“Caos e bugie”: la testimonianza di Sutskever inguaia Sam Altman

by | 7 Nov 2025 | Legal

Ilya Sutskever, cofondatore di OpenAI e oggi CEO di Safe Superintelligence.
Tempo di lettura: 2 minuti

A distanza di due anni dal clamoroso licenziamento e successivo reintegro di Sam Altman, la storia di OpenAI si arricchisce di un nuovo capitolo grazie a Ilya Sutskever.  E, come spesso accade quando si parla di tecnologia, c’è lo zampino di Elon Musk.

È infatti nell’ambito della causa intentata dal fondatore di Tesla e SpaceX contro OpenAI, che sono emerse le testimonianze più scottanti sul “colpo di stato” del novembre 2023, quando Altman era stato cacciato dal consiglio di amministrazione per mancanza di trasparenza.

A riaccendere la miccia è stato Ilya Sutskever, cofondatore di OpenAI e oggi CEO della rivale Safe Superintelligence (SSI), interrogato dagli avvocati di Musk.

Nella sua deposizione, Sutskever ha raccontato un’azienda attraversata da lotte di potere, manipolazioni e diffidenze. Secondo la sua testimonianza, Altman avrebbe più volte “messo i dirigenti l’uno contro l’altro”, fornendo versioni diverse dei propri piani a seconda dell’interlocutore.

La frattura tra i fondatori

Il rapporto tra Sutskever e Altman, un tempo di stretta collaborazione, si era già incrinato ben prima del 2023. Già da mesi, Sutskever aveva raccolto prove e testimonianze interne, trasformandole in un memorandum di 52 pagine consegnato al consiglio d’amministrazione.

Nel documento, Altman veniva accusato di “un modello costante di menzogne” e di comportamenti divisivi nei confronti dei vertici. A questo si erano aggiunte le lamentele di Mira Murati, allora CTO di OpenAI, secondo cui Altman avrebbe alimentato la rivalità tra lei e Daniela Amodei, che insieme a Dario avrebbe poi abbandonato OpenAI per fondare Anthropic.

Lo stesso Sutskever ha confermato di aver assistito a episodi simili, con Altman pronto a cambiare versione dei fatti a seconda dell’interlocutore per mantenere il controllo e neutralizzare i potenziali oppositori.

Sutskever racconta il tentativo di Anthropic

Nella deposizione, Sutskever ha rivelato anche un dettaglio finora sconosciuto: dopo la cacciata di Altman, Anthropic avrebbe proposto una fusione con OpenAI, arrivando perfino a discutere di una possibile sostituzione della leadership.

Le trattative non sono mai andate avanti ma bastano a descrivere il livello di frammentazione di un’azienda che, in pochi anni, è passata dall’essere simbolo di una visione etica dell’intelligenza artificiale al teatro di una guerra interna tra fondatori.

Lo stesso Sutskever, rimasto formalmente in azienda per qualche mese dopo il ritorno di Altman, l’ha poi lasciata per fondare la sua startup, seguita a ruota da Murati e da altri dirigenti.

Oggi, il suo racconto riporta alla luce le crepe che Musk aveva denunciato fin dall’inizio: la perdita della missione originaria di OpenAI, nata come organizzazione no-profit, e la sua trasformazione in una potenza commerciale in mano a pochi.

Musk, il burattinaio invisibile

C’è un punto che non può passare inosservato: tutto ciò che abbiamo riportato in questa news è emerso grazie a Musk. Volutamente? Forse. Ma conoscendo il suo modo di muoversi, è improbabile che questa sia una conseguenza imprevista.

Musk agisce quasi sempre con una strategia mediatica parallela e il suo stile, anche nelle dispute legali, tende sempre a massimizzare l’impatto pubblico. È quindi è plausibile sospettare che sapesse perfettamente che, chiamando a deporre Sutskever, avrebbe scoperchiato il vaso di Pandora.

Col che viene il sospetto che la causa contro OpenAI non serva solo a contestare il passaggio da organizzazione no-profit a società commerciale, ma anche a minare la credibilità di Altman agli occhi dell’opinione pubblica, degli investitori e dei regolatori.

E quale modo migliore se non far emergere, tramite vie legali e sotto giuramento, le accuse di chi lo aveva già accusato dall’interno e contribuito alla sua cacciata?

Fonte: The Verge

POTREBBE INTERESSARTI

unione europea google

Bruxelles obbliga Google ad aprire Android ai rivali di Gemini

Tra privacy invocata da Google e scelta rivendicata da Bruxelles, la partita su Android entra nella fase finale.

Mark Zuckerberg meta

Meta in causa per i licenziamenti scelti dall’IA

Ventisei dipendenti ed ex dipendenti fanno causa a Meta: l’IA avrebbe scelto i licenziamenti, colpendo soprattutto malattie e congedi protetti. Meta respinge le...
Paramount in crisi, arriva l'offerta da $26 miliardi di Sony e Apollo

Warner Bros-Paramount, 12 stati Usa fanno causa per bloccare la fusione da 110 miliardi

La California e altri undici stati fanno causa per bloccare l’acquisizione di Warner Bros. Discovery da parte di Paramount. Il colosso nascente controllerebbe un...
Social network: New York vuole limitare ai minori l’accesso ai feed “dipendenti”

L’Unione Europea vuole vietare i social media ai minori di 13 anni

Bruxelles valuta un’età minima comune per l’accesso alle piattaforme, con deroghe per l’uso supervisionato dai genitori sotto i tredici anni. Ma la...
Apple OpenAI

Apple fa causa a OpenAI per furto di segreti industriali sull’hardware

Apple accusa OpenAI di aver sottratto segreti industriali attraverso due suoi dirigenti, entrambi ex dipendenti di Cupertino.

Chat Control privacy

Chat Control torna, per la privacy degli utenti cambia poco

Il Chat Control torna in vigore fino al 2028: la bocciatura si ferma a 314 voti, lontano dai 361 richiesti. Per chi usa WhatsApp o Signal non cambia nulla.

Google Android

Android: la Corte UE conferma la multa da 4,1 miliardi a Google

La Corte di Giustizia dell’Unione europea respinge in via definitiva il ricorso di Google e Alphabet, confermando la sanzione più alta mai inflitta...
Meta

Meta non evita il processo sui minori, TikTok sì

Una giudice californiana respinge la richiesta di archiviazione di Meta nella causa di 29 stati su Facebook e Instagram. TikTok invece patteggia in segreto per evitare...
Zuckerberg Meta Connect

Meta insegue Polymarket e Kalshi con un’app per i mercati predittivi

Mentre Facebook e Instagram saturano, Zuckerberg torna alla vecchia ricetta: seguire gli utenti, clonare i concorrenti. Stavolta nel terreno delle scommesse...
Meta

Meta fa lobbying politico per l’immunità dalle cause sui minori

Secondo Reuters, l’azienda ha proposto una formulazione del Kids Online Safety Act che comprometterebbe migliaia di azioni legali legate alla sicurezza dei ragazzi...
Share This