Negli ultimi anni, la competizione globale nel settore dell’intelligenza artificiale ha visto Stati Uniti e Cina dominare la scena con investimenti miliardari e un ecosistema sempre più avanzato.
L’America, in particolare, sta vivendo un’ondata di finanziamenti senza precedenti per le startup AI, mentre l’Europa cerca di recuperare terreno con iniziative pubbliche e private.
Anche la Cina non sta a guardare, con aziende come Baidu, Alibaba e Tencent che investono massicciamente in modelli AI sempre più avanzati.
L’Italia, dal canto suo, sta facendo passi avanti con progetti ambiziosi, come la costruzione di uno dei più potenti sistemi AI al mondo e il lancio del DAMA, di cui abbiamo scritto pochi giorni fa.
L’America guida la corsa agli investimenti
Nel 2024, le startup AI negli Stati Uniti hanno raccolto finanziamenti record, con 49 aziende che hanno ricevuto oltre 100 milioni di dollari ciascuna. Il 2025 sembra proseguire su questa scia, visto che sono già nove le startup che hanno raccolto almeno 100 milioni di dollari di finanziamenti.
Tra queste segnaliamo che, a gennaio, ElevenLabs, startup specializzata in sintesi vocale, ha raccolto 180 milioni di dollari, mentre Hippocratic AI ha ottenuto un finanziamento di 141 milioni per sviluppare modelli linguistici dedicati al settore sanitario.
A febbraio, il ritmo degli investimenti è aumentato: Together AI ha ricevuto 305 milioni, Lambda 480 milioni, Abridge 250 milioni ed Eudia 105 milioni.
EnCharge AI ha chiuso un round da 100 milioni, mentre Harvey, società di AI legale, ha raccolto 300 milioni.
Il colosso Anthropic, infine, ha chiuso un mega-round da 3,5 miliardi di dollari a marzo, portando la sua valutazione a 61,5 miliardi.
L’Europa prova a colmare il gap
Per restare competitiva, l’Europa ha lanciato ambiziosi piani di finanziamento per l’intelligenza artificiale.
La Commissione Europea ha annunciato InvestAI, un’iniziativa che punta a mobilitare 200 miliardi di euro nel settore.
Una parte di questi fondi sarà destinata alla creazione di quattro gigafactory per l’addestramento di modelli AI avanzati. Ogni struttura sarà dotata di circa 100.000 chip di ultima generazione, con l’obiettivo di democratizzare l’accesso alla potenza di calcolo anche per le PMI.
La Francia ha messo in campo un piano nazionale da 109 miliardi di euro, mentre il Regno Unito e la Germania stanno rafforzando il loro ecosistema di startup con investimenti mirati.
Inoltre, Barcellona ospiterà una delle sette fabbriche europee di intelligenza artificiale, progettata per facilitare l’accesso alla supercomputazione.
Anche sul fronte privato, le startup AI europee stanno attirando investimenti. Secondo il French AI Report 2024, le aziende europee hanno raccolto circa 8 miliardi di dollari in venture capital, rappresentando il 20% degli investimenti globali.
Tra le startup più finanziate ci sono Mistral AI in Francia, Aleph Alpha in Germania e Synthesia nel Regno Unito, che stanno sviluppando modelli AI proprietari per competere con le big tech americane.
L’Italia accelera con iGenius e DAMA
Anche l’Italia sta facendo la sua parte nella corsa all’intelligenza artificiale.
La startup iGenius, in collaborazione con Nvidia, ha annunciato la costruzione di uno dei più grandi sistemi AI al mondo. Il progetto, chiamato Colosseum, sarà ospitato in un data center nel sud del Paese e utilizzerà oltre 80 server Nvidia GB200 NVL72, ognuno dotato di 72 chip “Blackwell”.
Con un finanziamento iniziale di 650 milioni di euro, iGenius sta attirando ulteriori investitori per espandere il progetto e rafforzare la presenza italiana nel panorama globale dell’AI.
C’è poi il Tecnopolo di Bologna, recentemente rinominato DAMA (acronimo di “data” e “manifattura”), che rappresenta il cuore della Data Valley dell’Emilia-Romagna e ospita infrastrutture di rilevanza internazionale. Tra queste, spicca il supercomputer Leonardo, gestito dal consorzio interuniversitario CINECA, uno dei più potenti al mondo.
Il Tecnopolo, che ospita anche il data center del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Raggio (ECMWF), nei prossimi mesi prevede l’installazione di due computer quantistici e di un nuovo supercomputer, dieci volte più potente di Leonardo e quaranta volte più efficiente nell’addestramento di sistemi di intelligenza artificiale.
Questo supercomputer sarà il fulcro della nuova AI Factory, con un investimento di 430 milioni di euro, cofinanziato dall’Unione Europea e dal governo italiano. Il progetto complessivo prevede un investimento di oltre 2 miliardi di euro e l’attrazione di circa 2.000 tra tecnici e ricercatori da tutto il mondo.


