Sam Altman su Elon Musk: “è un insicuro, mi spiace per lui”

by | 12 Feb 2025 | IA

Sam Altman immaginato da xAI
Tempo di lettura: 3 minuti

Il duello tra Sam Altman ed Elon Musk raggiunge nuove vette di tensione ogni giorno che passa.

E così, dopo che ieri il patron di Tesla e SpaceX ha tentato di acquisire OpenAI con un’offerta da 97,4 miliardi di dollari, Sam Altman ha esternato quello che pensa di Elon Musk a Bloomberg.

Musk vs. Altman: uno scontro sempre più personale

La battaglia tra i due protagonisti dell’intelligenza artificiale non è solo una questione economica, ma anche politica. Musk, che oggi è uno degli uomini di fiducia di Donald Trump in ambito tecnologico, ha visto il tycoon repubblicano incoronare OpenAI come punto di riferimento dell’IA statunitense. Un riconoscimento che ha reso ancora più acuto lo scontro tra i due ex alleati che già era in corso da anni.

Nel tentativo di prendere il controllo di OpenAI, lo scrivevamo ieri, Musk ha lanciato una maxi-offerta per prendere il controllo del ramo no-profit di OpenAI, a cui fa capo quello che for-profit.

Altman ha immediatamente respinto la proposta, ironizzando con un post su X: “No grazie, ma se vuoi possiamo comprare Twitter per 9,74 miliardi di dollari”.

La risposta di Musk non si è fatta attendere. Il miliardario ha attaccato pubblicamente Altman, ribattezzandolo “Scam Altman” (un gioco di parole tra il suo nome e il termine “scam”, traducibile in “truffatore”), e pubblicando un video del 2023 in cui il CEO di OpenAI affermava di “non possedere azioni della società” e di lavorare nel settore solo per passione.

Lo potete vedere qui sotto.

“È insicuro, mi spiace per lui”

Altman a questo punto ha rilanciato le sue critiche a Elon Musk in un’intervista a Bloomberg, sostenendo che Musk non sia un vero acquirente ma un concorrente che tenta di frenare l’avanzata di OpenAI per favorire xAI, la sua compagnia rivale nel settore dell’intelligenza artificiale.

Secondo il CEO di OpenAI, il tentativo di acquisizione è solo l’ultima di una serie di mosse ostili da parte di Musk, che in passato ha già avviato cause legali contro l’azienda e lanciato ripetuti attacchi mediatici.

Altman ha successivamente messo in dubbio la serenità personale del suo avversario: “Tutta la sua vita si basa su una posizione di insicurezza – mi spiace per lui. Non penso che sia una persona felice”.

Alla domanda se Altman teme che Musk sfrutti la sua influenza su Trump per danneggiarlo, Altman ha quindi risposto: “Forse dovrei. Ma sono concentrato su come migliorare la nostra tecnologia.

Per dovere di cronaca osserviamo anche che in merito al fatto che OpenAI stai diventando una società for-profit, Altman ha prima negato, poi affermato di non esserne sicuro (!).

Divide et impera

La rivalità tra i due leader dell’IA si è trasformata in un duello pubblico che supera i confini del business, intrecciandosi con questioni personali, dinamiche politiche e il futuro stesso dell’intelligenza artificiale.

Uno scontro destinato a sviluppi imprevedibili, con Musk sempre più vicino a Trump e Sam Altman in continua ascesa. Il tycoon repubblicano, con una certa abilità strategica, sembra giocare su entrambi i fronti, usando l’uno come contrappeso dell’altro.

A Musk è stata affidata la gestione del DOGE, il dipartimento contro gli sprechi che sta scuotendo la USAID e l’opinione pubblica. Ad Altman, invece, la rappresentanza di Stargate, il mastodontico progetto da 500 miliardi di dollari pensato per garantire agli Stati Uniti il primato nell’intelligenza artificiale, come ha ribadito ieri il vicepresidente Vance a Parigi.

Ma, come ben si sa, due galli nello stesso pollaio non possono coesistere pacificamente. A meno che qualcuno non abbia interesse a vederli combattere.

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