Ubisoft, fondata nel 1986 dalla famiglia Guillemot, è uno dei più importanti editori di videogiochi al mondo, proprietario di brand affermati quali Assassin’s Creed, Far Cry, Watch Dogss, Just Dance, Rayman e tutti i titoli della serie Tom Clancy’s.
Ma ha sempre vissuto una storia societaria turbolenta. Dopo una crescita esponenziale negli anni ’90 e 2000, nel 2015 Vivendi ha tentato una scalata ostile, acquisendo progressivamente azioni fino a detenere circa il 27% della società.
Nel 2018 la famiglia Guillemot riuscì a respingere l’acquisizione con l’aiuto di Tencent, che acquistò una quota del 5%, arrivata a quasi il 10% nel 2022. La famiglia Guillemot mantiene il controllo con una quota del 15% ma nuove voci di acquisizione sono recentemente emerse.
C’era una volta Ubisoft
E la spiegazione è presto detta: il valore azionario negli ultimi anni è in caduta libera, colpa di giochi perennemente afflitti da numerosi problemi tecnici al lancio, di una vistosa deriva politicamente corretta i cui benefici in termini di venduto sono tutti da dimostrare (ma negli USA va di moda il detto “go woke, go broke”), del lancio disastroso di Star Wars Outlaws e del posticipo del prossimo Assassin’s Creed.
Non hanno giovato alla causa neppure le recenti dichiarazioni del patron Yves Guillemot, secondo il quale i problemi di Ubisoft non sono colpa della qualità dei suoi prodotti ma dei gamer, che hanno aspettative troppo alte (vi lasciamo immaginare le reazioni sui social).

L’andamento azionario di Ubisoft negli ultimi tre anni.
Ed ecco arrivare alla news di queste ore, secondo la quale, nel tentativo di aumentare il valore di Ubisoft e garantire una maggiore stabilità all’azienda, Tencent e la famiglia Guillemot starebbero esplorando diverse possibilità.
Tra queste, secondo Bloomberg, comprare tutte le azioni presenti sul mercato, uscire dalla Borsa e rendere Ubisoft una società privata. Un’azione che suona sia come una completa ammissione di fallimento, che come una extrema ratio per salvare il salvabile.
Le azioni di Ubisoft sono salite di quasi il 30% dopo le notizie sull’acquisizione. Non che ci volesse molto, dato che alla chiusura della Borsa di giovedì, la società aveva un valore di mercato di 1,39 miliardi di euro (1,52 miliardi di dollari).
Activision Blizzard, per capirci, è stata acquistata da Microsoft per 69 miliardi di dollari.
Caduta libera
Quest’anno il valore delle azioni di Ubisoft è diminuito di oltre la metà, con risultati inferiori rispetto ai concorrenti a causa di recenti titoli (come Star Wars Outlaws), che non hanno raggiunto le aspettative di vendita.
Non bastasse, poche settimane fa la società ha posticipato di tre mesi l’uscita di Assassin’s Creed Shadows (ma basta guardare le prime immagini di gameplay per capire che era l’unica scelta possibile) e ha rivisto al ribasso le previsioni sui ricavi da prenotazioni nette.
Reuters ha recentemente riportato in esclusiva che AJ Investments, una società slovacca, ha guadagnato il supporto del 10% degli azionisti di Ubisoft nel tentativo di privatizzare la società, venderla a terzi o cambiare il management.
Attualmente, Ubisoft è guidata dai suoi fondatori, la famiglia Guillemot, che detiene il 15% delle azioni, mentre Tencent possiede poco meno del 10%, secondo i dati di LSEG.
Tencent e la famiglia Guillemot non hanno voluto fornito commenti a Reuters, che li ha contattati per chiedere conferma delle indiscrezioni, mentre Ubisoft ha preferito non esprimersi sulla questione.


