Il lancio del modello Orion di OpenAI è atteso come un’importante evoluzione rispetto a GPT-4. Tuttavia, secondo recenti rapporti, le innovazioni promesse potrebbero non essere così rivoluzionarie come anticipato, offrendo solo miglioramenti marginali.
Questa situazione solleva interrogativi sul futuro dello sviluppo dei modelli linguistici (LLM) e sulla possibilità che il settore stia raggiungendo una fase di stagnazione.
Orion è stato presentato come una versione avanzata, progettata per eccellere in aree come la programmazione e la risoluzione di problemi complessi. Tuttavia, secondo fonti come The Information, i progressi effettivi sembrano limitarsi a un miglioramento delle capacità di comprensione e generazione del linguaggio, senza significative innovazioni in altri ambiti.
Inoltre, Orion è descritto come un modello altamente dispendioso in termini di risorse, dato che richiede infrastrutture computazionali più avanzate rispetto a GPT-4 per funzionare e essere mantenuto.

A limitare la crescita di OpenAI sarebbe la scarsa disponibilità di dati di alta qualità per addestrare nuovi modelli. Con la maggior parte dei dati pubblicamente accessibili già utilizzata, OpenAI ha formato un team dedicato, il “Foundations Team”, guidato da Nick Ryder, con l’obiettivo di identificare nuove fonti di dati di qualità. Questo approccio mira a superare i limiti attuali nell’evoluzione dei modelli di intelligenza artificiale.
Il rallentamento nell’innovazione non riguarderebbe, quindi, solo OpenAI, ma sembra interessare l’intero settore degli LLM. Nonostante i miglioramenti incrementali come quelli offerti da Orion, molte aziende si trovano a fronteggiare un rallentamento nei progressi. Tuttavia, lo sviluppo di **Artificial General Intelligence (AGI)** potrebbe rappresentare una svolta, introducendo un nuovo modo di utilizzare e migliorare i modelli esistenti.


