WhatsApp si prepara a una svolta significativa con l’introduzione della pubblicità, una mossa annunciata ufficialmente da Meta e destinata a cambiare, almeno in parte, l’esperienza degli utenti.
Le inserzioni saranno visibili esclusivamente nella sezione Aggiornamenti, in altre parole quella che include gli Stati e i Canali, e non le conversazioni tra privati. Questo sezione, comunque, è visitata quotidianamente da circa 1,5 miliardi di persone ed è uno spazio sempre più centrale per l’interazione e la fruizione di contenuti sulla piattaforma, proprio per questo Meta lo ha scelto come punto di partenza per la monetizzazione diretta.
Per WhatsApp è solo l’inizio?
L’introduzione degli annunci su WhatsApp non si limiterà alla semplice visualizzazione pubblicitaria. L’azienda ha infatti annunciato tre nuovi strumenti di monetizzazione. Il primo riguarda gli abbonamenti mensili ai canali, che offriranno accesso a contenuti esclusivi, aprendo la strada a una forma di sottoscrizione simile a quella già vista su altri social network. Il secondo strumento è la possibilità per gli amministratori di promuovere i propri canali, aumentando così la loro visibilità all’interno dell’app. Infine, il terzo punto riguarda gli annunci veri e propri, che compariranno nel momento in cui gli utenti visualizzano gli Stati, in una modalità che ricorda le Stories di Instagram e Facebook.
Come anticipato, Meta ha tenuto a precisare che le chat personali non saranno interessate da queste novità. Per ora, perlomeno, visto il modus operandi dell’azienda. Le conversazioni resteranno protette dalla crittografia end-to-end, garanzia che nessuno, nemmeno Meta stessa, potrà accedervi. Per quanto riguarda la personalizzazione degli annunci, verranno utilizzate solo informazioni limitate, come la posizione geografica (Paese o città), la lingua dell’utente, i canali seguiti e le interazioni pregresse con altre inserzioni.
Tuttavia, se l’utente ha collegato WhatsApp all’Accounts Center — lo strumento che consente di unificare la gestione degli account Meta — allora sarà possibile utilizzare anche i dati provenienti da Facebook e Instagram, per un targeting pubblicitario più preciso.
Un percorso articolato
Questa evoluzione non arriva all’improvviso, ma è il risultato di un processo strategico lungo e articolato. Già nel 2018 si parlava dell’intenzione di monetizzare WhatsApp, tanto che i fondatori Jan Koum e Brian Acton abbandonarono Meta anche per divergenze legate all’introduzione della pubblicità.
Nel 2022 Mark Zuckerberg aveva definito WhatsApp “il prossimo capitolo” nella storia dell’azienda, sottolineando l’importanza della messaggistica privata nel futuro del gruppo. Non a caso, negli ultimi anni sono stati introdotti gli *annunci click-to-message* su Facebook e Instagram: inserzioni che rimandano direttamente a una conversazione su WhatsApp con un’azienda.
Le potenzialità economiche sono immense. Secondo una stima del 2023, WhatsApp avrebbe generato tra i 500 milioni e il miliardo di dollari di ricavi annui, soprattutto grazie ai servizi business venduti alle aziende. Una cifra modesta, considerando i 2 miliardi di utenti attivi e l’investimento iniziale da 19 miliardi di dollari fatto da Meta nel 2014. Per questo motivo, la pubblicità e gli abbonamenti rappresentano per l’azienda una nuova frontiera di sviluppo, con l’obiettivo di trasformare WhatsApp in un canale non solo di comunicazione, ma anche di business strategico e sostenibile.
Con queste novità, WhatsApp si allinea quindi alle dinamiche di monetizzazione già affermate su altri social, mantenendo però la promessa di un’esperienza centrata sulla privacy.


