Abbiamo più volte mostrato su queste pagine come la robotica sia uno dei settori trainanti del futuro. Non stupisce dunque che Masayoshi Son, il patron di SoftBank, muova fiches pesanti sul tavolo della tecnologia. Spiace, piuttosto, che ancora una volta l’Europa faccia un passo indietro in un settore strategico.
SoftBank ha infatti annunciato ieri un accordo da 5,4 miliardi di dollari per acquistare la divisione robotica del colosso svizzero ABB, segnando il suo rientro in grande stile in uno dei settori più simbolici della convergenza tra industria e intelligenza artificiale.
L’operazione, che dovrebbe chiudersi tra la metà e la fine del 2026, rappresenta non solo una delle più grandi acquisizioni nel campo della robotica industriale degli ultimi anni, ma anche un chiaro segnale della strategia di Son.
L’imprenditore giapponese sembra infatti voler rilanciare la visione che lo ha reso celebre: quella cioè di un futuro in cui l’IA e la robotica non sono più comparti separati ma due facce della stessa infrastruttura tecnologica.
Dalla crisi alla scommessa: la rinascita robotica di ABB
Per ABB, il gruppo svizzero noto per le sue attività nell’elettrificazione e nell’automazione, la cessione segna la fine di una lunga fase di incertezza.
Il piano originario prevedeva di scorporare la divisione robotica e quotarla separatamente, ma le difficoltà degli ultimi anni (leggasi profitti e vendite in calo), hanno spinto il nuovo CEO Morten Wierod a cambiare rotta.
“ABB e SoftBank condividono la stessa visione: il mondo sta entrando in una nuova era della robotica basata sull’intelligenza artificiale, e crediamo che la nostra divisione e l’offerta robotica di SoftBank possano plasmare insieme questa nuova fase”, ha dichiarato Wierod.
La divisione robotica impiega 7.000 persone e nel 2024 ha generato 2,3 miliardi di dollari di ricavi, pari al 7% del totale ABB. Numeri tutt’altro che trascurabili, ma insufficienti a garantire un’integrazione efficiente con il resto del gruppo, più concentrato su sistemi energetici e automazione industriale.
Secondo la società, l’operazione genererà 5,3 miliardi di dollari in contanti che verranno destinati ai tradizionali obiettivi di allocazione del capitale: investimenti nella crescita organica, nuove acquisizioni e programmi di buyback e dividendi per gli azionisti.
Masayoshi Son e la seconda giovinezza della robotica
Per SoftBank, la mossa è coerente con la traiettoria che Son ha impresso negli ultimi mesi al conglomerato giapponese. Dopo aver tagliato investimenti in start-up non redditizie e ridimensionato il fondo Vision Fund, SoftBank sta tornando a investire in tecnologie ad alto potenziale.
La robotica peraltro rappresenta un terreno familiare: la società aveva già tentato di portare il robot umanoide Pepper nelle case e nei negozi, ma il progetto non aveva raggiunto la scala immaginata.
Oggi, il contesto è completamente diverso. L’IA generativa ha cambiato la percezione del valore tecnologico e la robotica industriale, storicamente dominata da player come Fanuc, Yaskawa e Kuka, è tornata al centro dell’interesse strategico.
L’unione tra le competenze industriali di ABB e le capacità di SoftBank in intelligenza artificiale, cloud e calcolo avanzato potrebbe creare una piattaforma di livello mondiale per la nuova generazione di robot autonomi.
“ABB Robotics beneficerà della combinazione tra la propria tecnologia all’avanguardia e la profonda competenza industriale con le capacità di SoftBank nell’IA, nella robotica e nel calcolo di nuova generazione”, ha aggiunto Wierod.
Un mercato in cerca di slancio
Il tempismo non è casuale. Secondo la Federazione Internazionale di Robotica, nel 2024 le nuove installazioni di robot industriali sono rimaste sostanzialmente stabili a quota 542.000 unità, segno che la domanda globale sta attraversando una fase di stallo.
In particolare, l’Asia (da sempre il motore del settore) ha visto le aziende rinviare molti investimenti a causa dell’incertezza economica.
In questo scenario, la mossa di SoftBank punta a rilanciare un comparto in cerca di rinnovamento grazie alla spinta dell’intelligenza artificiale. L’obiettivo di Son è chiaro: trasformare i robot da semplici macchine programmabili a sistemi autonomi capaci di apprendere, adattarsi e interagire in ambienti produttivi complessi.
Il mercato sembra dargli fiducia. Nonostante i titoli SoftBank ieri siano saliti solamente dell’1% nel pomeriggio, nell’ultimo semestre sono più che triplicati, riflettono l’entusiasmo degli investitori verso le società considerate protagoniste della nuova economia dell’IA.


