La violazione del copyright è diventata una questione cruciale per l’IA generativa, utilizzata per produrre ogni genere di contenuto, dai testi alle immagini e ai video. Mentre gli attori e gli sceneggiatori di Hollywood hanno scioperato lo scorso anno per proteggere il loro lavoro dall’IA, una nuova ondata di startup sta producendo interi album di musica generata dall’intelligenza artificiale, aumentando le preoccupazioni per la salute del settore e riaccendendo le tensioni con le piattaforme di streaming.
Sony Music Group, una delle più grandi etichette discografiche del mondo, sta cercando insieme al resto dell’industria musicale di bilanciare il potenziale creativo della tecnologia, in sempre più rapida evoluzione, con la protezione dei diritti degli artisti e dei propri profitti.
Ecco perché ieri ha avvertito le aziende di intelligenza artificiale e le piattaforme di streaming musicale di non utilizzare i contenuti della società senza esplicita autorizzazione.
Sony Music ha dunque inviato lettere a più di 700 aziende nel tentativo di proteggere le sue proprietà intellettuali, che comprendono copertine di album, metadata, composizioni musicali e testi. Dicendo in sostanza di non usarle per addestrare modelli di intelligenza artificiale.
L’uso non autorizzato dei contenuti di Sony Music nell’“addestramento, sviluppo o commercializzazione di sistemi di IA” priva la società e i suoi artisti del controllo e della compensazione per tali opere, afferma la lettera inviata da Sony e riproposta da Bloomberg.
“Sosteniamo gli artisti e i compositori che prendono l’iniziativa di abbracciare nuove tecnologie a supporto della loro arte”, ha dichiarato Sony in un comunicato giovedì. “Tuttavia, tale innovazione deve garantire che i diritti dei compositori e degli artisti, inclusi i diritti d’autore, siano rispettati”.
Affermazioni queste pienamente comprensibili; e chi avesse dei dubbi, ascolti qui sotto cosa l’IA, già un anno fa, riusciva a fare con Drake…
Ultimamente, Universal Music Group è stata particolarmente aggressiva al riguardo, arrivando al punto di adottare la cosiddetta “opzione nucleare” di ritirare l’intero catalogo musicale da TikTok e di citare in giudizio la startup di IA Anthropic per aver pubblicato testi di sue canzoni senza permesso.
Dopo mesi di stallo, ha concluso la sua disputa con TikTok all’inizio di questo mese, con un accordo che ha garantito un impegno da entrambe le parti a “lavorare insieme per garantire che lo sviluppo dell’IA nell’industria musicale protegga l’arte umana e l’economia che ne deriva per artisti e compositori”.


