Ecco come Samsung sta portando l’IA nei nostri salotti

da | 31 Lug 2025 | IA, Intervista, Tecnologia

Alessio Cazzaniga, Head of Marketing & Retail AV - Audio Video di Samsung Electronics Italia.

Viviamo in un’epoca in cui la tecnologia e, in particolare, l’intelligenza artificiale sono diventate protagoniste assolute del dibattito pubblico. Da un lato c’è chi le racconta come la chiave per un futuro più efficiente, intelligente, personalizzato. Dall’altro, c’è chi invita alla cautela, sollevando interrogativi legittimi sulle implicazioni occupazionali, sociali e relazionali di un’innovazione sempre più pervasiva.

Ma esiste un ambito in cui l’IA sembra mettere tutti d’accordo: quello dell’intrattenimento domestico. Qui l’intelligenza artificiale non ruba il lavoro, non disumanizza le relazioni, non solleva dilemmi etici insormontabili. Al contrario, migliora la qualità visiva, ottimizza l’audio, personalizza l’esperienza d’uso e rende i contenuti più accessibili, anche per chi ha disabilità.

Per capire meglio come stia evolvendo questo scenario e quali siano le prossime frontiere, abbiamo intervistato Alessio Cazzaniga, Head of Marketing & Retail AV – Audio Video di Samsung Electronics Italia, che ci ha raccontato come l’IA stia trasformando i televisori in dispositivi sempre più intelligenti, versatili ed ecologici. E perché, in questo settore, l’IA è realmente al servizio delle persone.

Samsung investe moltissimo nell’innovazione e oggi l’intelligenza artificiale è al centro di molte trasformazioni. Come si inserisce questa tecnologia, in particolare nella divisione Audio Video che dirigi, nella strategia a lungo termine del gruppo?

Partiamo da una premessa che, come sai bene, è ormai evidente: oggi l’intelligenza artificiale è diventata una parola chiave trasversale a tantissime industrie, non soltanto alla nostra. Parliamo di una tecnologia con campi di applicazione vastissimi, che sta entrando nella quotidianità delle persone.

Secondo le nostre survey, oltre l’80% degli utenti finali ha già familiarità con il concetto di IA, e soprattutto ne ha una percezione positiva. Non viene vista come una minaccia ma come un alleato, qualcosa che può migliorare concretamente la vita. Addirittura il 75% degli intervistati è convinto che l’IA sarà un elemento fondamentale per il futuro.

Nel 2025 Samsung sarà primo produttore al mondo di televisori. Per il diciannovesimo anno consecutivo.

In questo contesto, Samsung sta lavorando per rendere l’IA una leva strategica di lungo periodo. Quest’anno, ad esempio, celebriamo 19 anni consecutivi come primo produttore al mondo di televisori, e 11 anni di leadership anche nell’audio. È da queste basi uniche che vogliamo spingere ulteriormente l’innovazione, integrando l’intelligenza artificiale nei nostri prodotti per migliorare l’esperienza utente in modo tangibile, accessibile e coerente con l’evoluzione tecnologica globale.

Come intendete integrare concretamente l’intelligenza artificiale nei vostri prodotti Audio Video?

Quest’anno non bastava proporre prodotti eccellenti sul piano tecnico, sia in ambito audio che video: l’obiettivo era fare un salto di qualità nell’esperienza complessiva e qui entra in gioco l’intelligenza artificiale. È questo che chiamiamo Vision AI: l’unione di un televisore di altissimo livello con capacità di IA che elevano l’esperienza dell’utente a un nuovo standard.

Samsung, da innovatrice pura quale è, non si è limitata a perfezionare un dispositivo, come spesso fa nel suo DNA. Ha cominciato invece a far vivere l’intelligenza artificiale dentro la quotidianità delle persone, mettendo sempre l’utente finale al centro.
Se lo scorso anno parlavamo di AI più legata a miglioramenti tecnici, spesso impercettibili all’occhio non esperto, quest’anno la svolta è tangibile.

Un esempio concreto è la personalizzazione: oggi il televisore Samsung può gestire fino a sei profili per famiglia, ciascuno con un account dedicato. Questo consente di adattare la resa delle immagini alle preferenze individuali, grazie a un sistema che impara e si adatta. È una forma di customizzazione profonda che va oltre l’alta qualità audio-video (quella, l’utente ormai la dà per scontata quando sceglie un nostro TV) e che punta a rendere l’esperienza personale, su misura.

