Sundar Pichai: “I progressi facili sono finiti, serve innovazione”

by | 13 Dic 2024 | IA

Tempo di lettura: 2 minuti

Sundar Pichai, CEO di Google, ha lanciato un messaggio chiaro al New York Times Dealbook Summit: l’era dei progressi rapidi e facili nell’intelligenza artificiale è terminata.

“I frutti a portata di mano sono esauriti. La salita è ora più ripida,” ha dichiarato, sottolineando come la fase iniziale dello sviluppo di modelli IA, caratterizzata da miglioramenti quasi automatici, sia ormai alle spalle.

L’intervento di Pichai s’inserisce in un dibattito sempre più acceso sull’evoluzione dell’IA e sui suoi limiti.

Secondo molti esperti, le attuali tecniche per migliorare i modelli, basate sul semplice aumento di dati e potenza di calcolo (il cosiddetto scaling), stanno mostrando rendimenti decrescenti.

Questo fenomeno è stato evidenziato recentemente da notizie interne a OpenAI: il loro nuovo modello, nome in codice Orion, ha mostrato miglioramenti molto meno significativi rispetto alle versioni precedenti.

Lo spettro di un muro tecnologico

La questione del “muro” nello sviluppo dell’IA ha alimentato discussioni in tutto il settore.

Da un lato, il CEO di OpenAI, Sam Altman, ha liquidato l’idea come infondata, affermando in un tweet che “non c’è nessun muro”.

Dall’altro, emergono segnali che la semplice aggiunta di risorse non sia più sufficiente per ottenere gli stessi salti di qualità che hanno caratterizzato la prima fase della rivoluzione IA.

Pichai si è detto parzialmente scettico rispetto alla teoria del muro. “Non credo del tutto a questa idea,” ha affermato, ma ha riconosciuto che la strada da seguire richiederà una nuova direzione: “Non possiamo più fare affidamento sullo scaling. Andando avanti, avremo bisogno di innovazioni più profonde.”

Una nuova era di progresso

Nonostante il cambio di paradigma, Pichai si è mostrato ottimista sul futuro: “Sono molto fiducioso che nel 2025 ci saranno grandi progressi. Penso che i modelli miglioreranno nel ragionamento e nel completare sequenze di azioni in modo più affidabile. Diventeranno più agentivi.”

Con queste parole, il CEO di Google ha suggerito che l’evoluzione dell’IA potrebbe concentrarsi su una maggiore capacità di “ragionare” e di gestire compiti complessi in autonomia, aprendo così la strada a nuove applicazioni più avanzate.

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