Pirelli e Bosch insieme per le Cyber Tire

by | 4 Nov 2024 | Automotive

Tempo di lettura: 3 minuti

Il punto dove la gomma incontra la strada è cruciale per le prestazioni e la sicurezza delle auto.

È una sottile striscia di gomma sulla quale si scaricano tutte le forze tra veicolo e asfalto, rendendo il pneumatico un elemento determinante per l’esito di una gara o, più semplicemente, per la tenuta di strada di un veicolo in situazioni critiche.

Per rendere la guida ancora più sicura, Pirelli propone “Cyber Tire”, frutto di una collaborazione con Bosch, leader nel settore dell’ingegneria automobilistica. Questa tecnologia prevede sensori integrati direttamente nel pneumatico, in grado di raccogliere e trasmettere dati in tempo reale al sistema di controllo del veicolo.

I sensori non solo monitorano parametri come pressione e temperatura, ma analizzano anche le condizioni della strada e lo stato del pneumatico stesso.

Il risultato? Un sistema che permette all’auto di reagire rapidamente, con regolazioni automatiche per migliorare stabilità, trazione e frenata, offrendo maggiore sicurezza ed efficienza in ogni momento.

Cyber Tire: oltre il monitoraggio della pressione

L’idea di Pirelli di sviluppare un sistema di comunicazione tra pneumatico e computer di bordo non è recente: i primi studi risalgono a 25 anni fa. Ma è solo di recente che la collaborazione con Bosch ha permesso di compiere un vero e proprio salto di qualità.

Come spiega Pierangelo Misani, CTO di Pirelli, “Il pneumatico è l’unico punto di contatto tra veicolo e terreno, dove si trasferiscono tutte le forze. È una fonte di informazioni potenzialmente utili per la sicurezza e l’efficienza.”

Questa rete di sensori permette al pneumatico di “dialogare” direttamente con i sistemi di controllo dell’auto, come se ogni gomma fosse un atleta in campo pronto a segnalare le proprie condizioni di forma o eventuali problemi al “coach” elettronico dell’auto.

Oltre al monitoraggio della pressione, il Cyber Tire permette di rilevare situazioni come l’idroplaning, un problema che si verifica nelle condizioni di bagnatoe e che rende il controllo dell’auto estremamente difficile.

Il sensore è infatti in grado di rilevare quando la gomma perde contatto con l’asfalto, informando il sistema di controllo che regola in tempo reale frenata e stabilità.

Misani aggiunge che un altro sviluppo su cui Pirelli sta lavorando riguarda l’utilizzo di algoritmi in grado di monitorare il tasso di usura del pneumatico, offrendo informazioni cruciali per la manutenzione preventiva.

Sensori in un ambiente estremo

L’ecosistema all’interno di un pneumatico è tutt’altro che ospitale: il sistema non solo deve resistere alle alte accelerazioni e alle vibrazioni, ma anche alle variazioni di pressione e forma.

La miniaturizzazione delle batterie e dei componenti ha reso possibile il Cyber Tire, con un set di sensori altamente resistenti e compatti, progettati per durare per tutta la vita del pneumatico.

La resistenza a condizioni estreme come umidità, cambiamenti di forma e urti rappresenta una vera sfida, ma la partnership tra Pirelli e Bosch sembra aver trovato una soluzione efficace.

Pirelli Cyber Tire sulle hypercar Pagani

La prima applicazione di questa tecnologia è stata realizzata con la Pagani Utopia Roadster, un hypercar che sfrutta i dati dei sensori per ottimizzare ABS, stabilità e trazione.

Pirelli ha però in programma di estendere questa tecnologia anche a produttori di auto più comuni.

“Siamo i primi ad avere questa soluzione ma non vogliamo tenerla solo per noi”, ha precisato Misani, evidenziando che il miglioramento della sicurezza dovrebbe essere reso accessibile a un pubblico più ampio.

Con questa tecnologia, Pirelli apre dunque la strada a una maggiore integrazione tra veicolo e terreno, rendendo i pneumatici una componente attiva e intelligente in grado di garantire maggior controllo e sicurezza su ogni tipo di strada.

Quando però vedremo questa tecnologia impiegata nelle auto che guidiamo tutti i giorni, però, non è ancora dato saperlo.

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