Il CEO di OpenAI, Sam Altman, sta valutando la possibilità di costruire o acquisire un’azienda di razzi, con l’obiettivo di sviluppare infrastrutture in grado di sostenere e gestire data center nell’orbita terrestre. La notizia arriva dal Wall Street Journal, secondo cui Altman avrebbe già esplorato partnership e acquisizioni nel settore aerospaziale.
Tra le società contattate figura Stoke Space, una startup specializzata nei lanci spaziali riutilizzabili. I primi contatti risalirebbero alla scorsa estate, coi colloqui che si sarebbero intensificati in autunno.
Le proposte discusse avrebbero incluso un investimento azionario da diversi miliardi di dollari che avrebbe potuto portare OpenAI in una posizione di controllo della società. Le trattative si sarebbero successivamente arenate, secondo fonti vicine all’azienda.
Corsa allo spazio
L’interesse di Altman per tecnologie spaziali si inserisce in un contesto di crescente domanda di potenza di calcolo. Secondo McKinsey, la richiesta globale di data center crescerà tra il 19% e il 22% annuo fino al 2030.
Altman, in un podcast di giugno insieme al fratello, aveva dichiarato di considerare i sistemi energetici spaziali una possibile risposta ai futuri consumi legati all’intelligenza artificiale.
La possibile incursione nel settore dei razzi lo collocherebbe in una traiettoria competitiva più diretta con Elon Musk, fondatore di SpaceX. I due hanno co-fondato OpenAI nel 2015, ma Musk ha lasciato l’organizzazione nel 2018 in seguito a divergenze sulla gestione e sul finanziamento.
Negli anni successivi, la competizione fra i due si è estesa al campo dell’IA generativa: dopo il debutto di ChatGPT nel 2022, Musk ha accusato OpenAI e Microsoft di concentrare il mercato e ha lanciato la sua iniziativa xAI, insieme al chatbot Grok.
La mossa di Altman e il futuro di OpenAI
Parallelamente ai progetti di lungo termine, Altman ha segnalato criticità operative all’interno di OpenAI. In settimana avrebbe dichiarato una situazione di “codice rosso” legata al ritmo di sviluppo rispetto ai concorrenti, in particolare dopo il rilascio di Google Gemini 3, modello che nei benchmark pubblici ha superato ChatGPT in diversi test.
Google ha definito la nuova versione di Gemini l’inizio di una “nuova era dell’intelligenza”, grazie ai risultati ottenuti anche nell’esame Humanity’s Last Exam, sviluppato da ricercatori di sicurezza dell’IA.
Altman ha commentato pubblicamente il rilascio elogiando il modello di Google, mentre in comunicazioni interne avrebbe riconosciuto il ritardo competitivo, affermando che OpenAI sta “recuperando rapidamente”.
Fonte: WSJ


