Come dichiarato ad inizio settimana dal suo fondatore, Pavel Durov, l’app di messaggistica Telegram ha raggiunto 950 milioni di utenti attivi, con l’obiettivo di arrivare a superare la soglia del miliardo nel corso del 2024.
Durov ha inoltre svelato come l’azienda preveda di lanciare già nel corso del mese di luglio un app store e un browser in-app con supporto per le pagine web3. L’obiettivo è riuscire a rendere Telegram una realtà redditizia a partire dal 2025.
L’interesse nei confronti dell’adozione della tecnologia web3 sulla piattaforma è dimostrato dal sostegno che da tempo viene rivolto alle iniziative relative alle criptovalute e alla blockchain, nonostante gli sforzi per entrare in questo ambito siano rallentati dopo il fallimento della propria offerta di monete datata 2018.
Nel dicembre 2022, la società ha iniziato a mettere all’asta i nomi utente sulla blockchain TON. Da allora si è concentrata nell’aiutare gli sviluppatori a creare mini-app e giochi che utilizzano la criptovaluta per le transazioni.
Quest’anno ha iniziato a condividere le entrate pubblicitarie con i proprietari dei canali distribuendo toncoin (un token sulla blockchain TON). All’inizio di luglio, Telegram ha iniziato a consentire loro di convertire le Stelle (la valuta interna dell’app) in toncoin per acquistare annunci pubblicitari a tariffe scontate o scambiare criptovalute.
Il sistema messo in piedi dalla società di Durov, però, resta esposto al rischio di truffe, come dimostra quanto accado nel novembre 2023, quando alcuni criminali hanno diffuso diversi modi per rubare toncoin agli utenti.
E proprio in ottica di sicurezza, citando proprio il fatto in questione, Durov si è così espresso negli scorsi giorni: “Presto Telegram inizierà a mostrare il mese di registrazione e il paese principale per gli account pubblici (come Instagram). Consentiremo inoltre alle organizzazioni di utilizzare le loro mini-app per emettere etichette per i canali, creando un mercato decentralizzato per la verifica di terze parti”.


