare senza perderli davvero.
Fonti: Bloomberg, The New York Times