Ma ci sono anche funzioni nuove che rendono l’IA ancora più visibile e interattiva. Penso a Click to Search, Live Translate e Generative Wallpaper. L’utente, con il semplice uso del telecomando o dei comandi vocali, può ottenere in tempo reale informazioni su ciò che sta guardando, senza interrompere la visione. Può chiedere chi è l’attore sullo schermo, leggerne la biografia, sapere il nome del regista o scoprire quando uscirà il prossimo film.

Tutto questo senza che il programma debba fornire quei dati: è il televisore che li interpreta e li restituisce, grazie all’intelligenza artificiale.

Con Click to Search, le TV Samsung permettono di ottenere in tempo reale informazioni su attori, registi e contenuti in onda, senza interrompere la visione.

La funzione Click to Search se non sbaglio funziona solo con i contenuti trasmessi in digitale terrestre o tramite la piattaforma Samsung TV Plus, giusto? Non è disponibile all’interno delle app come Netflix?

Esatto, al momento non funziona all’interno delle app perché queste piattaforme sono chiuse. Però la grande differenza è proprio nell’esperienza d’uso: mentre con le app sei spesso costretto a mettere in pausa, con Click to Search puoi continuare a guardare il contenuto mentre sullo schermo ti compare un popup interattivo. Senza interrompere la visione, puoi sfogliare le immagini, ottenere informazioni in tempo reale e continuare a goderti lo spettacolo. È un’esperienza completamente fluida.

Sarebbe bello poter interagire vocalmente con il televisore come si farebbe con ChatGPT. Per esempio: “Fammi questa scena un po’ più scura”, oppure “Aumenta la saturazione”. È uno scenario plausibile?

Non solo è plausibile: è qualcosa che potrebbe arrivare presto. L’integrazione tra la nostra intelligenza artificiale e strumenti come Copilot aprirà nuove possibilità di interazione, anche attraverso comandi vocali sempre più avanzati. Potrai parlare al televisore, anche usando il telecomando, e dire: “Bixby, sto organizzando un viaggio, suggeriscimi i posti da visitare”. L’interazione sarà molto più naturale, senza mani, immediata.

Ed è tutto parte di una trasformazione più ampia. Penso alla traduzione in tempo reale, per esempio: puoi guardare una trasmissione in un’altra lingua e attivare i sottotitoli nella tua lingua madre, abbattendo le barriere linguistiche in modo trasparente. Oppure puoi dire al TV: “Oggi mi sento triste” o “Il mio colore preferito è il blu”, e il sistema genererà un wallpaper personalizzato sulla base del tuo umore. L’idea è creare esperienze davvero su misura, dentro casa.

L’IA permette a Samsung di effettuare la traduzione dell’audio in tempo reale, creando i sottotitoli nella propria lingua.

L’intelligenza artificiale non più confinata al televisore ma parte di un ecosistema più ampio. È così?

Esattamente, non a caso parliamo sempre più spesso di multidevice experience. L’intelligenza artificiale non si limita al TV ma si estende all’intero ecosistema Samsung attraverso SmartThings. Ciò significa, ad esempio, che puoi controllare dalla televisione i consumi degli elettrodomestici smart e ricevere suggerimenti su come ottimizzarli: “Meglio far partire la lavatrice di sera”, “Fai un ciclo in meno”. Oppure “Usa diversamente l’aria condizionata”. E poi c’è l’integrazione con smartwatch e smartphone, la gestione del TV tramite altri dispositivi, l’uso incrociato di sensori… Tutto converge verso un’esperienza domestica intelligente, personalizzata, efficiente. E tutto questo non è futuro: è già realtà.

All’interno della vostra offerta basata sull’intelligenza artificiale, qual è oggi l’elemento davvero distintivo per Samsung?

Secondo me, ci sono tre elementi davvero unici. Il primo sono proprio le applicazioni di cui abbiamo parlato: Click to Search, Live Translate, Generative Wallpaper. Funzioni concrete, tangibili, che migliorano davvero la vita dell’utente.

Il secondo è l’ecosistema: nessun altro può vantare un sistema integrato così esteso e, al tempo stesso, aperto. Con SmartThings, l’utente può gestire dispositivi anche non Samsung, sia su Android che su iOS. Se in casa ho interruttori o lampadine di altri marchi, non importa: funzionano comunque. E questo grazie alle certificazioni e ai protocolli aperti che adottiamo. Il nostro ecosistema non è chiuso, e questo lo rende più accessibile e duraturo.

