Dopo una serie di esplosioni e incidenti che avevano messo in dubbio la fattibilità del progetto, SpaceX è riuscita a portare a termine l’ultimo test del suo razzo Starship.
L’azienda di Elon Musk ha infatti completato il decimo lancio del veicolo dal 2023, mostrando progressi concreti e segnando un vero punto di svolta rispetto ai precedenti tentativi falliti.
Il test è partito dal complesso di lancio nel Sud del Texas e, dopo alcuni rinvii, Starship ha raggiunto lo spazio, ha rilasciato un carico di prova e ha affrontato il rientro nell’atmosfera terrestre, fino ad ammarare nell’Oceano Indiano.
Starship, il razzo più alto mai costruito
Con i suoi 123 metri di altezza, Starship è il razzo più grande mai costruito dall’uomo, equivalente a un grattacielo di oltre 40 piani.
Si tratta di una scala che impressiona e che rende ancora più chiaro il livello della sfida tecnologica. Non si tratta solo di un mezzo pensato per trasportare satelliti o strumenti scientifici: Musk lo immagina come il veicolo destinato a portare un giorno gli astronauti su Marte.
Per ora, però, l’obiettivo principale resta la dimostrazione di affidabilità. SpaceX vuole mostrare di poter volare con regolarità, sperimentando e perfezionando ogni componente.
In questa ultima missione, ad esempio, sono state volutamente rimosse alcune piastrelle dello scudo termico per testare la resistenza del veicolo durante il rientro in atmosfera. Un dettaglio che ricorda che lancio è concepito per essere una sorta di laboratorio volante.
Tra rinvii, rischi e prove di riutilizzo
Il cammino di Starship, dicevamo, non è stato lineare, tant’è che l’ultimo volo è stato rimandato più volte: una prima volta per una perdita di ossigeno liquido nelle infrastrutture a terra, un problema tecnico che ha bloccato il decollo domenica, e poi ancora lunedì per il maltempo.
Musk, però, non si accontenta di portare in orbita un razzo. La sua ambizione è quella di rendere sia il booster sia la navicella completamente e rapidamente riutilizzabili, in modo simile a un aereo.
Con i Falcon 9, SpaceX ha già dimostrato che questo modello funziona, con booster utilizzati decine di volte. Starship, con dimensioni e complessità molto maggiori, rappresenta la sfida definitiva: se riuscirà a replicare la riusabilità del Falcon, le missioni spaziali potrebbero diventare più frequenti e meno costose.
Tra Marte e la Luna
La tabella di marcia è serrata e carica di aspettative. Musk ha dichiarato di voler tentare già l’anno prossimo il lancio di una versione senza equipaggio di Starship verso Marte, pur ammettendo che rispettare quella scadenza sarà complicato.
Più concreto è l’appuntamento con la NASA: nel 2027, una variante del razzo dovrà portare astronauti sulla superficie lunare all’interno del programma Artemis, l’iniziativa americana per riportare l’uomo sulla Luna.
Proprio queste scadenze mostrano l’altra faccia della corsa allo spazio di SpaceX. Da un lato ci sono i progressi tecnologici e la capacità di trasformare ogni incidente in un passo avanti. Dall’altro restano i dubbi sulle reali tempistiche e sull’affidabilità di un veicolo che, pur impressionante nelle dimensioni, non ha ancora dimostrato di essere pronto per missioni con equipaggio.
Starship oggi rappresenta più un cantiere in evoluzione che un mezzo consolidato. Ma è un cantiere che catalizza attenzioni e investimenti, con la NASA pronta a scommetterci e Musk che rilancia obiettivi sempre più ambiziosi.
Sarà il tempo, come sempre, a dire se questo colosso alto quanto un grattacielo saprà davvero diventare la chiave per riportare l’uomo sulla Luna e, un giorno, aprire la strada verso orizzonti più lontani.


