Mentre tre dei più grandi collocamenti della storia si addensano nello stesso mese, Perplexity annuncia che si terra fuori dalla mischia. L’amministratore delegato Aravind Srinivas ha confermato a CNBC che la sua azienda punta alla quotazione nel 2028, a prescindere da come il mercato accoglierà quelle dei rivali.
“Stavamo pianificando qualcosa per il 2028, e così resta”, ha detto in un’intervista andata in onda ieri. Aveva già escluso una quotazione prima di quella data, ma stavolta la tempistica suona definitiva.
Perplexity vale circa 20 miliardi di dollari dall’ultimo round di settembre, con ricavi ricorrenti annualizzati attorno al mezzo miliardo. Il passo differente di Srinivas sta anche nei numeri. Anthropic ha appena chiuso un finanziamento da 65 miliardi a una valutazione di 965 miliardi (circa 890 miliardi di euro) e ha depositato l’1 giugno la richiesta confidenziale di IPO.
OpenAI, valutata 852 miliardi nell’ultimo round privato, mira a superare i mille miliardi al collocamento. SpaceX si quota questa settimana al Nasdaq puntando a circa 1.750 miliardi di dollari.
Perplexity: “SpaceX come termometro”
Per Srinivas la posta in gioco è importante. Perché se le grandi quotazioni andranno male, gli effetti si propagheranno a tutto il settore. “Su questo non c’è modo di indorare la pillola”, ha detto. E ha indicato il collocamento di SpaceX, in arrivo nei prossimi giorni, come il primo segnale di quanto i mercati siano disposti a scommettere sull’intelligenza artificiale.
SpaceX aprirà le danze e dalla sua accoglienza dipenderà la lettura che gli investitori daranno di Anthropic e OpenAI. Srinivas si dice convinto che andrà bene, “perché stanno andando bene”.
Resta il fatto che la tenuta dell’intero comparto passerà da pochi debutti ravvicinati.
La frontiera e la sua scadenza
Le valutazioni dei due laboratori di frontiera sono sotto esame, e Srinivas le difende: meritano quei numeri perché “sono sulla frontiera”, dove si addestrano i modelli più avanzati al mondo. Ma un rallentamento dell’innovazione, dice, basterebbe a incrinare le cifre.
“Se per sei mesi non si vedesse un avanzamento nelle capacità dei modelli da parte di una di queste due aziende, allora per loro diventerebbe un problema”.
Al momento, aggiunge, di quel rallentamento non c’è traccia. Il messaggio insomma è che valutazioni da mille miliardi reggono finché i modelli continuano a migliorare, e si svuotano nel momento in cui smettono.
Il campo di battaglia: la spesa
Il vero campo di battaglia però potrebbe non essere la Borsa. La spesa delle imprese in IA è diventata centrale dopo che Sam Altman, in una diretta interna a OpenAI, avrebbe ammesso che le aziende ormai discutono di quanto stanno spendendo, e ha definito quei costi un “problema enorme”.
Parte del problema è anche il “tokenmaxxing”, la pratica per cui i dipendenti gonfiano l’uso dell’IA per dimostrare di essere produttivi. Perplexity si posiziona sul versante opposto. Non addestra modelli propri: ne usa di terzi e, a ogni richiesta, sceglie quello più adatto al compito tenendo conto del prezzo.
“Se c’è un modello open source che porta a termine il lavoro nel 90% dei casi, probabilmente userei quello, se costa 10-20 volte meno del modello di frontiera”, ha spiegato Srinivas. Un solo abbonamento a Perplexity dà infatti accesso, dentro un unico prodotto, agli ultimi modelli di OpenAI, Anthropic e Google, con il sistema che sceglie quale usare per ogni domanda. Per chi cerca informazioni e risposte con le fonti, può bastare a sostituire più abbonamenti separati.
Resta fuori il contorno. La memoria di ChatGPT, l’integrazione di Gemini con Gmail e Documenti, gli strumenti specifici di ciascuno: Perplexity li usa come motori, non ne replica i prodotti. Questa struttura di costi leggera è ciò che permette a Srinivas di prendere tempo. Chi invece brucia capitale per stare sulla frontiera deve convincere il mercato adesso, al picco delle valutazioni e per primo.
Chi compra intelligenza altrui al prezzo più basso può guardare gli altri quotarsi, accumulare uno storico finanziario e presentarsi quando l’euforia sarà stata confermata dai conti o corretta dai mercati. “Il futuro resta straordinario per l’intelligenza di frontiera”, ha chiuso Srinivas, “ma non sarà spesa sconsiderata, come abbiamo visto negli ultimi mesi”.
Fonte: CNBC


