Anche Sam Altman vuole uno Stargate per l’Europa

da | 10 Feb 2025 | IA

Sam Altman, CEO di OpenAI, immaginato dall'IA alla Technische Universität di Berlino | Foto. xAI

Qualche ora prima che Emmanuel Macron annunciasse lo Stargate francese, Sam Altman, CEO di OpenAI, esprimeva la volontà di portare in Europa un programma di intelligenza artificiale sulla scia dello Stargate americano. Aggiungendo che la sua azienda sarebbe “entusiasta” di realizzarlo.

Il progetto Stargate Europe

Stargate, come abbiamo scritto, è un’iniziativa statunitense lanciata sotto l’amministrazione di Donald Trump, che coinvolge finanziatori del calibro di OpenAI, SoftBank e Oracle.

Il piano prevede investimenti fino a 500 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni per sviluppare infrastrutture avanzate dedicate all’intelligenza artificiale.

Secondo Altman, si tratta del progetto più importante di questa epoca, e il supporto della Casa Bianca è essenziale per favorire le collaborazioni necessarie alla sua realizzazione, sia sul fronte tecnologico che economico.

Già in passato, il CEO di OpenAI aveva esortato i funzionari statunitensi a impegnarsi nello sviluppo dell’intelligenza artificiale, per garantire la supremazia del Paese in questo settore rispetto alla Cina. L’IA, infatti, è destinata a influenzare non solo l’economia globale, ma anche ambiti strategici come la difesa.

Nel 2024, Altman ha discusso con Masayoshi Son, fondatore di SoftBank, della necessità di investire in nuovi impianti per la produzione di chip, componenti essenziali per sostenere l’evoluzione tecnologica.

Secondo OpenAI, oltre a consolidare il primato statunitense, nuove infrastrutture creerebbero anche opportunità occupazionali. Un rapporto pubblicato a gennaio ha evidenziato la presenza di 175 miliardi di dollari pronti per essere investiti in progetti legati all’intelligenza artificiale.

Oracle ha ribadito che il programma Stargate garantirà la leadership americana nell’IA, generando centinaia di migliaia di posti di lavoro e apportando benefici economici su scala globale. Secondo il colosso di Santa Clara, il progetto non solo sosterrà la reindustrializzazione degli Stati Uniti, ma rafforzerà anche la sicurezza nazionale e quella dei suoi alleati.

L’Europa nella strategia di Altman

Durante un intervento alla Technische Universität di Berlino, Altman ha sottolineato la necessità di un maggiore coinvolgimento europeo nell’intelligenza artificiale, invitando il continente a non restare indietro.

“Abbiamo bisogno di aiuto”, ha dichiarato agli studenti, spiegando che spetta agli europei decidere come regolamentare l’IA. “Ovviamente ci adegueremo a qualsiasi regola”, ha aggiunto, lasciando intendere che una maggiore apertura verso l’IA potrebbe rivelarsi un vantaggio competitivo per l’Europa.

In linea con questa visione, OpenAI ha annunciato l’apertura di un nuovo ufficio a Monaco di Baviera, che si aggiunge alle sedi già operative a Dublino e Londra dal 2023 e a quelle inaugurate a Parigi e Bruxelles nel 2024.

“Aprire il nostro primo ufficio in Germania significa poter aiutare un numero ancora maggiore di persone, aziende e istituzioni a beneficiare delle possibilità offerte dall’AI”, ha dichiarato Altman.

Oggi il CEO di OpenAI è atteso all’Artificial Intelligence Action Summit di Parigi, a cui parteciperanno diversi capi di Stato europei e funzionari governativi.

Sullo sfondo, si delinea sempre di più la competizione tra le due megapotenze tecnologiche ed economiche, Stati Uniti e Cina, per il controllo delle tecnologie del futuro.

La speranza è che questa corsa all’intelligenza artificiale non sia solo una questione di supremazia economica ma porti anche benefici concreti alla società e alla qualità della vita delle persone.

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