Il Pentagono ha deciso di puntare sempre più sull’intelligenza artificiale per migliorare le strategie militari statunitensi.
Il Dipartimento della Difesa ha assegnato alla start-up Scale AI un contratto per sviluppare Thunderforge, un sistema basato sull’IA che aiuterà i comandanti a pianificare e coordinare i movimenti di navi, aerei e altre risorse militari.
Il progetto, che si avvarrà delle tecnologie di Microsoft e Google e sarà integrato nei sistemi della start-up Anduril, punta a rendere più veloce ed efficace il processo decisionale nelle operazioni militari.
Pianificazioni napoleoniche
L’obiettivo di Thunderforge è affrontare la crescente complessità delle operazioni militari moderne.
Il compito dei comandanti si è infatti complicato con l’avanzare della tecnologia nelle operazioni militari, che oggi integrano droni, forze convenzionali dispiegate su terra, mare e aria, e guerra informatica.
Oggi, le loro decisioni dipendono dall’analisi di dati provenienti da ufficiali di stato maggiore e da una rete di sensori avanzati. “Il processo di pianificazione e operazione dell’esercito statunitense non è cambiato dai tempi di Napoleone”, ha dichiarato Dan Tadross, responsabile della divisione federale di Scale ed ex ufficiale dei Marines.
Secondo Tadross, dopo anni di teorie, la tecnologia è ora abbastanza matura per essere effettivamente utile nella pianificazione militare. L’intelligenza artificiale verrà così utilizzata per analizzare dati da fonti di intelligence e sensori di campo, fornendo ai comandanti raccomandazioni su come muovere le forze nel modo più efficiente.
Il contratto è stato assegnato dalla Defense Innovation Unit, il dipartimento del Pentagono con sede nella Silicon Valley che aiuta le aziende tecnologiche a integrare le proprie innovazioni nell’ambito della difesa.
Il sistema sarà inizialmente utilizzato dal Comando europeo e dal Comando indo-pacifico degli Stati Uniti.
I dubbi sulla strategia del Pentagono
L’uso dell’IA nelle operazioni militari è un tema controverso. Alcune grandi aziende tecnologiche, un tempo riluttanti a collaborare con il Pentagono, hanno recentemente allentato le proprie restrizioni.
Google ha rimosso il precedente impegno a non sviluppare IA per armamenti o sorveglianza. Ma lo stesso si può dire anche di OpenAI e Meta.
Secondo i vertici militari, gli Stati Uniti devono accelerare l’adozione di software avanzati, droni e navi autonome per tenere testa alla Cina, che sta potenziando le proprie capacità militari nel Pacifico.
D’altra parte, le aziende tecnologiche, alla ricerca di nuovi mercati, stanno cogliendo questa opportunità. Start-up come Scale, nata nel 2016 dal figlio di due fisici del Los Alamos National Laboratory, si sono proposte come protagoniste nella corsa all’innovazione militare.
I sostenitori del controllo degli armamenti avvertono che le decisioni critiche devono restare nelle mani dell’uomo per garantire il rispetto dell’etica e del diritto internazionale.
Tadross ha chiarito che Thunderforge è pensato per la pianificazione strategica e non per l’uso diretto di armi da parte dei soldati in prima linea.
Resta da vedere se questo sarà sufficiente a placare le preoccupazioni etiche e politiche legate all’impiego dell’intelligenza artificiale in ambito bellico.


