Solo poche settimane fa scrivevamo del boom che stanno conoscendo i droni sottomarini. Oggi, invece, ci troviamo a parlare di altri droni da impiegarsi in mare, ma stavolta in superficie.
La startup di difesa Saronic ha infatti annunciato un nuovo round di finanziamento da 600 milioni di dollari per la costruzione di un cantiere dedicato alla produzione di navi autonome.
Il progetto, denominato “Port Alpha”, punta a rivoluzionare il settore navale militare e a rafforzare la capacità cantieristica statunitense.
La corsa alle navi senza equipaggio
Fondata ad Austin, Saronic è una delle startup emergenti nel settore della difesa tecnologica. Il nuovo finanziamento di Serie C ha quadruplicato la valutazione dell’azienda, portandola a 4 miliardi di dollari.
L’investitore Elad Gil ha guidato il round, con la partecipazione di General Catalyst, Andreessen Horowitz, 8VC e Caffeinated Capital.
Grazie a questo risultato, Saronic diventa una delle aziende di difesa più valutate negli Stati Uniti, dietro solo a colossi come Anduril, che ha recentemente raggiunto i 14 miliardi di dollari di valutazione.
Incerto il confronto con Shield AI, che potrebbe superare Saronic essendo in trattative per un finanziamento che la porterebbe a quota 5 miliardi di dollari.
L’interesse per le navi senza equipaggio è in forte crescita, complice il successo dell’Ucraina nell’utilizzo di droni navali per respingere la flotta russa dalla Crimea.
Questo tipo di tecnologia consente di ridurre i rischi per il personale militare e di operare in scenari bellici con maggiore flessibilità strategica.
Il progetto “Port Alpha” di Saronic
Saronic ha già sviluppato tre modelli di veicoli di superficie autonomi (ASV) di circa 7 metri di lunghezza. Con la nuova fabbrica, però, l’azienda punta alla produzione su larga scala, con navi di dimensioni maggiori e potenzialità ancora più avanzate.
L’azienda non ha ancora individuato la sede per Port Alpha ma è attivamente alla ricerca di una location adatta. Un portavoce ha confermato a TechCrunch che il cantiere, definito “il cantiere navale del futuro”, dovrebbe entrare in funzione entro cinque anni.
Dino Mavrookas, co-fondatore e CEO di Saronic, ha sottolineato come questo progetto sia destinato a rafforzare l’industria cantieristica statunitense, contrastando il predominio cinese nel settore della costruzione navale.
La crescita delle startup della difesa
Con il nuovo round di finanziamento, Saronic ha raccolto complessivamente circa 850 milioni di dollari. Secondo Mavrookas, il merito della rapida ascesa dell’azienda è dovuto alla velocità con cui sviluppa nuove imbarcazioni e soluzioni software avanzate.
La crescita di Saronic conferma il rinnovato interesse della Silicon Valley per il settore della difesa.
Aziende come Anduril stanno già investendo miliardi nella costruzione di mega-fabbriche per la produzione di tecnologie militari avanzate, e il successo di Saronic suggerisce che la corsa all’innovazione in ambito bellico sia appena cominciata.


