I sondaggi pubblici sono da sempre elemento cardine delle campagne politiche moderne, ma stanno affrontando una trasformazione senza precedenti grazie all’intelligenza artificiale.
I recenti cicli elettorali negli Stati Uniti hanno infatti evidenziato le debolezze dei metodi tradizionali, spingendo molti a chiedersi se l’IA possa rappresentare la soluzione per migliorare l’accuratezza e l’efficacia dei sondaggi.
Le difficoltà dei sondaggi tradizionali sono infatti principalmente due. In primo luogo, il tasso di non risposta è aumentato drasticamente. Nel 1997, il 36% delle persone contattate da Pew Research accettava di partecipare ai sondaggi; nel 2018, questa percentuale era scesa al 6%. Ciò significa che è sempre più difficile raccogliere dati rappresentativi.
In secondo luogo, le persone non sempre esprimono sinceramente le proprie opinioni ai sondaggisti. Alcuni evitano di rivelare pensieri di cui si vergognano, mentre altri forniscono risposte che pensano possano compiacere il proprio partito politico o irritare l’opposizione.
La tesi della ricerca di Harvard, firmata da Aaron Berger, Bruce Schneier, Bruce Schneier, Eric Gong e Nathan Sanders, è che l‘IA potrebbe migliorare i sondaggi politici. I modelli linguistici di grandi dimensioni, come quelli alla base di ChatGPT, sono in grado di analizzare enormi quantità di dati provenienti da Internet, replicando le risposte che milioni di persone hanno dato su innumerevoli argomenti. Il che permette alle IA di ottenere dati in tempo reale su opinioni pubbliche e tendenze demografiche, superando le difficoltà legate al contatto diretto con gli intervistati.
Secondo i ricercatori si stanno già utilizzando agenti di intelligenza artificiale per simulare i risultati dei sondaggi. Questi possono essere programmati per rispondere come se fossero individui con specifiche caratteristiche demografiche, fornendo risposte a domande su vari temi politici. Il grande vantaggio rispetto agli esseri umani è che gli agenti AI rispondono sempre e a qualsiasi tipo di richiesta, consentendo di ottenere una quantità di dati molto maggiore e più dettagliata.
Al proposito sono già stati condotti esperimenti con modelli come GPT-3.5. E in questo caso gli agenti gestiti dall’IA hanno mostrato una buona capacità di replicare le risposte umane su diverse questioni, come il supporto per l’aborto o l’approvazione della Corte Suprema degli Stati Uniti.
Dove invece la simulazione ha fallito è stato nel prevedere le opinioni del pubblico sull’intervento degli Stati Uniti nella guerra in Ucraina. Ma c’è una spiegazione: GPT-3.5, come ricorderete, era addestrato su dati che arrivavano fino al settembre del 2021. L’opinione pubblica, nel frattempo, era cambiata.
Ciò dimostra che, sebbene promettenti, gli agenti AI devono essere continuamente aggiornati con informazioni recenti per poter fornire risposte accurate. L’integrazione di nuove fonti di dati in tempo reale potrebbe risolvere questo problema, rendendo gli agenti AI più efficaci nel rispecchiare le opinioni attuali degli elettori.
Il che, come noteranno i più attenti di voi, pone sotto tutta un’altra luce l’idea di Meta di addestrare la propria intelligenza artificiale, Llama, sui post degli utenti di Facebook e Instagram. Quando ciò accadrà, il buon Mark Zuckerberg avrà il polso in tempo reale degli orientamenti (politici ma non solo) di ogni nazione in cui siano presenti i suoi social network. E ovviamente potrà usare queste informazioni a suo personalissimo vantaggio, oppure venderle al migliore offerente.
Nonostante le attuali limitazioni tecniche, dunque, i sondaggi assistiti dall’IA offrono numerosi vantaggi e saranno adottati dalle campagne politiche e dai media. Non si pensi però che il sistema ideale sia quello basato unicamente sui vaticini dell’intelligenza artificiale. La ricerca di Harvard suggerisce una formula ibrida nella quale i sondaggi delle IA (o sarebbe meglio dire alle IA) integrino quelli tradizionali, migliorando la capacità di tracciare cambiamenti direzionali nel tempo e differenze tra gruppi demografici.
Con una piccola differenza: attualmente, i sondaggi vengono compilati dalle persone, e i computer si occupano di elaborare i dati mancanti. In futuro, sarà l’IA a compilare i sondaggi e, quando dovesse avere delle incertezze, saranno gli esseri umani a prendere in mano il telefono per colmare le lacune.
Sebbene l’affidabilità dei risultati generati dall’IA migliorerà rapidamente, ci vorrà del tempo prima che siano considerati affidabili. Probabilmente, saranno inizialmente utilizzati internamente da chi gestisce le campagne politiche, mentre le tecniche tradizionali continueranno a essere preferite dai media. Ma basterà un’elezione importante (come una presidenziale negli Stati Uniti) in cui l’IA si dimostrerà più precisa rispetto agli esseri umani, per cambiare questa percezione.