Il terzo punto riguarda la democratizzazione dell’IA. L’anno scorso era disponibile solo sui modelli di TV 8K, quindi meno accessibili. Quest’anno, invece, è presente a partire dalla serie Q7F in su. E c’è di più: tutti i TV QLED dalla serie Q8F in su integrano l’Hub per gestire più dispositivi contemporaneamente..

Questo significa che non serve più acquistare un hub esterno per gestire la casa connessa: puoi farlo direttamente dal televisore. È un vantaggio enorme per chi vuole costruire una smart home senza complicazioni.

L’anno scorso l’IA era presente solo sui modelli top di gamma da 8K. Ora, invece, è presente a partire dalla serie Q7F in su, allargando notevolmente il pubblico di riferimento.

Il tema della personalizzazione è centrale, ma quando si parla di IA che “ci ascolta, ci guarda, ci conosce”, per alcuni l’entusiasmo si scontra con dubbi legittimi sulla privacy. Cosa rispondi a chi guarda con sospetto questo tipo di tecnologia?

È una preoccupazione comprensibile e per noi la privacy è una priorità assoluta. “La tua privacy prima di tutto” non è uno slogan: è una responsabilità. Un tempo il televisore era un dispositivo passivo: accendevi, guardavi un canale e finiva lì. Oggi invece è connesso, dialoga con altri dispositivi, raccoglie informazioni per personalizzare l’esperienza. Ed è proprio in questa evoluzione che entrano in gioco nuovi rischi.

Le fasi più delicate sono quelle iniziali, durante l’accensione e la configurazione: è lì che il televisore si connette alla rete domestica, allo smartphone, a eventuali device intelligenti. In quel momento bisogna avere sistemi di protezione solidi. E Samsung li ha. Tutti i nostri televisori sono progettati con protocolli di sicurezza avanzati, aggiornamenti costanti e con la possibilità, per l’utente, di gestire facilmente i propri consensi. L’obiettivo è chiaro: offrire un’esperienza personalizzata senza mai compromettere la sicurezza dei dati personali.

L’accensione come uno dei momenti più delicati dal punto di vista della sicurezza in un televisore, è una cosa che non mi sarei aspettato…

Assolutamente sì. Per questo abbiamo integrato Knox Security, una piattaforma proprietaria che protegge l’intero ecosistema, sia a livello hardware che software. Ad oggi, nessun altro brand nel mondo TV offre una soluzione simile.

È importante perché il televisore moderno non è più un dispositivo passivo. Anche se non ci fai operazioni bancarie, inizia a diventare un punto sensibile: gestisce account, abbonamenti, metodi di pagamento, e in futuro potrebbe gestire anche dati energetici o di consumo domestico. C’è quindi un rischio concreto: qualcuno potrebbe voler accedere al dispositivo per spiare, intercettare informazioni, violare la privacy.

Ed è proprio per questo che la sicurezza non è un’opzione: è un dovere. Samsung, oltre a essere aperta e interoperabile, come abbiamo detto, lavora con dati di prima parte attraverso la piattaforma Samsung Advertising. Questo implica una responsabilità enorme nel trattamento delle informazioni.

La trasparenza per noi è fondamentale, e non a caso ogni operazione passa per il consenso esplicito dell’utente. Ogni volta che attivi una funzione, compare la richiesta: “Acconsento”. In più, siamo estremamente attenti alle normative in materia, che in Europa cambiano da paese a paese. Un esempio concreto: dal 7 giugno, in Italia è obbligatorio che tutti i televisori in commercio abbiano un doppio telecomando. Questo per motivi di accessibilità.

Noi avevamo già un telecomando solare, elegante e minimal, ma ne abbiamo affiancato uno più classico, per garantire l’usabilità a tutti. E sempre per rispetto della normativa, abbiamo aggiunto un tasto nell’interfaccia che consente, durante la visione di contenuti a pagamento, di tornare facilmente alla TV lineare. Anche questi sono dettagli che mostrano attenzione, rispetto e centralità dell’utente.

I televisori Samsung imparano davvero dalle abitudini degli utenti? E se sì, come si integra questa tecnologia nella quotidianità?

Sì, imparano. Ed è proprio qui che entra in gioco il vero valore dell’intelligenza artificiale: nella capacità di osservare, apprendere e adattarsi alle preferenze individuali.

