Il finto scandalo di Optimus è stata un’occasione sprecata

by | 14 Ott 2024 | Tecnologia

Tempo di lettura: 4 minuti

Lo abbiamo scritto più volte, lo ripetiamo oggi: con Elon Musk, non ci si annoia mai.

La sua, oltre che legalmente travagliata, è una vita piena di alti e bassi, successi e fallimenti. L’unica costante sono le polemiche.

E così, dopo quella relativa a Starlink di cui abbiamo scritto poco fa, ecco quella ai robot Optimus relativa alla presentazione del Cybercab nel corso dell’evento “We, Robot”. A sua volta criticato e, a nostro avviso, stavolta a ragione.

Cos’è Optimus

Per chi non ci segue abitualmente, può essere necessario un piccolo ripasso. Optimus di Tesla è il progetto di un robot umanoide, annunciato per la prima volta durante il Tesla AI Day nell’agosto 2021.

Noto anche come Tesla Bot, Optimus rappresenta l’ambiziosa visione di Musk di creare un robot in grado di svolgere compiti fisici ripetitivi e potenzialmente pericolosi, con l’obiettivo di sostituire l’uomo in lavori faticosi o a basso valore aggiunto.

Il design prevede che Optimus abbia l’aspetto di una figura umanoide, alto circa 1,75 metri e pesante 57 chili, con una capacità di trasportare fino a 20 chili e muoversi a una velocità massima di circa 8 km/h.

Il robot, dotato di intelligenza artificiale e avanzati sistemi di sensori, è già in grado di di camminare, sollevare oggetti, svolgere attività domestiche o industriali.

Musk ha sottolineato che l’obiettivo finale è creare un robot in grado di affrontare lavori fisicamente impegnativi, migliorando la produttività e riducendo i rischi per le persone. E, come abbiamo riportato nella news che potete trovare qui sotto, sta già venendo nella catena di montaggio di Tesla. Con quale efficacia, non è dato saperlo.

Tuttavia, la strada verso un robot pienamente autonomo e funzionante è ancora lunga e, come dimostrato all’evento Cybercab, gran parte delle funzioni presentate finora richiedono ancora l’intervento umano.

Compresa l’interazione con gli umani, che è al centro della polemica che andiamo a descrivere.

Optimus ha barato?

All’evento “We, Robot” della scorsa settimana, i robot Optimus sono stati i protagonisti assoluti. Molto più, involontariamente s’intende, di un robotaxi a due posti dai contorni ancora troppo fumosi per convincere gli azionisti e, nel nostro piccolo, anche noi.

Durante la presentazione in grande stile, come potete vedere dai video qui sotto i robot si sono mescolati con la folla, hanno servito bevande, intrattenuto gli ospiti con giochi e ballato in un gazebo, lasciando molti a bocca aperta.

La sorpresa più grande? Sembrava che potessero anche parlare.

Tuttavia, ciò che sembrava un avanzato traguardo della robotica era in gran parte solo uno spettacolo.

I robot Optimus hanno sì messo in mostra la loro mobilità e soprattutto la loro gestualità, sempre più umana col passare del tempo. Ma quando si è trattato di interagire con essi, dall’altra parte c’era un operatore che rispondeva.

Al di là del sorprendente dubbio di Marques Brownlee, il più importante creator di tecnologia al mondo, che quindi dovrebbe aver sviluppato un adeguato occhio critico, gli altri creator hanno mangiato la foglia e hanno chiesto direttamente a Optimus se fosse controllato da un umano.

A seconda dell’operatore che controllava i robot, la risposta è stata scherzosa (“Forse un po’”) o sincera, con l’ammissione di essere “assistito da un umano”.

 

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Ma va detto una cosa: Tesla non ha mai sostenuto che i robot fossero autonomi.

Come segnalato da The Verge, Robert Scoble, uno dei partecipanti all’evento, ha spiegato in un post che gli umani stavano “assistendo a distanza” i robot. Un ingegnere di Tesla gli aveva infatti spiegato che l’intelligenza artificiale serviva solo per permettere agli Optimus di camminare, ma per tutto il resto c’era un intervento umano.

Anche Adam Jonas, analista di Morgan Stanley, ha confermato questa versione in una nota inviata ai clienti, spiegando che i robot dipendevano dai “tele-operatori”, ovvero da persone che intervenivano in tempo reale per farli interagire con il pubblico.

Peraltro, i robot avevano voci tutte diverse tra loro, rispondevano immediatamente e accompagnavano le loro risposte con gesti perfettamente sincronizzati. Un’operazione, insomma, più teatrale che tecnologicamente avanzata, a suggello di una serata davvero concepita male.

Un’occasione sprecata

Non è la prima volta che Tesla ricorre a un po’ di spettacolarità per i suoi annunci. Elon Musk, infatti, aveva già presentato per la prima volta il progetto Optimus facendo salire sul palco un essere umano travestito da robot, lasciando intendere che il cammino verso il robot autonomo sarebbe stato lungo e complesso.

Ma spostando le lancette a questi giorni, tutto l’evento di Tesla è stato concepito male. Perché se già il Cybercab è sembrato una dichiarazione di intenti, più che un reale contendente di Zoox e Waymo, il Cybervan era dichiaratamente un prototipo. Col risultato che Tesla il giorno dopo ha fatto -10% in Borsa.

Stupisce poi che nessuno in Tesla abbia pensato che questo impiego di Optimus avrebbe creato delle polemiche. Come sta infatti puntualmente accadendo in queste ore sui social.

Gli spettatori all’evento, però, non sembrano essere rimasti delusi. Chi ha partecipato si è goduto lo show, consapevole che la robotica di Tesla, sebbene ancora in fase di sviluppo, è comunque in grado di mettere in scena uno spettacolo avvincente.

Tuttavia, chi sperava di avere un assaggio di quanto sia realmente avanzata l’intelligenza dei robot umanoidi Optimus, è rimasto deluso. E noi, dopo esserci esaltati per il successo dell’atterraggio di ieri del booster di Starship, ci troviamo perplessi di fronte alle strategie di marketing di Tesla.

Ma con Elon Musk, dicevamo, la vita è un ottovolante.

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