Mentre la Cina accelera nella transizione verso la mobilità elettrica, l’Occidente si ritrova a rincorrere, ostacolato da anni di dipendenza dalle importazioni di litio e da un ritardo infrastrutturale difficile da colmare.
Questo metallo leggero, essenziale per le batterie dei veicoli elettrici, è diventato un nodo cruciale nella sfida globale per la sostenibilità.
Non possedendo riserve significative di litio, né una filiera di raffinazione e produzione consolidata, Europa e Stati Uniti si trovano oggi a fare i conti con il controllo cinese di una buona parte delle risorse e della produzione di questo elemento chiave.
Il vantaggio cinese
La Cina ha saputo giocare d’anticipo, assicurandosi negli anni contratti vantaggiosi e accesso privilegiato a giacimenti in Sud America, Australia e Africa.
Questo le ha permesso di costruire un’infrastruttura altamente competitiva per la produzione di batterie al litio e di ridurre la dipendenza dalle importazioni, sostenendo un mercato interno in rapida espansione.
Nel frattempo, le aziende occidentali – anche a causa della mancanza di materie prime critiche – si sono trovate a dover importare litio e componenti essenziali dall’estero, a prezzi sempre più alti e col risultato di mettere sul mercato veicoli poco competitivi rispetto ai corrispondenti cinesi.
Il Rhyolite Ridge Lithium-Boron Project
Ora, con l’urgenza di recuperare il terreno perduto, l’Occidente sta cercando di reagire, e gli Stati Uniti si dimostrano in prima linea.
L’amministrazione Biden infatti ha recentemente approvato un progetto che potrebbe segnare una svolta per l’industria EV americana. Ci riferiamo al Rhyolite Ridge Lithium-Boron Project, che vedrebbe lo scavo di una gigantesca miniera di litio e boro nel Nevada.
Situata a metà strada tra Las Vegas e Reno, questa miniera potrebbe produrre abbastanza litio da soddisfare la domanda di circa 370.000 veicoli all’anno per oltre vent’anni, permettendo agli Stati Uniti di ridurre la dipendenza dalle importazioni e aumentare la produzione interna di auto elettriche.
“Il progetto della miniera di litio di Rhyolite Ridge è fondamentale per avanzare nella transizione energetica pulita e alimentare l’economia del futuro”, ha dichiarato Laura Daniel-Davis, segretaria aggiunta ad interim degli Interni.
“Questo progetto e il processo che abbiamo intrapreso dimostrano che possiamo perseguire uno sviluppo responsabile di minerali critici qui negli Stati Uniti, proteggendo allo stesso tempo la salute delle nostre terre e delle nostre risorse pubbliche”.
Il grano saraceno di Tiehm
Un rilancio dell’economia nazionali quantificabile in miliardi di dollari, migliaia di posti di lavoro in più e la possibilità di recuperare terreno con la Cina.
Ci si immagina l’americano medio pronto a stappare lo champagne; e invece, il progetto sta già attirando critiche da parte degli ambientalisti, che temono l’impatto della miniera su una pianta selvatica, il grano saraceno di Tiehm, e sull’approvvigionamento idrico in un’area da anni afflitta dalla siccità.
Per rassicurare l’opinione pubblica, l’azienda australiana Ioneer, che gestisce il progetto, ha dichiarato che la miniera sarà “molto efficiente nell’uso dell’acqua,” prevedendo di riciclare circa il 50% delle risorse idriche impiegate. Inoltre, ha annunciato di voler riservare 719 acri per proteggere il raro fiore selvatico presente nella zona.
In un’industria dominata dalla Cina, l’Occidente è quindi chiamato a trovare un equilibrio tra sviluppo economico e ambientalismo. Tuttavia, è chiaro che il ritardo accumulato con la Cina è significativo, e bisognerà valutare attentamente quali pesi convenga mettere sui due piatti della bilancia.


