In questi giorni, Qualcomm avrebbe avanzato una proposta per acquisire Intel. Ad affermarlo è il The Wall Street Journal, che riporta in esclusiva le indiscrezioni di fonti vicine alla vicenda.
Se confermata, l’operazione sarebbe una delle più grandi e importanti degli ultimi anni nel settore tecnologico, che le potenzialità di ridisegnare gli equilibri dell’industria globale dei semiconduttori.
L’eventuale acquisizione di Intel, il cui valore di mercato è crollato a circa 90 miliardi di dollari, avviene in un momento delicato per l’azienda, che sta affrontando una delle peggiori crisi della sua cinquantennale storia.
Un accordo, però, è ancora lontano dall’essere concluso. E anche se Intel dovesse accogliere l’offerta, un’operazione di tali dimensioni attirerebbe inevitabilmente l’attenzione delle autorità antitrust, con possibili ostacoli regolatori.
Qualcomm-Intel: una mossa rischiosa ma strategica
La proposta di Qualcomm non è priva di rischi. Per far sì che l’operazione vada in porto, l’azienda californiana potrebbe valutare la vendita di alcune parti o asset di Intel ad altri acquirenti, in modo da alleggerire la struttura dell’accordo e superare eventuali resistenze da parte delle autorità.
Nonostante ciò, l’acquisizione potrebbe anche essere vista come un’opportunità per rafforzare la competitività degli Stati Uniti nel settore dei chip, in un contesto sempre più strategico e politicizzato, come dimostrano le molteplici iniziative dell’amministrazione Biden di cui abbiamo dato notizia su queste pagine.
Intel, che un tempo era la più grande azienda di semiconduttori al mondo per valore di mercato, ha visto le proprie azioni crollare di circa il 60% quest’anno, prima che il Wall Street Journal rivelasse l’offerta di Qualcomm. Questo, nonostante i numerosi aiuti statali di cui ha beneficiato ultimamente.
Solo nel 2020, il colosso aveva un valore di mercato di oltre 290 miliardi di dollari. Ora, appunto, sono divenuti 90. Dopo la notizia, le azioni di Intel hanno chiuso la giornata di ieri con un rialzo superiore al 3%. Quelle di Qualcomm, che invece ha un valore di circa 185 miliardi di dollari, sono calate del 3%, dopo un incremento del 17% dall’inizio dell’anno.
Un accordo che ridisegnerebbe il mercato dei semiconduttori
Qualcomm, conosciuta per essere uno dei principali fornitori di chip per smartphone, tra cui quelli utilizzati da Apple per i suoi iPhone, vedrebbe concludersi una delle operazioni più importanti della sua storia.
L’acquisizione di Intel le consentirebbe di ampliare significativamente il proprio business, affiancando ai chip per dispositivi mobili i chip di Intel, che sono onnipresenti in personal computer e server.
Sia Qualcomm che Intel sono alla ricerca di nuove opportunità per capitalizzare l’esplosione dell’intelligenza artificiale. Tuttavia, entrambe le aziende si trovano in una posizione di secondo piano rispetto a Nvidia, leader nel settore dei chip per l’AI.
L’accordo tra Qualcomm e Intel potrebbe permettere loro di rafforzare la propria posizione in questo mercato emergente.
Intel: una crisi che non accenna a fermarsi
L’offerta di Qualcomm arriva dopo anni difficili per Intel. Nonostante gli sforzi di rilancio avviati dal CEO Pat Gelsinger oltre tre anni fa, i risultati non sono stati significativi. Intel ha infatti perso il proprio primato a favore di concorrenti come Qualcomm, Broadcom, Texas Instruments e AMD, mentre le sue azioni continuano a subire pesanti perdite.
Lo scorso agosto, dopo una trimestrale deludente, Intel ha annunciato un piano per licenziare migliaia di dipendenti e sospendere il pagamento dei dividendi, nel tentativo di contenere i costi. Più recentemente, Gelsinger ha presentato un piano per ridurre le spese di oltre 10 miliardi di dollari entro il 2025, dopo che la società ha registrato una perdita di 1,6 miliardi di dollari nel secondo trimestre del 2024, rispetto all’utile di 1,5 miliardi l’anno precedente.
A complicare ulteriormente la situazione, il direttore Lip-Bu Tan ha lasciato improvvisamente il Consiglio di amministrazione di Intel alla fine di agosto, una decisione che ha colto di sorpresa molti addetti ai lavori. Tan era visto infatti come un possibile leader di un ramo dell’azienda, nel caso di una futura scissione.
Le recenti mosse di Intel lasciano intravedere un possibile cambiamento radicale nella struttura dell’azienda. In settimana, Intel ha annunciato la separazione delle sue operazioni di progettazione e di produzione di chip. Ciò ha comportato la sospensione dei progetti di fabbriche in Germania e Polonia, e ha messo in pausa un impianto in Malesia fino a quando la domanda non tornerà a crescere.
La decisione di Intel di riportare separatamente i risultati finanziari delle sue operazioni di produzione è stata vista da molti analisti come un preludio a una possibile scissione dell’azienda. Secondo alcuni esperti, Intel potrebbe infatti dividersi in due, seguendo la tendenza del settore verso una maggiore specializzazione nella progettazione o nella produzione di chip.
Tuttavia, secondo l’analista Stacy Rasgon di Bernstein Research, una divisione immediata potrebbe non essere fattibile, poiché la divisione produttiva di Intel sta attualmente registrando perdite e non ha ancora attratto un numero significativo di clienti esterni.
Le ambizioni di Qualcomm e la sfida dei regolatori
Con l’acquisizione di Intel, Qualcomm potrebbe diventare un player ancora più influente nel panorama globale dei semiconduttori, ma l’operazione sarà soggetta a una rigorosa valutazione da parte delle autorità antitrust.
L’affare, se concluso, rappresenterebbe la più grande fusione tecnologica di tutti i tempi, superando persino l’acquisizione di Activision Blizzard da parte di Microsoft per 69 miliardi di dollari.
Le prossime settimane saranno cruciali per capire se Qualcomm riuscirà a portare a termine questa operazione storica, che potrebbe ridefinire non solo le sorti delle due aziende ma anche l’intero settore tecnologico globale.