Faccio un esempio: se imposti l’immagine in modo che sia meno satura, perché non ami i colori troppo accesi, il televisore lo registra. E la volta successiva adatterà automaticamente le impostazioni visive a quella tua preferenza.

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Ma l’adattamento non si limita all’estetica: riguarda anche il contesto. Il sistema è dotato di sensori ambientali che rilevano la luce della stanza, la tipologia di contenuto in riproduzione e perfino se si tratta di un film o di un videogioco. In base a questi dati, il televisore ottimizza la risoluzione o la fluidità delle immagini, senza aumentare i consumi energetici.

Se stai guardando un film, adatta il tono e la luminosità per rendere l’esperienza più cinematografica. Se stai giocando, riconosce la console e ottimizza la velocità di risposta per offrire una performance fluida. Tutto questo avviene in modo automatico e trasparente. Non è l’utente che deve inseguire la tecnologia: è la tecnologia che si adatta all’utente.

Tra Xbox e Luna, l’offerta di videogiochi in streaming di Samsung è di tutto rispetto. Ma quanto influisce sulla scelta di un televisore? C’è qualcuno che sceglie un TV Samsung perché integra questi servizi?

Non è il motivo predominante ma sicuramente è uno dei fattori che fanno la differenza. Rientra in quel pacchetto di valore che ci distingue dalla concorrenza: Samsung offre una sicurezza integrata (penso alla piattaforma Knox, disponibile anche sugli smartphone), un ecosistema completo con SmartThings, funzioni di IA evolute e soprattutto accesso a una libreria praticamente infinita di contenuti.

Nel punto vendita, quando presentiamo il prodotto, dedichiamo una sessione specifica al gaming, spesso con un joypad del nostro partner principale in mano. Spieghiamo che l’utente ha accesso a una libreria di oltre 1000 giochi in cloud, con la possibilità di usare i controller che ha già a casa, perché è compatibile con i principali produttori del mercato. E quando il genitore entra in negozio con il figlio al seguito, questo diventa un elemento in più, un vantaggio concreto.

Da parte dei nostri partner ci arrivano feedback molto positivi: l’attivazione del servizio Cloud Gaming sui nostri televisori è altissima. E questo ci spinge a investire ancora di più: spesso lanciamo promozioni con mesi gratuiti di abbonamento, sconti sui joypad e attività demo nei negozi. È una leva commerciale che funziona, e che contribuisce a completare la nostra offerta a 360 gradi.

Naturalmente, chi cerca una TV per giocare viene accompagnato anche su altri aspetti tecnici: refresh rate a 165 Hz, porte HDMI 2.1, audio a bassa latenza. Siamo attenti a profilare bene il cliente per indirizzarlo sul modello più adatto, anche da questo punto di vista.

Pur non essendo una leva prioritaria, il gaming è molto ben coperto da Samsung. Che oltre a fornire l’accesso a servizi di streaming come Xbox e Luna, mette sul piatto refresh rate a 165 Hz, porte HDMI 2.1 e audio a bassa latenza.

Finora abbiamo parlato molto della qualità visiva. Ma anche l’audio, grazie all’IA, può migliorare l’esperienza…

Assolutamente sì. Anche l’audio, oggi, è intelligente. Innanzitutto c’è un’integrazione reale tra TV e soundbar: non sono più due entità separate. Noi la chiamiamo esperienza “1 + 1 = 3”, perché mettiamo insieme il meglio del suono del televisore e quello della soundbar, creando un sistema unico.

A differenza di quanto si pensa, il TV non disattiva il proprio audio quando è collegata la soundbar: suonano insieme, e il televisore funziona come uno speaker aggiuntivo. L’IA analizza l’ambiente, se chiuso o aperto, tramite un microfono integrato e regola la diffusione sonora, un

po’ come facevano un tempo i tecnici audio professionisti che venivano a casa per sistemare tutto.
Un altro esempio è l’integrazione con un ulteriore prodotto della nostra line up: lo speaker di design Music Frame: puoi posizionare fino a tre dispositivi in casa e il televisore ti mostra dove collocarli per ottenere la resa sonora ottimale. È un’esperienza di configurazione guidata e intuitiva.

Ma il punto forse più interessante è la gestione automatica dei dialoghi nelle scene complesse. L’intelligenza artificiale è in grado di separare i rumori di fondo dalle voci, così da evitare il classico problema in cui, durante una scena d’azione o con molti effetti, l’utente non riesce a sentire bene cosa dicono i personaggi.

