Ancora si sta parlando di PS5 Pro e del suo sorprendente prezzo di listino, che già si parla di PlayStation 6.
Secondo Reuters, infatti, Sony starebbe già pianificando la prossima generazione di console PlayStation e avrebbe già preso un’importante decisione: con quale fornitore di chip collaborare? Già nelle fasi iniziali la competizione si è ridotta a due contendenti: AMD e Intel, con aziende come Broadcom che non avrebbero superato il taglio iniziale.
Alla fine il colosso giapponese avrebbe scelto AMD. L’azienda americana, infatti, partiva già in netto vantaggio sui concorrenti dato che produce già i chip per PlayStation 5 e PS5 Pro. Questo garantisce una completa retrocompatibilità tra le diverse generazioni di console. Intel, però, avrebbe provato ad inserirsi tra i due partner con diverse trattative che si sono avute a partire dal 2022. La proposta di Intel è stata respinta principalmente a causa di divergenze sui profitti che Intel avrebbe ottenuto per ogni chip stampato, dato che la produzione sarebbe stata affidata alla Taiwan Semiconductor Manufacturing Co (TSMC), che produce anche i chip attuali.

Intel sta vissuto un periodo difficile, segnato da vari fallimenti, tra cui problemi con le CPU Raptor Lake e l’incapacità di inserirsi nel mercato dei chip per intelligenza artificiale. La sua divisione di produzione di chip ha registrato perdite di 7 miliardi di dollari nel 2023, e la società ha annunciato licenziamenti di massa per un totale di 15.000 dipendenti. Anche la costruzione di un nuovo impianto in Ohio ha subito ritardi, nonostante Intel abbia firmato un accordo con Microsoft per la produzione di chip avanzati.
Dall’altro lato, AMD, pur restando dietro a Nvidia nel mercato dei chip per IA e GPU di fascia alta, ha registrato una forte crescita nelle vendite dei suoi prodotti per data center, che ora costituiscono oltre la metà del suo fatturato. AMD sta inoltre unificando le sue tecnologie grafiche per gaming (RDNA) e data center (CNDA) in una singola architettura chiamata UDNA, con l’obiettivo di incrementare la produzione di soluzioni di gaming a prezzi più accessibili.
Il rapporto afferma che un eventuale accordo con PlayStation avrebbe potuto generare circa 30 miliardi di dollari in ricavi per Intel, una cifra considerevole. Intel ha fatto sapere di non essere d’accordo sulla ricostruzione dei fatti, anche se non ha voluto commentare direttamente eventuali trattative in corso.


