In un contesto in cui molti titoli tech legati all’intelligenza artificiale hanno rallentato, Palantir sta continuando la sua corsa.
Da quando il presidente Donald Trump ha annunciato i nuovi dazi commerciali, poco più di un mese fa, le azioni dell’azienda sono balzate ai massimi dell’S&P 500. Solo nel 2025 hanno guadagnato il 64%, portandosi appena sotto il record storico toccato a febbraio.
Si tratta di una performance straordinaria per una società che ha fatto della capacità di analisi dei dati in ambito militare e governativo il suo punto di forza.
Le attese altissime del mercato
Tutti ora si chiedono se Palantir riuscirà a compiere l’ennesimo miracolo. I risultati trimestrali in arrivo oggi dopo la chiusura dei mercati dovranno superare un’asticella molto elevata.
Il motivo? Una storia recente fatta di exploit: sette delle ultime nove trimestrali hanno visto il titolo guadagnare a doppia cifra, con picchi superiori al 20%. Non a caso, il mercato prevede un nuovo scossone: si stima un movimento giornaliero vicino al 13%.
Gli analisti si aspettano numeri forti, con una crescita dei ricavi del 36% e un incremento degli utili rettificati superiore al 60%. E Palantir potrebbe avere tutte le carte in regola per riuscirci.
La NATO ha recentemente acquistato un sistema militare basato sulla sua intelligenza artificiale, e anche l’esercito statunitense ha promosso a pieni voti il suo nuovo veicolo per la raccolta di informazioni.
In un momento di incertezza sui budget governativi, Palantir appare ben posizionata per trarre vantaggio da eventuali riallocazioni.
Ma la valutazione preoccupa
Nonostante l’ottimismo sui fondamentali, la vera sfida per Palantir è convincere il mercato che valga davvero tanto.
Le sue azioni sono attualmente scambiate a più di 200 volte gli utili stimati, rendendola l’azienda con il multiplo prezzo/utili più alto del Nasdaq 100. Se si guarda al rapporto tra prezzo e ricavi, la situazione non cambia molto: oltre 70 volte, tra le più alte di tutta Wall Street.
“Il multiplo è sempre stato il punto debole della storia”, ha dichiarato Kevin Landis di Firsthand Capital Management ai microfoni di Bloomberg. “C’è un rischio concreto nel detenere un titolo così caro se i fondamentali iniziano a rallentare, perché tutti i soldi caldi che ci sono entrati possono uscire altrettanto in fretta”.
Palantir e il resto del settore
Il momento è delicato anche per l’intero comparto software. In questa stagione delle trimestrali il 78% delle società software ha infatti superato le attese sugli utili, ma solo il 44% lo ha fatto sui ricavi.
Questo significa che, pur guadagnando di più, molte aziende stanno vendendo meno del previsto. Per il settore tecnologico nel suo complesso, i dati sono più robusti: il 91% ha battuto le stime sugli utili, e il 75% lo ha fatto sui ricavi.
Palantir si muove dunque in un contesto misto ma con un vantaggio competitivo rilevante: il suo ruolo sempre più centrale nel mondo dell’IA applicata a scenari operativi reali. Come ha detto l’analista Tim Pagliara, “Palantir sta diventando lo standard globale con la sua piattaforma IA”.
Ma è anche vero che una valutazione troppo spinta potrebbe diventare una zavorra, specie in un trimestre ad alta volatilità come questo.