Penso a certi film di supereroi, con dialoghi sovrastati da esplosioni o musiche epiche: a discrezione dell’utente, la nostra IA abbassa automaticamente i suoni di fondo e mette in primo piano le voci. Ciò evita che debba continuamente alzare o abbassare il volume. È una soluzione semplice ma molto apprezzata.

Sembra un quadro, in realtà un altoparlante. L’ideale per coloro che trovano antiestetica la classica soundbar.

Samsung pone un’attenzione quasi maniacale all’impatto ambientale e al risparmio energetico. È tutto molto bello ma quanto potrà mai incidere davvero il consumo di una TV sull’economia domestica?

È una domanda legittima. Il punto è che il risparmio non è fisso: dipende molto dall’ambiente in cui vivi, da come usi i dispositivi e da quante funzioni sfrutti. Ma il risparmio c’è, e non è solo teorico.

Per cominciare, c’è SmartThings, che come ho già ricordato ti dice in tempo reale come stai usando il televisore. Ti permette di ottimizzare l’uso in base alle tue abitudini, suggerendo modifiche che riducono i consumi. In più, ogni TV è dotata di un sensore ambientale che rileva la luminosità della stanza: se non c’è bisogno di uno schermo brillante, abbassa automaticamente la luminosità, senza che tu debba far nulla.

L’intelligenza artificiale poi entra in gioco riconoscendo il contenuto che stai guardando. Se, per esempio, un film o una serie non richiede il massimo delle prestazioni visive, il sistema adatta la resa per mantenere la qualità, ma con il minimo consumo possibile. In sintesi: l’ottimizzazione passa da tre livelli (SmartThings, sensori ambientali e IA) e il risultato sono risparmi tangibili, soprattutto nel lungo periodo.

Quando si parla di tecnologia, dopo l’intelligenza artificiale tutti indicano i computer quantistici come la next big thing. Vedendo questa tecnologia di difficile applicazione nei nostri salotti, dove andrà nei prossimi anni l’innovazione del settore? O la cartuccia più potente, ossia l’IA, è già stata sparata?

Guarda, abbiamo solo cominciato. Prima parlavamo della possibilità di parlare al televisore, ma quello che immagino nel prossimo futuro è molto più ampio. Penso a un’esperienza domestica dove torno a casa, mi siedo sul divano e posso dire: “Dove posso ordinare da mangiare?”, e la TV, connesse e intelligente, mi fa l’ordine direttamente.

Quindi parliamo di qualcosa simile a ChatGPT Agent?

In futuro sarà possibile avere un assistente personale integrato nel televisore. Ma oltre al software, ci sarà anche tanta evoluzione hardware. Mi aspetto che i microLED, oggi al top della gamma e ancora molto costosi, inizino a diventare più accessibili.
E poi ci sono i televisori trasparenti, già mostrati a IFA e al CES, oggi usati soprattutto in musei e showroom, ma con un potenziale enorme anche in contesti domestici, soprattutto per chi ha una forte sensibilità al design. Siamo poi forti anche nella proiezione: non è impossibile immaginare, un domani, applicazioni come gli ologrammi, cose che finora abbiamo visto solo nei film futuristici.

Samsung

È possibile comandare le TV di Samsung con la voce e, se si possiede il suo smartwatch, anche coi gesti.

Quindi, il futuro sta più nel prodotto che nell’IA?

In realtà li vedo andare di pari passo. L’intelligenza artificiale sarà il motore che alimenterà tantissimi nuovi scenari, anche oltre l’intrattenimento. Penso, per esempio, alla telemedicina: potrei sedermi davanti al televisore e parlare direttamente con un medico, ricevere consigli, fare screening base. È un’idea che oggi sembra futuristica ma in realtà è già alla nostra portata.

Però per cambiare davvero il comportamento dell’utente, serve anche qualcosa di tangibile, un effetto wow. Serve il prodotto che stupisca. La TV sottilissima, il pannello da 100 o 120 pollici, il QLED prima di tutti: Samsung è sempre stata un precursore in questo: per noi l’innovazione non è solo software ma anche hardware, così da generare emozione, stupore. E continueremo su questa strada.

L’IA è in costante evoluzione: come si concilia con prodotti come le TV, che si tengono per molti anni?

A partire dalla gamma 2023 garantiamo sette anni di aggiornamenti per tutti i televisori. Questo significa che anche il TV acquistato oggi sarà aggiornato e ottimizzato per rimanere al top delle prestazioni ancora per molto tempo.

Quali sono le altre priorità per Samsung?

