Tesla & Co.: la sfida del freddo di Chicago e le soluzioni norvegesi

da | 19 Gen 2024 | Automotive, Main

Tempo di lettura: 3 minuti

L’ondata di aria artica che ha recentemente colpito gli Stati Uniti settentrionali ha creato seri problemi per i proprietari di auto elettriche, in particolare per i guidatori di Tesla a Chicago. Lunedì scorso, si sono formate lunghe code alle stazioni di ricarica Supercharger, con i conducenti che segnalavano una ridotta capacità delle loro auto di caricarsi e mantenere la carica a causa delle basse temperature.

La situazione ha richiesto l’intervento di camion di soccorso per rimuovere alcuni veicoli, e le immagini di queste scene sono state trasmesse dai canali televisivi locali. Il disagio dei proprietari di Tesla è diventato un simbolo delle difficoltà imposte dal freddo estremo ai veicoli elettrici in ampie zone degli Stati Uniti.

Non solo i possessori di Tesla, comunque: anche i guidatori di altri EV hanno riscontrato problemi simili. Un autista Uber di Chicago ha raccontato al New York Times di dover ricaricare la sua auto elettrica quasi ininterrottamente a causa delle basse temperature che prosciugano la sua batteria.

Tuttavia, in Europa la situazione è diversa. Paesi come la Norvegia, dove quasi un veicolo su quattro è elettrico, hanno adottato misure preventive come il preriscaldamento delle auto prima della guida per migliorarne l’efficienza anche in condizioni di freddo. Lars Godbolt, consulente dell’Associazione Norvegese dei Veicoli Elettrici, sottolinea che in Norvegia è meno frequente assistere a lunghe code alle stazioni di rifornimento, grazie alla costruzione di un maggior numero di punti di ricarica e al fatto che la maggior parte dei norvegesi vive in case con stazioni di ricarica private.

Questo scenario riflette la crescente tendenza globale nell’adozione di veicoli elettrici. Secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia, nel 2022 il 14% di tutte le nuove auto vendute nel mondo è stato elettrico, con un incremento rispetto al 9% del 2021 e a meno del 5% del 2020. Paesi come Norvegia, Svezia, Islanda, Finlandia e Danimarca, hanno registrato la più alta percentuale di veicoli elettrici nelle nuove immatricolazioni nel 2022, secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente.

Il problema delle basse temperature dovrebbe comunque divenire meno rilevante con l’evoluzione dei veicoli elettrici. Negli ultimi anni, le aziende automobilistiche hanno sviluppato tecnologie che rendono i nuovi modelli più efficienti in condizioni di freddo. Va però detto che il freddo intenso rappresenta una sfida significativa per tutti i veicoli, inclusi quelli alimentati a diesel o benzina.

I veicoli elettrici però in queste condizioni affrontano ostacoli aggiuntivi. Il problema principale infatti non è solo la loro capacità di operare nel freddo, ma anche la mancanza di infrastrutture adeguate, come le stazioni di ricarica. A differenza delle auto tradizionali, dove i conducenti possono facilmente trovare stazioni di servizio, l’assenza di infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici diventa un problema più grave in condizioni climatiche avverse.

Le basse temperature possono influenzare negativamente le reazioni chimiche all’interno delle batterie elettriche, rendendo difficile l’uso degli EV in condizioni di freddo estremo a causa di limitazioni fisiche intrinseche. Le reazioni chimiche all’interno della batteria, coinvolgenti l’anodo e il catodo, sono rallentate a temperature estremamente fredde, influenzando le performance della batteria.

Inoltre, la particolarità dei veicoli elettrici sta nel fatto che dispongono di due batterie, una a bassa tensione e una ad alta tensione. In condizioni di freddo intenso, anche la batteria a bassa tensione da 12 volt può perdere carica. Quando ciò accade, il veicolo non può essere caricato a una stazione di ricarica veloce finché la batteria a bassa tensione non viene prima riavviata.

Per affrontare queste sfide, Tesla ha pubblicato una guida alle migliori pratiche per il freddo. Tra i consigli principali vi sono passaggi come sbrinare l’auto e riscaldare l’abitacolo prima di guidare, così da riscaldare anche la batteria. Tesla raccomanda poi di utilizzare il Trip Planner per garantire una temperatura ottimale della batteria prima di arrivare a una stazione di ricarica. Questa operazione però va compiuta almeno 30-45 minuti prima dell’arrivo alla stazione, così da garantire una temperatura ottimale della batteria. Qualora il tragitto verso la stazione di ricarica fosse  inferiore a 30-45 minuti, meglio considerare il preriscaldamento della batteria prima di mettersi alla guida.

Insomma, i veicoli elettrici saranno il futuro della mobilità ma forse non sono ancora il presente, quantomeno non in alcune aree del nostro pianeta. Senz’altro l’industria automobilistica sta sviluppando soluzioni e pratiche per superare questi ostacoli, garantendo così un funzionamento più efficiente e sicuro degli EV in tutte le condizioni climatiche, ma chissà che lo sviluppo dei motori a idrogeno non renda velocemente obsoleti gli EV e le loro problematiche.

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