L’ambiente. Samsung è una delle poche aziende del settore a gestire il tema ambientale in modo sistemico e concreto, su tutta la filiera: dalla progettazione dei prodotti fino allo smaltimento. L’obiettivo è la neutralità carbonica a livello aziendale entro il 2050. Abbiamo inoltre completato la transizione al 100% di energia rinnovabile nei siti in Corea, Vietnam, India e Brasile, con l’obiettivo di estenderla globalmente entro il 2027.

Utilizziamo plastiche riciclate e resine per produrre componenti e imballaggi. Abbiamo risparmiato più di 200 milioni di batterie nel 2021 adottando telecomandi ricaricabili con energia solare. Abbiamo eliminato graffette metalliche, sostituito colle chimiche con colle naturali e usato solo nastri di carta. Sono scelte concrete, non di facciata.

Poi però uno legge che Zuckerberg vuole costruire un data center grande quanto Manhattan, che probabilmente verrà alimentato anche a carbone e gas naturali, e gli scrupoli sui punti metallici assumono tutta un’altra prospettiva…

L’eliminazione dei punti metallici, oltre al rispetto per l’ambiente, ha migliorato anche l’efficienza industriale: abbiamo ridotto dell’80% il tempo di imballaggio. E tutta la confezione è pensata per essere sostenibile, anche nei dettagli: niente più immagini colorate fuori dalle scatole, solo inchiostri naturali.

Ma poi queste cose le persone le sanno? E fanno davvero la differenza nella scelta d’acquisto?

Le nuove generazioni sono molto più attente di quanto si creda. Lo vediamo dalle survey: l’ambiente è una priorità. Certo, dobbiamo comunicare queste cose nel modo giusto. Abbiamo un team legale molto rigido che ci impone di essere trasparenti e di non trasformare il rispetto ambientale in una leva commerciale forzata. Il confine è sottile.

Però alcune operazioni hanno avuto grande successo anche dal punto di vista comunicativo. Penso al lancio di The Frame: in quell’occasione, Samsung ha realizzato degli imballaggi riutilizzabili in portaoggetti, librerie, giochi per bambini. È stato un modo creativo per coinvolgere le famiglie e rafforzare il valore di un prodotto già unico.

A proposito: The Frame, volendolo riassumere, è un “quadro” che consuma elettricità. Non è un controsenso rispetto al vostro impegno ecologico?

In realtà The Frame è stato progettato proprio per essere efficiente. Le immagini visualizzate in modalità quadro richiedono meno luminosità rispetto alla normale visione, e grazie a un sensore di presenza il televisore entra automaticamente in standby e si spegne quando non rileva nessuno davanti.

Samsung

Non è un quadro ma The Frame Pro. È pensato per coloro non vogliono vedere un grande schermo nero spento in salotto, e offre più di 3.000 immagini con cui arredare i propri ambienti.

E poi c’è un trend culturale da considerare: sempre più persone non vogliono più vedere un grande schermo nero spento in salotto. Vogliono qualcosa di vivo, di estetico, di personale. Ecco perché grazie all’Art Store, da quest’anno non solo prerogativa più di The Frame, offriamo più di 3.000 immagini in alta qualità in abbonamento, con la possibilità di ricevere gratuitamente 30 opere nuove, selezionate ogni mese dai nostri curatori. È un nuovo modo di abitare la casa, più dinamico e più coerente con la sensibilità estetica contemporanea.

In chiusura, un altro tema molto sensibile è quello dell’accessibilità. Cosa sta facendo Samsung per le persone con disabilità visive o uditive?

Tantissimo. Abbiamo lanciato Relumino, una funzione che migliora la visione per chi ha difficoltà visive migliorando i bordi degli elementi sullo schermo e ribilanciandone i colori, senza bisogno di dispositivi esterni.

L’ultima evoluzione è particolarmente degna di nota: il televisore può dividere lo schermo in due metà. Da un lato l’immagine viene ottimizzata con contrasti e colori adatti a chi ha problemi di vista; dall’altro, resta “normale” per il resto della famiglia. È un modo per non escludere nessuno, per guardare insieme e condividere senza barriere.

Ma non è tutto. Grazie all’IA, il televisore può analizzare i sottotitoli e trasformarli in un segnale vocale. Così, chi non riesce a leggere, può comunque seguire il contenuto ascoltando la trascrizione. È una funzione che stiamo continuando a migliorare ma che già oggi fa una grande differenza.

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